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Gli investitori cinesi obbligano i piccoli agricoltori del Madagascar a vendere le loro terre per due soldi

Il Lago Tsimanampetsotsa, nel sudovest del Madagascar. Foto scattata da Frank Vassen di Bruxelles, Belgio. CC-BY-2.0.

Gli investitori cinesi stanno forzando i piccoli agricoltori nel sudest del Madagascar a vendere le loro terre per appena 7 ariary (meno di 0,01 centesimi di dollaro) al metro quadrato. Questa la notizia riportata da Ivon Mahandrisoa e Angelo Ranaivoarisoa il 24 maggio su TV Plus Madagascar [ml, come i link seguenti salvo diversa indicazione]. Questo accordo fondiario ricorda quello stipulato in Kenya nel 2008 [it] quando furono acquistati un totale di 40.000 ettari per appena 5 centesimi di dollaro al metro quadrato. Una pagnotta di pane bianco [en] in Madagascar costa 1.481,85 Ariary.

Gli investitori cinesi hanno già acquistato oltre 12.000 acri, presentando agli agricoltori la documentazione necessaria per ufficializzare la cessione dei terreni. Gli agricoltori delle comunità agricole di Antanimieva e Befandriana Atsimo dicono di non esserla sentita di rifiutare perché temevano che sarebbero stati comunque sfrattati e avrebbero quindi perso la loro terra e anche la misera somma che era stata loro offerta.

Jean Renoavy, un agricoltore di Antanimieva, ha detto al canale televisivo che gli investitori hanno acquistato il terreno dove pascolavano le mucche e che tre mucche che vagavano sulla terra ora di proprietà cinese sono state ammazzate. Ha aggiunto che in alcuni casi gli investitori avevano già iniziato a fare uso del terreno e che alle persone è sembrato di non avere altra scelta che  firmare i documenti e prendere i soldi.

Le reazioni online a questi racconti sono state un misto di rassegnazione e critiche contro il governo del Madagascar. L'utente Mirija974 ha scritto:

Fanambakana tsotr’izao ‘zany tany namidy 7 Ar/m2 ‘zany. Fa tany tsisy fanjakana intsony angaha i Madagasikara?

7 ariary al metro quadrato sono una vera e propria truffa. In Madagascar c'è ancora un governo?

L'acquisto di proprietà in Madagascar da parte di investitori stranieri non è una novità. La tendenza dei paesi ricchi o delle multinazionali ad acquistare terreni agricoli [en] in paesi poveri è sempre più diffusa. I paesi ricchi hanno la crescente necessità di reperire cibo o altri prodotti, come la gomma, oltre che limitazioni in termini di terra e risorse naturali, mentre nei paesi poveri i costi di produzione sono bassi e le risorse abbondanti [en]. Vista l'assenza di regolamenti internazionali [en] sulla cessione di terreni, le organizzazioni non sono incentivate ad accertarsi che i loro investimenti e le loro catene di fornitura non causino l'allontanamento di chi vive sulle terre.

Global Witness, una ONG internazionale che si occupa di conflitti e casi di corruzione legati alle risorse naturali ha segnalato casi di appropriazione di terreni in paesi come la Liberia [en] e il Myanmar [en]. Le loro indagini hanno rivelato che l'acquisto di terreni è frequentemente basato su documenti falsi e autorizzazioni concesse in violazione delle leggi locali. Casi simili sono stati riportati da Oxfam che ha indagato sulle piantagioni di canna da zucchero in Brasile legate a Coca-Cola e PepsiCo [en], e da Friends of the Earth sugli ugandesi sfrattati dalle piantagioni di olio di palma di Wilmar International [en].

I sostenitori di questi investimenti fondiari affermano che sono opportunità reciprocamente vantaggiose, perché possono portare molto lavoro in comunità rurali povere e al tempo stesso incoraggiare lo sviluppo di infrastrutture, scuole e strutture sanitarie. I difensori dei diritti sui terreni mettono invece in evidenza i collegamenti tra l'acquisto di terreni, la corruzione, la distruzione dell'ambiente e i conflitti locali, mettendo in dubbio la legittimità dell'esproprio di terreni a comunità che sono già emarginate. Secondo l'IFPRI (International Food Policy Research Institute) [en], gli accordi per la concessione di 1,3 milioni di ettari di terreno in Madagascar, per la coltivazione di mais e olio di palma, potrebbero aver contribuito ai conflitti culminati nel colpo di stato del 2008 e nella successiva crisi politica ed economica.

Organizzazioni come Global Witness stanno chiedendo l'istituzione di leggi internazionali che rendano più trasparenti le cessioni di terreni, e proteggano i diritti e i mezzi di sostentamento delle comunità locali. Nel frattempo, l’IFPRI ha invitato [en] i piccoli proprietari a intraprendere azioni collettive forti, con il sostegno della società civile, come strategia per promuovere migliori politiche nazionali e locali relative all'uso e ai diritti di proprietà dei terreni.

Theo Rakotovao, un famoso musicista che è originario di un villaggio vicino ad Antanimieva, è uno dei cittadini che si sforza attivamente di attirare più attenzione sui problemi relativi alla cessione di terreni. Parlando a TV Plus, ha raccontato che si sta personalmente recando nelle comunità per parlare con le persone sfrattate e che rischiano di diventarlo. Il suo messaggio è semplice: truffare i piccoli agricoltori è ingiusto e non dovrebbe essere permesso, ed è giusto che tutti i malgasci siano a conoscenza della situazione.

Un utente di YouTube di nome manarivo, ha commentato una copia dello stralcio del notiziario di TV plus, criticando il mancato intervento del governo:

Aza ny vahiny no homena tsiny na enjehana hanaovana fitsaram-bahoaka, ireo Malagasy ampiasain'izy ireo na mpitondra na iza na iza no ataovy hazalambo. Avy eo dia avereno amin’ny ireo olona tena tompony ny tany. Misaotra an'i Theo Rakotovao amin’ny fijoroana amin’ny marina.

Smettete di accusare gli stranieri o di dare loro la caccia come vigilanti o per perseguirli pubblicamente. Sono i malgasi che lavorano per loro o chi per loro nel governo a dover essere ricercati. Dopodiché, la terra dovrebbe essere restituita ai legittimi proprietari. Ringrazio Theo Rakotovao per avere preso posizione contro quello che è ingiusto.

Herinirina Doris Ratovondrahona ha invece posto questa domanda:

Azo atao ve ny maka ny ampahany amin itony(sp) vaovaontsika itony sy mizara izany ao amin’ny tambazotra sosialy!? Mila mahalala izao fanamparam pahefana ataon’ny sinoa sy ny fanjakana izao ny any antsimo. Ny tambazotra sosialy no afaka izarana izao vaovao izao malaky ho an ireo tsy mahita vaovao.

Sarebbe possibile fare dei videoclip di queste storie e condividerli sui social media? Le persone che vivono nel sud devono essere informate di questi abusi da parte dei cinesi e del governo. I social media sono il mezzo per condividere rapidamente queste informazioni per chi non vuole solo stare a guardare.

La popolare pagina Facebook “Malagasy ve ianao” (Sei Malgascio?), seguita da una comunità di oltre 170.000 persone ha sollevato l'attenzione su questa sospetta vendita di terreni al prezzo di 7 Ariary al metro quadrato con un breve resoconto Evah Randrianotahiana.

Gli utenti del gruppo Facebook hanno espresso frustrazione e rassegnazione. Un commento Nirina Andriatiana interpreta bene questo sentimento:

Dia tsy hisy azontsika vahoaka madinika atao mihitsy ve hiarovana ny tanintsika e? Mitaraina etsy sy eroa na @haino aman-jery na @n'itony tambanjotra itony fa tsy misy mahasahy mijoro miaro, mila manambatra hery isika hamerenana ny hasin'ny tanintsika ry mpiray tanindrazana fa raha izao ny mitohy dia tsy hay intsony izay hiafarana.

C'è qualcosa che le persone comuni come noi possono fare per proteggere la nostra terra? Esprimiamo il nostro disappunto su […] sui media e social media, ma nessuno osa farsi avanti. Dobbiamo unire le forze per ridare dignità al nostro paese e ai nostri compatrioti, perché non sappiamo quale sarà il nostro destino se continua così.

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