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Quali conseguenze potrebbero esserci per l'Africa in seguito alla Brexit?

Campaign poster for both camps in London. Photo released under Creative Commons by Wikipedia user Philip Stevens.

Londra: manifesti delle due campagne elettorali. Immagine rilasciata sotto licenza Creative Commons dall'utente di Wikipedia Philip Stevens.

il 23 giugno 2016, durante un drammatico referendum [it], il 52% dei votanti nel Regno Unito ha scelto [en, come i link seguenti salvo diversa indicazione] di uscire dall'Unione Europea.

Dopo che i risultati sono stati confermati, gli africani di quei paesi che furono colonizzati dagli inglesi e che tutt'oggi sono membri del Commonwealth [it], un'organizzazione intergovernativa di stati membri che comprende maggiormente le colonie di quello che fu l'Impero Britannico, si stanno chiedendo se la decisione di uscire dall'Unione Europea avrà delle conseguenze sulle loro vite.

Analizzando cosa significhi la Brexit (come è stata definita) per l'Africa, Grieve Chelwa ha scritto sul blog Africa is a country che la recessione economica del Regno Unito, a seguito del referendum, potrebbe portare delle conseguenze nell'economia africana. Tuttavia, conclude dicendo che l'Africa è più preoccupata dalla recessione economica cinese:

Quanto commercio esiste tra l'Africa ed il Regno Unito? Non molto, a quanto risulta. Confrontando i dati dell’Ufficio Britannico per le Statistiche Nazionali (ONS) e della Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) del 2014, ultimo anno del quale si posseggono dati per la comparazione, abbiamo calcolato che il commercio dell'Africa con il Regno Unito rappresenta il 5% del commercio totale africano. L'Africa è molto più preoccupata che possa rallentare il commercio con la Cina, ovvero il suo partner commerciale per eccellenza, fino ad ora.

Chelwa ha delineato una conclusione simile anche sull'importanza degli investimenti inglesi in Africa. Infine ha terminato la sua valutazione dicendo:

Il Regno Unito non ha la stessa influenza sul continente africano che aveva decenni fa. E la Brexit ne sarà un'ulteriore riprova. Se il Regno Unito starnutisse, l'Africa direbbe… beh, l'Africa direbbe “salute” e andrebbe avanti.

Ida Horner non è d'accordo con chi sostiene che gli agricoltori africani ci guadagnino da questa uscita, perché la Gran Bretagna sarebbe stata la loro voce in Europa:

Per quanto riguarda gli agricoltori africani, una domanda è stata posta, ovvero se la Gran Bretagna sarebbe stata più incisiva nel combattere per i diritti dei contadini africani anche se non avesse più fatto parte dell'Unione Europea. Non credo che succederà. Questo perché gli agricoltori inglesi avrebbero perso i sussidi provenienti dall'Unione Europea per la Politica Agricola Comune (PAC). L'implicazione a questo punto non è molto chiara, ma io credo proprio che la Gran Bretagna privilegerebbe i propri contadini rispetto a quelli africani.

Richard Dowden, il direttore del Royal African Institute con sede in Gran Bretagna, pensa che il ruolo della stessa come voce per l'Africa nelle organizzazioni internazionali andrà diminuendo:

Molti nel continente vedono la Gran Bretagna come una voce importante per l'Africa, a Bruxelles come a New York, nelle Nazioni Unite. Ma adesso Inghilterra e Galles – fuori dall'Unione Europea e guidate da piccoli inglesi – vedranno diminuire sempre di più l'influenza britannica nel mondo. La Gran Bretagna potrebbe essere fatta fuori anche dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite?

La Brexit potrebbe incidere negativamente anche sugli studenti africani, sui rifugiati e su altri immigrati, sostiene Dowden:

Questa uscita alimenterà il razzismo in Gran Bretagna. C'è la possibilità che molti di quelli che hanno votato per l'uscita, spaventati dall'immigrazione, vogliano impedire agli stranieri di entrare nel loro paese. Gli africani – molto più degli europei – saranno senza dubbio i primi ad essere fermati.

Ma Ida Horner ha detto che non è ancora chiaro come cambierà il controllo dell'immigrazione per gli africani:

Questo perché la Gran Bretagna non può controllare l'immigrazione dall'Unione Europea e, inoltre, per ridurre l'immigrazione in generale, l'accesso verrà ristretto anche ai cittadini del Commonwealth. La percezione di quelli che richiedevano l'uscita era che se la Gran Bretagna avesse lasciato l'Unione Europea, la situazione si sarebbe invertita.

La misura in cui questa affermazione è vera, per quanto riguarda i paesi africani, è ancora da discutere e richiederebbe un esame dei dati esistenti relativi prima di tutto a quanti africani hanno ottenuto il Commonwealth Youth or Ancestry visa [ndt: visto biennale lavorativo] o sono in procinto di ottenerlo, paragonati ai canadesi, agli australiani e addirittura ai sudafricani bianchi.

Scrivendo sul portale web del gruppo Financial Nigeria International, Martins Hile ha guardato all'impatto della Brexit in Nigeria, il secondo partner commerciale africano della Gran Bretagna, dopo il Sudafrica:

Come membro del Commonwealth britannico, la Nigeria è molto legata alla Gran Bretagna. Dopo il Sudafrica, è il secondo partner commerciale africano, con 6 miliardi di sterline (circa 2.4 trilioni di Naira nigeriani o 8.52 miliardi di dollari) di volume commerciale raggiunti l'anno scorso. Nel dicembre 2014, il Dipartimento per lo Sviluppo Internazionale inglese aveva un portfolio di 40 progetti in Nigeria con un budget da investire di 232 milioni di sterline per l'anno 2014/2015, inclusi finanziamenti alle organizzazioni senza scopo di lucro e pure assistenza tecnica e partnership con altre agenzie di sviluppo. Un'economia inglese indebolita e in calo ridurrebbe i suoi investimenti di sviluppo in Nigeria, anche solo temporaneamente.

Hile avverte anche che la Brexit potrebbe avere una forte influenza sui sentimenti scissionisti [it] in Nigeria:

Nel caso in cui la Gran Bretagna, che ha ricongiunto la Nigeria, iniziasse a disfarsi della sua stessa unione, gli indipendentisti appartenenti a qualche gruppo etnico nigeriano troverebbero il cattivo esempio da emulare. In conclusione, come la Gran Bretagna, il prezzo da pagare per la Brexit in Nigeria sarebbe molto meno grave sul fronte economico; le implicazioni maggiori sarebbero sul fronte politico.

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