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Dopo un secolo, l'Etiopia discute della vittoria nazionale contro il colonialismo italiano

Un dipinto raffigurante la Battaglia di Adua. Immagine: Museo Nazionale di Cultura Mondiale. CC 3.0

L'Impero Etiope stupì il mondo quando, il primo marzo del 1896, conquistò la vittoria decisiva contro il Regno d'Italia nella Battaglia di Adua [it], cementando così la sovranità dell'Etiopia di fronte all'invasione italiana.

L'esercito italiano subì pesanti perdite con circa 7.000 soldati caduti [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], 1.500 feriti e 3.000 fatti prigionieri.

Questo evento ha sancito la sovranità dello stato etiope in un'epoca in cui il colonialismo europeo stava modellando l'Africa, con le potenze occidentali che avevano conquistato quasi tutto il continente, ad esclusione della Liberia e, appunto, dell'Etiopia. Ecco perché la battaglia di Adua viene considerata un'anomalia storica, e oggi sono disponibili sempre più dati grazie a storici come Raymond Jonas e Harold Marcus, pionieri nella pubblicazione di ricerche sull'argomento.

Gli utenti internet etiopi ricordano l'anniversario della battaglia con dibattiti sulle sue implicazioni storiche e sul grado di accuratezza delle informazioni sul conflitto giunte fino a noi, il tutto nel quadro delle complessità e difficoltà politiche dell'Etiopia contemporanea.

Uno degli argomenti più discussi sulla rete è l'idea che la vittoria di Adua non abbia significato libertà e indipendenza per tutte le etnie etiopi allo stesso modo. I nazionalisti etiopi tendono a vedere la battaglia come un potente simbolo della resistenza anti-coloniale nera, non solo per l'Etiopia ma per tutta l'Africa. Mentre i rivali politici etno-nazionalisti, come gli Oromo, spesso ribattono che questa narrazione trionfalista della battaglia di Adua è parziale e presentata interamente dalla prospettiva della classe dirigente etiope.

Questo conduce alla discussione sulla natura dell'identità etiope, se debba essere basata sul nazionalismo civico o sui legami etnici. Il nazionalismo etiope, più diffuso nelle comunità di lingua amarica, promuove tradizionalmente l'unità culturale e asserisce che gli etiopi sono una nazione.

Anche il ruolo giocato nel 1896 dall’Imperatore Menelik [it], a cui generalmente si attribuisce la vittoria di Adua, è oggetto di dibattito in rete.

Gli internauti nazionalisti etiopi spesso lo dipingono come un moderno padre della patria, mentre gli etno-nazionalisti l'hanno definito “una canaglia.”

Su Facebook, Tsegaye Ararssa descrive la battaglia di Adua come “una guerra coloniale tra imperi colonialisti in lotta tra loro, a dispetto del coinvolgimento dei popoli assoggettati in veste di soldati di fanteria.”

Scrive:

Adua non ha nulla a che vedere con una vittoria nera sul colonialismo bianco. Adua è stato un momento autodistruttivo di negazione dell'essere neri. La massima dimostrazione di ciò è data da Menelik quando, invitato a fare da presidente onorario dell'associazione globale per il miglioramento della vita dei “negri”, dichiarò con enfasi: “Io non sono un negro; sono caucasico,” consacrandosi “un uomo bianco onorario.” […] Adua è stato il momento esatto della nascita della gerarchia basata sulla razza tra i popoli d'Etiopia.

Yetneberk Belayneh, dal canto suo, sostiene che la vittoria è in realtà “un simbolo di cooperazione multi-etnica”:

Dalla prospettiva della storia moderna, Adua ha rappresentato una lotta per l'indipendenza nazionale condotta da una coalizione di diversi gruppi etnici.

Il magnifico ruolo di trascinatore e leader del Re Menelik II e il patriottismo nazionale dei diversi leader […] la partecipazione di 100.000 soldati appartenenti a dozzine di gruppi etnici diversi, provenienti da tutto il paese, è il “magnetismo misterioso” che tenne insieme l'Etiopia verso la vittoria contro l'esercito coloniale italiano durante la Battaglia di Adua.

Scrivendo per “Tigrean Press,” Tecola Hagos ricorda che la battaglia non dovrebbe essere considerata la prima vittoria di una nazione africana contro una europea. Dice:

Secondo il periodico dell'esercito americano ‘The US Army Infantry Magazine’, a proposito della Battaglia di Adua:-

“Gli storici considerano la battaglia di Adua, il culmine della guerra tra Italia e Etiopia (1895-1896), come uno degli avvenimenti più importanti della storia del mondo. In effetti, fu la prima vittoria di una nazione africana contro un avversario europeo dai successi di Annibale contro i Romani, durante la seconda guerra punica di 2.200 anni fa.”

È piuttosto desolante vedere un'istituzione prestigiosa farsi fuorviare ed ingannare dalla versione contro-fattuale sostenuta da un pugno di privilegiati politici Amhara. Per dimostrare il corso della storia in modo autentico: la prima sconfitta subita dai colonizzatori europei da parte degli africani non fu nella battaglia di Adua avvenuta 121 anni fa.

La prima pesante e ignominiosa sconfitta subita dai colonizzatori europei avvenne il 26 gennaio 1885 nella battaglia di Dogali, condotta dal Ras Alula.

La Battaglia di Dogali [it] fu combattuta tra Italia ed Etiopia il 26 gennaio 1887 a Dogali, dove 500 italiani si batterono per ore prima di esaurire le munizioni. Alla fine, solo otto di loro ce la fecero.

Abebual Demilew ha sottolineato l'importanza di quella vittoria per il movimento Pan-Africano [it], una campagna mondiale per incoraggiare e rinforzare i rapporti di solidarietà tra tutte le persone di discendenza africana:

La battaglia di Adua – quando l'effetto Etiopia realizzò il movimento Pan-Africano.

Demilew ha condiviso su Twitter:

La battaglia di Adua è di enorme importanza per l'Africa: la decimazione del continente non poté essere completata. Etiopia, l'ultima a resistere.

In risposta a chi sostiene che l'imperatore Menelik II una volta disse: “Non sono affatto un negro; io sono caucasico,” Yared Asrat ha scritto:

Anche ammettendo che l'abbia detto, questo annulla il fatto che ha annientato i colonialisti bianchi nella battaglia di Adua??

Wondwossen Teklu ha sottolineato lo squilibrio tra le forze militari dei due eserciti:

Senza dovermi scusare, sono fiero della vittoria di Adua. La battaglia di Adua fu combattuti dai colonizzatori “civilizzati” contro i contadini etiopi.

Un utente di Twitter fa notare il contributo dell’Imperatrice Taitù Batùl [it], la consorte dell'Imperatore Menelik II, durante la guerra:

L'impavida imperatrice Taitù Batùl con la sua armata personale durante la battaglia di Adua, Etiopia.

L'imperatrice Taitù fu la terza moglie dell'Imperatore Menelik II e fondatrice di Addis Abeba, la capitale d'Etiopia. Durante la guerra guidò una sua unità militare.

Su Facebook, Wondwosen ha ricordato all'anniversario condividendo informazioni su un libro che parla della battaglia di Adua:

Con l'avvicinarsi del Giorno della Vittoria, trovo opportuno consigliare un eccellente libro sul tema: ‘La Battaglia di Adua – Riflessioni sulla Vittoria Storica dell'Etiopia contro il Colonialismo Europeo’. Il libro è a cura del professor Paulos Milkias e del professor Getachew Metaferia, con il contributo di diversi celebri studiosi che ne hanno scritto alcuni capitoli. Vi si trova una trattazione approfondita della battaglia di Adua e degli accadimenti politici, diplomatici e militari che la precedettero e ne conseguirono. In modo incredibilmente dettagliato, vengono presi in esame gli eventi che hanno condotto alla battaglia, le modalità con cui si è svolta e le conseguenze ad ampio raggio che ne derivarono. È uno dei libri più istruttivi sulla battaglia di Adua e, come tocco finale, può essere scaricato gratuitamente qui: http://www.sahistory.org.za/…/paulos_milkias_getachew_metaf…

La battaglia di Adua fa parte delle fondamenta della storia d'Etiopia, e la sua importanza per l'identità nazionale del paese ne fa anche una delle memorie collettive più vivacemente contestate.

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