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Syria Untold: il videogame con Zaytoun, piccolo rifugiato siro-palestinese

Questo post è stato pubblicato da Syria Untold e tradotto da Global Voices in Arabo.

Zaytoun, un piccolo rifugiato siro-palestinese, è il personaggio principale di un videogioco realizzato da un gruppo di attivisti siriani, palestinesi e spagnoli.

Attraverso gli ostacoli affrontati, le scelte compiute e le persone incontrate da Zaytoun, gli utenti hanno la possibilità di approfondire le proprie conoscenze sulla Siria e la Palestina e l'attuale situazione dei due Paesi e dei rispettivi cittadini. Fa parte del progetto un sito web [en], in cui saranno archiviate e catalogate informazioni relative ai vari campi profughi palestinesi in Siria e in Libano, la storia dell'insurrezione siriana e reportage sui diritti umani in quella regione. I creatori richiedono la collaborazione di tutti allo scopo di portare a termine l'iniziativa.

Di seguito, una breve anteprima video del progetto:

Il videogioco narra la storia di Zaytoun, un piccolo rifugiato, costretto a scappare in seguito alla distruzione della sua casa nel campo profughi di Yarmouk e all'uccisione di molti suoi amici da parte del regime siriano. Attraverso la fuga di Zaytoun, i giocatori condividono il suo viaggio, le amicizie intrecciate e le esperienze vissute. Con l'aiuto di documenti e mappe che riportano lo stato di strade, città, vie e ospedali in Siria, Zaytoun deciderà dove andare e come interagire con le persone che incontra. Il fatto di saper rispondere a domande riguardanti la storia della Siria e della Palestina determinerà il raggiungimento o meno di particolari destinazioni.

Zaytoun and his little Syrian brother

Zaytoun con il suo fratellino siriano.
Fonte: sito web “Zaytoun, from border to border”

Quella di Zaytoun è la storia di molti palestinesi [en] che hanno lasciato la propria terra dopo essere stati espulsi dall'occupazione israeliana e che si sono stabiliti in Siria, dove campi profughi come Yarmouk sono diventati la loro nuova casa. All'inizio dell'insurrezione, Yarmouk ha accolto chiunque fosse scappato da altre zone di Damasco, dove il regime usava il pugno di ferro contro i manifestanti e arrestava, torturava e uccideva gli attivisti. Nel campo si è creata una forte solidarietà nei confronti della rivoluzione e dei perseguitati, motivo del bombardamento dell'area da parte del regime.

Secondo Mokha, designer siro-palestinese, la rivoluzione siriana ha riconciliato molti palestinesi con la loro identità siriana.

Non siamo solo palestinesi, siamo anche siriani, e subiamo quello che subiscono loro. Per molti anni mi sono chiesto perché i siriani non insorgessero contro i loro tiranni e, ora che lo hanno fatto, sono orgoglioso del mio popolo siriano, così come lo sono del mio popolo palestinese.

zaytoun-poster-2

Zaytoun, il piccolo rifugiato siro-palestinese. Fonte: sito web “Zaytoun, from border to border”

Afferma il fotografo siriano Huss:

E’ importante comprendere che la lotta palestinese e quella siriana vanno di pari passo e sono egualmente legittime. Entrambi i popoli sono stati oppressi e stanno lottando per la libertà, la giustizia e la dignità. Sostenere il diritto dei palestinesi all'autodeterminazione e alla libertà e allo stesso tempo giustificare i crimini commessi da Assad è un segno di ignoranza o di dogmatismo.

Nelle parole di Sara Carrasco, dalla Spagna:

Sostengo il diritto di ogni popolo all'autodeterminazione e all'autonomia, in qualsiasi forma. Sia i siriani che i palestinesi vivono sotto un regime direttamente collegato a interessi tirannici e imperalisti. Sono anche preoccupata di quanto poco sappiamo delle difficoltà dei nostri vicini. Per poter comprendere le nostre, in Spagna e in Europa, dobbiamo essere consapevoli di quelle che esistono nel resto del mondo. L'immagine degli arabi, del Medio Oriente e del Nord Africa in generale, è stata rappresentata in maniera fuorviante dai nostri media, ed è importante creare progetti e canali alternativi per poterla mettere in discussione.

Questo post è stato pubblicato da Syria Untold e tradotto da Global Voices in Arabo.

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