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Un calendario della storia umana secondo lo scrittore uruguayano Eduardo Galeano

Eduardo Galeano

Eduardo Galeano. Foto dell'utente Mariela De Marchi Moyano su Flickr. CC BY-SA 2.0

Questo articolo [en, come tutti i link tranne ove diversamente segnalato] è apparso originariamente su TomDispatch ad è stato nuovamente pubblicato da NACLA poco prima della scomparsa di Eduardo Galeano, avvenuta lunedì 13 aprile 2015. 

Eduardo Galeano [it] è uno dei più illustri scrittori latino americani. E’ l'autore di “Le vene aperte dell'America Latina” [it] della trilogia “Memoria del fuoco” [it], di “Specchi” e altre opere. Il suo ultimo libro, I figli dei giorni: un'agenda della storia umana (Nation Books), è uscito solo in brossura, e qui di seguito se ne possono leggere alcuni estratti. Ha ricevuto numerosi premi internazionali, inclusi il primo Premio per la Libertà Culturale della Fondazione Lannan, l'American Book Award, e il Premio Casa de las Américas.

Mark Fried è il traduttore di sette dei libri di Eduardo Galeano, tra cui “I Figli dei giorni”. Tra le sue traduzioni figura anche quella di “La lucciola” di Severo Sarduy. Vive a Ottawa, in Canada.

La scarpa

(15 Gennaio)

Nel 1919 Rosa Luxemburg, la rivoluzionaria, venne uccisa a Berlino.

I suoi assassini la randellarono con il calcio di un fucile e la gettarono nelle acque di un canale.

Lungo la strada, perse una scarpa.

Una mano la raccolse, quella scarpa caduta nel fango.

Rosa desiderava un mondo in cui la giustizia non venisse sacrificata in nome della libertà, o viceversa.

Ogni giorno, una mano raccoglie quell'ideale.

Caduto nel fango, come la scarpa.

La celebrazione che non avvenne

(17 Febbraio)

I braccianti delle fattorie della Patagonia, in Argentina, entrarono in sciopero contro salari insufficienti e giornate lavorative senza fine, e l'esercito si fece carico di ristabilire l'ordine.

Le esecuzioni sono estenuanti. Quella notte del 1922 i soldati, stremati da tutte quelle uccisioni, si recarono al bordello del porto di San Julián per la loro meritata ricompensa.

Ma le cinque donne che lavoravano là chiusero loro la porta in faccia e li scacciarono, urlando “Assassini! Assassini, via da qui!”

Osvaldo Bayer ha riportato i loro nomi. Si trattava di Consuelo García, Ángela Fortunato, Amalia Rodríguez, María Juliache e Maud Foster.

Le puttane. Le virtuose.

Donne sacrileghe

(9 Giugno)

Nel 1901 Elisa Sánchez e Marcela Gracia si sposarono nella Chiesa di san Giorgio nella città galiziana di A Coruña.

Elisa e Marcela si erano amate in segreto. Per fare le cose in modo appropriato, con tanto di cerimonia, prete, licenza e fotografia, dovettero inventarsi un marito. Elisa divenne Mario: si tagliò i capelli, si vestì da uomo e simulò una voce profonda.

Quando la storia venne a galla, i giornali di tutta la Spagna urlarono fin nell'alto dei cieli — “questo scandalo disgustoso, questa immoralità spudorata” — e approfittarono della deplorevole occasione per vendere copie a più non posso, mentre la Chiesa, vedendo tradita la propria fiducia, denunciò il sacrilegio alla polizia.

E la caccia ebbe inizio.

Elisa e Marcela fuggirono in Portogallo.

Una volta a Oporto vennero catturate e incarcerate.

Ma riuscirono a scappare. Cambiarono nome e presero la via del mare.

Le tracce delle fuggitive si persero nella città di Buenos Aires.

Il diritto al coraggio

(13 Agosto)

Nel 1816 il governo di Buenos Aires conferì a Juana Azurduy il grado di tenente colonnello “in virtù dei suoi sforzi maschili.”

Juana condusse le guerriglie che portarono Cerro Potosí dal dominio spagnolo alla guerra d'indipendenza.

La guerra era roba da uomini e le donne non erano autorizzate a ficcare il naso, eppure gli ufficiali maschi non potevano fare a meno di ammirare “il coraggio virile di questa donna.”

Dopo aver percorso molte miglia a cavallo, quando la guerra le aveva già ucciso il marito e cinque dei suoi sei figli, anche Juana perse la vita. Morì in miseria, povera tra i poveri, e venne sepolta in una fossa comune.

Quasi due secoli più tardi, il governo argentino, ora guidato da una donna, ha promosso Juana al grado di generale, “in omaggio al suo coraggio femminile.”

Liberatrici del Messico

(17 settembre)

Le celebrazioni del centenario erano terminate, e tutta quell'immondizia luccicante era stata spazzata via.

E la rivoluzione ebbe inizio.

La storia ricorda i leader rivoluzionari Zapata, Villa, e altri uomini. Le donne, che vissero in silenzio, caddero nel dimenticatoio.

Poche guerriere rifutarono di essere cancellate:

Juana Ramona, “la Tigre,” che prese d'assalto numerose città;

Carmen Vélez, “la Generalessa,” che comandò trecento uomini;

Ángela Jiménez, esperta di esplosivi, che cambiò il suo nome in Angel Jiménez;

Encarnación Mares, che si tagliò le trecce e raggiunse il grado di secondo tenente celandosi sotto la falda del suo grosso sombrero, “in modo da non far vedere loro i miei occhi di donna”;

Amelia Robles, che dovette diventare Amelio e raggiunse il grado di colonnello;

Petra Ruiz, che divenne Pedro e sparò più di chiunque altro per ottenere l'apertura delle porte di Città del Messico;

Rosa Bobadilla, una donna che si rifiutò di diventare uomo e che con il suo stesso nome combattè più di cento battaglie;

e María Quinteras, che fece un patto col diavolo e non perse una battaglia. Gli uomini obbedivano ai suoi ordini. Compreso suo marito.

La madre delle giornaliste

(14 Novembre)

La mattina di questo giorno del 1889, Nellie Bly partì.

Jules Verne non credeva che questa piccola donna graziosa potesse circumnavigare il globo da sola, in meno di ottanta giorni.

Ma Nellie riuscì ad abbracciare il mondo intero in settantadue giorni, pubblicando tutto il tempo articoli su articoli a proposito di ciò che sentiva e osservava.

Questa non era la prima impresa della giovane reporter, nè sarebbe stata l'ultima.

Per raccontare il Messico, divenne così messicana che il governo del Messico, colto di sorpresa, la deportò.

Per raccontare le fabbriche, lavorò alla catena di montaggio.

Per raccontare le prigioni, venne arrestata per rapina.

Per raccontare gli istituti psichiatrici, simulò così bene uno stato di follia che i medici la dichiararono malata di mente. In seguito, denunciò i trattamenti psichiatrici da lei sopportati, sufficienti a portare chiunque alla pazzia.

A Pittsburgh, quando Nellie aveva vent'anni, il giornalismo era roba da uomini.

Fu allora che lei ebbe la sfacciataggine di pubblicare i suoi primi articoli.

Trent'anni più tardi, pubblicò l'ultimo, schivando proiettili sulle prime linee della Prima Guerra Mondiale.

Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza Contro le Donne

(25 Novembre)

Nella giungla del Paraná superiore, le farfalle più belle sopravvivono esibendo sè stesse. Mettono in mostra le loro ali nere ravvivate da puntini rossi o gialli, e svolazzano di fiore in fiore senza la minima preoccupazione. Dopo migliaia e migliaia di anni, i loro nemici hanno imparato che queste farfalle sono velenose. Ragni, vespe, lucertole, mosche e pipistrelli le ammirano tenendosi a debita distanza.

In questo giorno del 1960, tre attiviste che si opponevano alla dittatura di Trujillo nella Repubblica Dominicana vennero picchiate e buttate giù da un dirupo. Si trattava delle sorelle Mirabal. Erano le più belle, ed erano soprannominate Las Mariposas, “Le Farfalle.”

In memoria loro e della loro bellezza intoccabile, oggi si celebra la Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza Contro le Donne. In altre parole, per l'eliminazione della violenza perpetrata dai piccoli Trujillo che comandano in così tante case.

L'arte di vivere

(9 Dicembre)

Nel 1986 il premio Nobel per la medicina fu conferito a Rita Levi-Montalcini [it].

In tempi difficili, durante la dittatura di Mussolini, Rita aveva studiato in segreto le fibre nervose, in un laboratorio improvvisato nella sua stessa casa.

Anni più tardi, dopo tanto lavoro, questa tenace investigatrice dei misteri della vita scoprì la proteina che moltiplica le cellule umane, che le valse il Nobel.

Allora quasi ottantenne, affermò: “Il mio corpo sta raggrinzendo, ma il mio cervello no. Quando non sarò più in grado di pensare, tutto ciò che vorrò sarà un aiuto per morire con dignità.”

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