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Le donne allevatrici di renne della Finlandia combattono il cambiamento climatico

Inka Saara Arttijeff è la consigliere del Presidente del Parlamento Sámi, fa parte di una famiglia di pastori di renne Sámi. Rappresenta la Finlandia ai summit internazionali su cambiamenti climatici. Crediti: Sonia Narang/PRI

Questa storia è stata originariamente pubblicata su PRI.org [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] il 7 marzo 2018, scritta da Sonia Narang per GlobalPost. Viene ripubblicata qui come parte di una partnership tra PRI e Global Voices.

Inka Saara Arttijeff e la sua famiglia sono riuniti nell'accogliente cucina della loro casa di legno, dipinto di rosso, mentre una pentola di zuppa cuoce a fuoco basso sulla stufa. Vivono al margine di un lago ghiacciato nel villaggio fiabesco di Nellim, verso i lontani confini della Finlandia settentrionale. È l'inizio di febbraio e il sole qui sorge intorno alle 3 del pomeriggio. Arttijeff fa parte di una famiglia di pastori di renne indigeni, Sámi, che certo non si lasciano sorprendere dalle giornate brevi in ​​condizioni climatiche sotto zero.

I Sámi sono indigeni presenti nelle regioni settentrionali della Finlandia, così come in Svezia, Norvegia e Russia, noti per la loro secolare tradizione di pastorizia delle renne. In Finlandia le renne sono considerate “semi-addomesticate”  e sono guidate attraverso le migrazioni stagionali da parte dei pastori. Tuttavia, il riscaldamento climatico minaccia di distruggere la tradizione di allevamento delle renne da parte del popolo Sàmi.

Mentre le temperature artiche salgono più del doppio della media globale, i pastori di renne stanno lottando per far fronte alle condizioni meteorologiche sempre più imprevedibili e estreme. Fuori dalla casa degli Arttijeff ci sono vaste distese di alberi coperti di neve che riempiono il paesaggio della foresta. Il disboscamento ha iniziato a sconfinare le foreste dove si trova la popolazione Sàmi. La combinazione dei cambiamenti climatici e l'aumento del taglio degli alberi hanno reso più difficile trovare cibo per le renne e hanno alterato i loro schemi di migrazione.

“La pastorizia delle renne rappresenta uno stile di vita”, ha detto la Arttijeff. “Siamo nati per essere allevatori di renne; fa parte della nostra identità”, ha aggiunto. “È difficile pensare ad una vita senza di essa.” Trascorse la sua infanzia intorno alle renne, e la mandria imparò a riconoscerla. “Quando ero bambina, prendevo un cucciolo di renna, lo domavo e lo portavo a camminare con me. Quindi, era il mio animale domestico”, ha detto con una risata.

Il riscaldamento delle temperature artiche ha cambiato i modelli meteorologici nella Finlandia settentrionale, rendendo difficile per le renne trovare cibo sotto la neve indurita sul terreno. Crediti: Sonia Narang/PRI

La cultura Sámi è sempre stata una parte importante della sua vita, infatti Arttijeff infonde il suo stile di abbigliamento con gli accessori tradizionali Sámi, come il cappello fatto a mano che indossa quando è fuori casa o lo scialle decorato con una spilla rotonda e dorata, che indossa quando è in casa. La Arttijeff è una di un numero crescente di donne Sámi schiette che stanno prendendo la loro voce ben oltre i confini dei loro piccoli villaggi.

La 33-enne è la consigliere della Presidente femminile del Parlamento Sami, Tiina Sanila-Aikio, e rappresenta la Finlandia sul palcoscenico del mondo. Ogni anno, Arttijeff si unisce a una delegazione dei rappresentanti indigeni alle conferenze sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite. Tra l'altro, è anche una studentessa laureata in relazioni internazionali e legge. Arttijeff dice che è un onore per lei rappresentare il popolo Sàmi e il suo paese ai summit internazionali.

“Sembra molto strano, ma prima, i non-Sámi e i non-indigeni in realtà stavano decidendo per noi. Ora possiamo far parte del processo decisionale e ci tengono in considerazione veramente”, ha affermato.

Un'antica tradizione in divenire

Per i pastori di renne indigene, un leggero aumento di temperatura può avere ripercussioni drastiche. Le renne erano abituate a trovare facilmente il loro cibo preferito, il lichene, una combinazione di funghi e alghe, nella neve invernale. Tuttavia, gli inverni più miti hanno causato lo scioglimento e il ricongelamento delle precipitazioni sul terreno, impedendo alle renne di annusare e scavare per i pasti intrappolati sotto ghiaccio indurito. Arttijeff descrive i cambiamenti climatici che ha vissuto nel corso degli anni, con le nevicate tradizionali che si trasformano in pioggia. “Prima nevica, poi piove, e dopo si congela di nuovo… questo significa che la neve diventa dura”, ha detto.  “Le renne non riescono a trovare cibo nella foresta… e questo le rende più deboli”, ha detto Arttijeff. “La mandria diventa sempre più piccola.”

Inka Saara Arttijeff e la sua famiglia vivono in questa casa in uno dei primi villaggi Sámi. Questo villaggio è stato costruito sul bordo di un lago quando il popolo Sámi è passato da uno stile di vita nomade a quella residenziale. Crediti: Sonia Narang / PRI

Anche gli scienziati finlandesi hanno studiato questi impatti. “Le zone del mare artico sono molto calde all'inizio dell'inverno, causano la formazione dell'aria umida”, ha detto Jouko Kumpula, scienziato presso il Natural Resources Institute Finland. “Questa aria arriva a terra, piove sulla neve e questo fa male alle renne”. Oltre a questo, il riscaldamento climatico ha avvantaggiato gli insetti nocivi. “Nuovi parassiti e malattie si stanno espandendo verso nord a causa dei cambiamenti climatici e possono anche infettare le renne”, ha detto Kumpula.

Nella casa del villaggio Sámi, Arttijeff e suo zio discutono sulla questione del disboscamento nella loro regione. Il 68-enne, Kalle Paadar, ha allevato renne per tutta la sua vita e descrive come l'attività forestale sia un problema più evidente ora. Quando gli alberi vengono abbattuti, la vegetazione della foresta cambia e le renne alterano le loro rotte migratorie. Il disboscamento crea anche rifiuti di legname che si spargono sul terreno e coprono le fonti di cibo per le renne. “Per la pastorizia delle renne, abbiamo bisogno di una foresta sana”, ha detto Arttijeff.

L'allevamento di renne e la maternità

Anche Saara Tervaniemi indica la silvicoltura come una delle maggiori minacce della zona. È un'allevatrice di renne e madre di tre bambini piccoli. “Stiamo perdendo i nostri pascoli invernali a causa dell'industria forestale”, ha detto, parlando all'interno del quartier generale del Parlamento Sámi.

L'agenzia forestale finlandese Metsähallitus gestisce circa un terzo delle foreste del paese ed è anche responsabile della raccolta e della vendita del legname. Kirsi-Marja Korhonen, direttore regionale e specialista ambientale di Metsähallitus, afferma di lavorare a stretto contatto con le comunità Sámi per negoziare il taglio degli alberi nelle aree di pastorizia delle renne. Korhonen nota che il 60% degli alberi nelle terre di Sámi è nelle aree protette. Ciò significa che le vaste foreste di Sámi sono ancora una terra da conquistare, affermano i pastori di renne, e indicano il taglio netto delle foreste produttive.

Tervaniemi afferma che è fondamentale monitorare le attività forestali della sua gente sulle terre, dal momento che il disboscamento sta erodendo la cultura che sperava di tramandare ai suoi figli. Tervaniemi ha imparato ad allevare le renne da bambina durante i raduni delle mandrie con suo padre. I suoi figli aspirano a seguire le orme dei genitori.

“Come madre, è difficile pensare che sognino di essere pastori di renne, quando sai che ci sono così tante grandi minacce per le renne nella nostra zona”, ha detto. “Se questo disboscamento forestale continua come pianificato, sarà davvero difficile per i miei figli continuare la pastorizia delle renne”.

Saara Tervaniemi, un membro del Consiglio Sámi, dice che i suoi tre bambini piccoli sognano di diventare pastori di renne. Crediti: Sonia Narang/PRI

Questo stile di vita corre nel sangue del popolo Sámi, secondo la Tervaniemi. “Se dici a mio marito o allevatori di renne nel nostro distretto di trovare un altro lavoro, non penso che abbiano altra scelta. Sono cresciuti allevando renne. È la nostra vita, ed è un modo di esistere”, ha detto.

La 37enne, Tervaniemi, è un membro del Consiglio Sámi che riunisce rappresentanti Sámi di quattro paesi. “Devi essere un po’ come un attivista per sostenere il tuo sostentamento e la tua cultura”, ha detto.

Le donne Sámi sono sempre state allo stesso livello degli uomini, e molte svolgono un ruolo significativo nelle organizzazioni politiche, secondo la Tervaniemi, che sta anche lavorando a un dottorato in questioni Sámi. Questo è evidente nel Parlamento Sámi della Finlandia, che è diviso equamente tra uomini e donne e guidato da una donna Presidente.

Inoltre, gruppi femminili regionali come Sarahkka – nome preso dalla leggendaria figlia dell'antica madre e padre dei Sámi – e il Sámi NissonForum (Forum delle donne) riuniscono donne Sámi provenienti dai paesi del nord. Discutono sull'uguaglianza di genere e sulle questioni politiche indigene, compresi i diritti sulla terra e sull'acqua. Poiché le donne Sámi sono principalmente responsabili dell'assistenza all'infanzia e trasmettono la loro cultura alla generazione successiva, la pastorizia è diventata per loro una questione importante, soprattutto perché il disboscamento e il cambiamento climatico si sono intensificati negli ultimi anni.

Le foreste coprono il 75% della terra finlandese e gli allevatori di renne Sámi sono preoccupati per l'accesso ai pascoli. Questa foto è la vista dal palazzo del Parlamento Sámi nella Finlandia settentrionale. Crediti: Sonia Narang/PRI

“La stessa renna ha un significato così grande nella cultura Sámi” ha detto Tervaniemi, aggiungendo, “essere nella natura, stare con le renne – è così bello.”

Arttijeff parla con nostalgia anche della connessione del popolo Sámi con le loro renne. “Quando non li vediamo, ci mancano. Ci manca il loro odore, la loro presenza e il loro suono. Riconoscono la nostra voce, quando le chiamiamo e vengono da noi.”  Non sono solo le renne ad essere a rischio: ma lo sono anche i nostri quattro mezzi di sostentamento: pesca, raccolta, caccia e artigianato. “Per tutti questi, abbiamo bisogno dei materiali dalla natura”, dice Arttijeff. “Se la natura cambia, non si possono più fare i mezzi di sussistenza tradizionali. Quindi, se questo cambia, tutto cambia per noi.”

Sonia Narang, corrispondente in Finlandia con il supporto dell’ European Forest Institute’s Lookout360 Climate Change Immersive Story Accelerator.

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