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Iran: malgoverno e sanzioni causano tragica carenza di medicinali

Medicine shortages are an unintended consequence of sanctions against Iran

La carenza di medicinali è una conseguenza involontaria alle sanzioni applicate all’Iran. Foto © Copyright Shutterstock

Le cause [en, come tutti i link seguenti] dell’attuale situazione di caos sui medicinali in Iran sono da ricercare nell’ applicazione delle sanzioni internazionali unita a una cattiva gestione del governo iraniano.

“Da ben cinque mesi sto cercando un vaccino anti-allergie per mio fratello,” dice uno degli intervistati da Global Voices sulla situazione della sanità pubblica in Iran. “Uno dei nostri parenti è malato di cancro e non riesce a trovare le medicine appropriate,” ribadisce un altro. “Sto lottando per trovare dell’insulina,” dice un diabetico.

Questa è la realtà in cui vivono gli iraniani da metà del 2012, dopo che gli USA e l’UE hanno inasprito le sanzioni bancarie verso il paese, rendendo impossibili le transazioni con l’estero per il popolo iraniano.

La stampa locale ha rivelato che la scarsità di medicinali va da quelli per curare l’epatite, a quelli per il cancro, ma anche quelli per emofilia e poliomelite. Ne ha risentito anche il settore degli anestetici.

Addirittura, ci sono stati morti per disturbi che sarebbero potuti essere facilmente risolti con i medicinali. La morte del ragazzino emofiliaco di 15 anni, nel novembre del 2012, è solo uno dei tanti esempi. 

Visto che quest'effetto indiretto delle sanzioni non è risaputo nel mondo, gli attivisti e i netizen hanno deciso di sostenere la causa con opere d'arte e petizioni. Nel dicembre del 2013, l'artista iraniano Sanaz Sohrabi ha anche creato una performance artistica davanti la sede delle Nazioni Unite di New York. 

La lotta quotidiana per trovare medicinali abbordabili

“Trovare l’insulina è diventato davvero difficile” dice l’iraniana Shahla, che dovrebbe assumerla quotidianamente. (Per evitare possibili conseguenze legate al fatto di rivolgersi a mezzi di comunicazione non iraniani, menzioniamo solo il nome delle persone intervistate). La donna ha affermato che i pazienti sono costretti ad acquistare l’insulina ai prezzi del libero mercato, che però sono fino a 20 volte superiori a quelli dello stato. Shahla ha aggiunto poi che la Società Iraniana di Diabetologia ha provato ad affrontare il problema, distribuendo gratuitamente insulina ai medici, i quali poi possono darla via [ai bisognosi], ma anche le loro scorte sono limitate. ”Quando cado in preda alla disperazione, chiamo il mio dottore, che mi da una o due confezioni di insulina che mi faccio bastare per un mese”, dice.

A Luglio, il Dipartimento del Tesoro americano ha dichiarato che l’America mette a disposizione i mezzi per la vendita e l’esportazione di cibo, medicine e medicinali all’ Iran, nonostante le sanzioni. Tuttavia, le sanzioni contro le banche rendono impossibile l’acquisto di medicinali e farmaci da parte degli importatori. “È come se dicessero che c’è una sorgente dalla quale tutti possono bere, ma ci fossero troppi ostacoli da superare per raggiungerla. Il che ne impedirebbe indirettamente l’accesso”, spiega Arash, uomo d’affari che importa farmaci in Iran.

Secondo quanto dice Arash, molti hanno attinto dai fornitori in Asia (prevalentemente Cina e India) per aggirare le sanzioni. Altri hanno continuato a commerciare con le scorte di America e Europa, mediante intermediari (ad esempio le banche di Turchia e degli Emirati Arabi), ma Arash sostiene che il processo sia troppo complicato, lamentandosi che ”se si vuole farlo mediante intermediari, bisogna spendere un sacco di denaro.”

“È chiaro che in una situazione simile devi stabilire un prezzo alto (per il consumatore), altrimenti ci perdi nel commercio, ma poi il governo poi non ti permette di aumentare il prezzo. Di conseguenza, è impossibile distribuire le medicine nel mercato nelle tempistiche necessarie”, spiega Arash.

Svariate persone hanno espresso su internet, specialimente su Twitter, gli stessi problemi.

L'utente Leila Zadeh ha scritto:

Permetti all’Iran di acquistare medicinali e beni non sanzionati. Firma la petizione!

L'utente Peter Tatchell ha detto:

Chiedi all’UE di creare un canale di pagamento legale all’Iran, per far sì che arrivino gli aiuti umanitari. Firma qui

Carenza di medicine

Oltre ai prezzi, la preoccupazione più grande è la carenza di medicinali.

Sarah, una donna iraniana con un figlio di 6 anni che soffre di una grave forma di diabete, dice che sta cercando da più di un mese per lui una marca specifica di insulina. ”Ho girato dozzine di farmacie, ma non ce l’hanno” dice. “Nell’ultima sono riuscita a trovarne tre confezioni”, aggiungendo però che una confezione è sufficiente per un periodo di sole due-tre settimane.

Un'altra iraniana di nome Sahar, dice che la sorella di suo suocero soffre di cancro e attualmente trovare le medicine è una lotta. E come lei molti altri ribadiscono lo stesso problema.

Ad ottobre dello scorso anno, Fathem Hashemi, capo dell'organizzazione non governativa “Fondazione iraniana di beneficenza per le Malattie Rare”, che rappresenta ben sei milioni di pazienti, ha affermato che la carenza di medicinali per malattia come il cancro e la sclerosi multipla è un problema molto “serio”, che mette a rischio molte vite.

A marzo, Kheirollah Gholami, uno dei principali farmacisti della facoltà di medicina dell'università di Tehran, ha affermato che gli anestetici o sono spariti dal mercato o sono difficili da reperire. “Se la situazione non cambia, saremo davvero in difficoltà. Certo non possiamo cominciare ad utilizzare martelli per anestetizzare le persone,” ha dichiarato all'agenzia semi-ufficiale Ilna News Agency.

La scarsità di medicinali non rappresenta un problema solo per malattie gravi, ma anche per tutti coloro che hanno allergie o dolori. “L'unica cosa che si trova in commercio è l'aspirina nazionale, che non rispetta gli standard e può essere molto pericolosa” spiega Amir. Ha poi aggiunto che il suo medico gli ha recentemente prescritto 10 confezioni di pillole di vitamina D3, prodotte a livello nazionale. “Queste 10 confezioni le ho dovute acquistare da 4 diverse farmacie!”

Il problema continua ad esistere

Dopo l'accordo temporaneo sul nucleare tra Iran e le potenze del 5+1 a Ginevra, l'Occidente ha aderito ad ammorbidire alcune sanzioni, in cambio della rinuncia di specifici aspetti del programma nucleare dell'Iran.

Ciò significa che a lungo termine questo ammorbidimento nelle sanzioni potrebbe far diminuire le difficoltà nell'importazione di medicine e farmaci. Per adesso però il problema rimane. Arash, importatore di farmaci, dice che anche quando le sanzioni finanziarie saranno diminuite, le banche iraniane impiegheranno molto tempo per ricostruire la loro affidabilità per facilitare il commercio.

Ma Arash è speranzoso e dice che alla fine con l'allentamento di alcune sanzioni si tornerà gradualmente alla normalità. Fino ad allora, il problema continuerà a affliggere malati e infermi.

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