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Ingiustamente chiamati ‘agenti stranieri’, gli ambientalisti russi affrontano punizioni normative e minacce violente

Andrey Rudomakha

Andrei Rudomakha, presidente del gruppo EWNC, di guardia in montagna. Foto: vk.com/rudomakha

Questo articolo è basato su un pezzo originariamente pubblicato su BlueLink [en], ed è stato ripubblicato in collaborazione con Global Voices. È stato inizialmente scritto in bulgaro da .

La sera del 28 dicembre 2017, tre uomini mascherati hanno attaccato un gruppo di ambientalisti sulla costa russa del Mar Nero.

Il gruppo, che era partito per fare un sondaggio pubblico su un cantiere della regione, ha iniziato a litigare con gli addetti alla sicurezza che gli avevano richiesto di cancellare le loro foto del cantiere. Gli ambientalisti hanno rifiutato di farlo.

Poco dopo questo incontro, sono stati raggiunti da tre uomini mascherati che hanno assalito violentemente due membri del gruppo e attaccato un terzo con dello spray al peperoncino. Hanno rubato attrezzatura, macchine foto, computer e documenti prima di fuggire, lasciando a terra con una commozione cerebrale e un naso rotto un membro del gruppo, Andrei Rudomakha.

Diversi giorni più tardi, il 9 gennaio 2018, Rudomakha e il suo collega Dimitri Shevchenko hanno ricevuto [ru, come i link seguenti, salvo diversa indicazione]  una mail anonima che li sollecitava a lasciare il paese. L'alias del mittente era “Morte a Rudomakha.”

Ad oggi, non c'è stato alcun progresso nell'indagine della polizia sull'attacco, malgrado diversi indizi su chi potrebbero essere gli aggressori.

Una foto minatoria mandata anonimamente a Dimitri Shevchenko, vicepresidente della EWNC. Il testo legge: “Sostenitori di Rudomakha, lasciate il paese. Faresti meglio ad andartene Dimitri…”

Gli ambientalisti fanno parte del gruppo Environmental Watch of the North Caucasus (EWNC), una ONG russa che osserva gli effetti ambientali dei progetti edili e industriali della regione. Anche se le forze dell'ordine non hanno indicato cosa avrebbe potuto provocare l'attacco, Rudomakha e i suoi colleghi della EWNC sono convinti che sia stato fatto per ritorsione contro un'inchiesta del gruppo su un'azienda vinicola illegale.

Alexei Avanesyan, l'avvocato di Rudomakha, sospetta anche che il motivo dell'attacco sia stato quello di prevenire la pubblicazione delle scoperte degli attivisti. Malgrado il fatto che le macchine foto siano state rubate durante l'attacco, hanno potuto recuperare tutte le foto del cantiere e della chiesa che erano state salvate.

Guadagno privato su terreno pubblico

Durante una spedizione in una foresta demaniale, gli attivisti hanno trovato un'azienda vinicola ancora in costruzione e quella che sembrava una cappella ortodossa circondata da un'enorme recinzione. Vicino a questo luogo hanno scoperto un'area di disboscamento illegale e un altro cantiere. La foresta in cui si trovano queste costruzioni è vicina a due grandi vigneti.

L’inchiesta della EWNC ha rivelato che queste due aree nella foresta sono affittate a due aziende diverse. La prima è affittata alla ‘Perspectiva OOO’ per la caccia. Ma secondo la legge, i permessi di caccia non permettono la costruzione di edifici permanenti. Il titolare della Perspectiva OOO è Pavel Ezubov, un vecchio socio dell'oligarca russo Oleg Deripaska. Ezubov è anche il figlio del deputato della Duma di Stato nella regione di Krasnodar.

Chiesa costruita illegalmente in una foresta nella regione di Krasnodar, Russia. Foto: Viktor Chirikov, EWNC (2017).

La seconda area è un lotto di 20 ettari dove è stata costruita la suddetta chiesa. L'affittuario è la “Axis Investments AO”, la stessa organizzazione che possiede i vigneti adiacenti. A detta del registro statale russo, il fondatore e CEO della “Axis Investments AO” è l'avvocato Alexey Tot.

Secondo il giornale Novaya Gazeta, Tot è un noto socio d'affari del compagno di classe di Putin, l'avvocato Nikolai Yegorov di San Pietroburgo. Nel complesso, queste aree hanno l'aspetto di una futura azienda vinicola che molto probabilmente servirà a persone di alto rango.

Subito dopo l'attacco è stata creata una petizione sul sito Change.org richiedendo un'indagine imparziale su quello che era stato un crimine violento. Alla fine del gennaio 2018 più di 120.000 persone avevano firmato la petizione. Da tutta Europa, organizzazioni ambientali e per i diritti umani hanno mandato lettere ufficiali sollecitando la stessa cosa al Ministero degli Interni russo, alla procura e al servizio di sicurezza federale.

In risposta a un'inchiesta inviata dal Forum della società civile UE-Russia, l'Ufficio investigativo della regione di Krasnodar ha detto che l'inchiesta era “passata sotto controllo speciale”.

Accettati dopo una lunga battaglia

Per anni, la EWNC ha affrontato pressioni continue da parte delle autorità e diverse aziende per via delle sue indagini sulle violazioni della legislazione ambientale. Al momento dell'attacco, il gruppo era coinvolto in una battaglia legale per venire rimosso dal registro russo dei cosiddetti “agenti stranieri”.

La EWNC ha sede in Russia e assume solo cittadini russi. Dal 2014, poco dopo l'approvazione della legge sugli “agenti stranieri” in Russia, il gruppo ha smesso di ricevere fondi da finanziatori stranieri e da quel momento si è sostenuto solo con fondi provenienti dalla Russia. Tuttavia, nel 2016 la EWNC è stata ingiustamente bandita e aggiunta al suddetto registro perché sospettata di accettare ancora fondi da finanziatori stranieri.

Etichettare un'organizzazione come “agente straniero” può renderla oggetto di pressioni incessanti da parte delle autorità, dei media statali e dalla società filogovernativa. Tutte le ONG registrate come “agenti stranieri” sono tenute a presentare relazioni al Ministero della Giustizia ogni tre mesi invece di una sola relazione annuale. Quest'etichetta comporta anche la persistente minaccia di nuove multe, l'obbligo di condurre una costosa revisione annuale e l'obbligo di includere su tutte le pubblicazioni stampate e online l'iscrizione “fatto da un agente straniero”. Inoltre, l'etichetta “agente straniero” stigmatizza le organizzazioni perché la società continua a percepire gli “agenti stranieri” come spie.

La EWNC ha fatto appello in tribunale contro questa decisione, ma ha perso la causa e ha richiesto l'abrogazione a un tribunale superiore. Il gruppo ha anche fatto ricorso contro le multe inflitte all'organizzazione e ai suoi dirigenti per non essersi iscritto volontariamente al registro.

Nel settembre del 2017, la EWNC ha inviato una domanda ufficiale al Ministero della Giustizia russo richiedendo di essere tolta dal registro di agenti stranieri. Il termine per rispondere alla domanda è scaduto il 9 gennaio 2018, senza ottenere risposta.

Ma pochi giorni dopo, il Ministero della Giustizia ha eliminato l'organizzazione dal registro di agenti stranieri, in seguito a una seconda ispezione dettagliata sulle attività della EWNC.

Il Ministero della Giustizia ha tolto la EWNC dal registro in sordina. Inizialmente, la EWNC non ha ricevuto né una lettera, né un avviso pubblico, né un commento da parte dei funzionari. Semplicemente, le informazioni sul gruppo sono scomparse dal registro online. La conferma formale è arrivata solo il 18 gennaio 2018.

L'avviso di conferma ha dimostrato che i risultati della prima ispezione del Ministero nel 2016, dopo la quale la EWNC è stata dichiarata agente straniero, erano errati: la EWNC non stava ricevendo finanziamenti esteri al tempo, quindi per legge non avrebbe dovuto essere inserita nel registro “agenti stranieri”.

Gli addetti del Ministero della Giustizia non hanno trovato traccia di finanziamenti stranieri, però hanno rivelato alcune attività nel lavoro dell'organizzazione che hanno identificato come “attività politiche”. Si riferivano al discorso di Shevchenko durante una manifestazione anti-corruzione il 12 giugno 2017.

La manifestazione faceva parte di una serie di proteste organizzate in diverse città russe dai sostenitori del leader dell'opposizione russa Alexey Navalny. “Ho detto tre volte durante il mio intervento che non parlavo a nome della EWNC, ce l'ho perfino registrato su video, ma il Ministero ha comunque deciso che si trattava di un'attività politica della EWNC”, ha affermato Shevchenko. La EWNC ha intenzione di presentare un reclamo su questa parte dell'inchiesta, perché potrebbe renderli vulnerabili a essere nuovamente inseriti nella lista nera.

Secondo il vicepresidente della EWNC Dimitri Shevchenko, tutte le multe sono infine state cancellate tranne una: quella per l'importo di 100.000 rubli [circa 1300 euro] per Andrei Rudomakha, il capo dell'organizzazione.

Nonostante queste numerose puntualizzazioni, il gruppo considera la decisione come una vittoria. “Questa non è sicuramente l'ultima campagna contro di noi. Sono certo che ci saranno altri tentativi per farci tacere, ma questa specifica battaglia l'abbiamo vinta”, ha detto Rudomakha ai media locali.

Ulteriori motivi di preoccupazione

La “guerra” contro la EWNC dura dal 2014, e i leader del gruppo si aspettano che continui nonostante la recente rimozione dalla lista nera.

Il vicepresidente Shevchenko ha descritto il gesto come “una semplice formalità”. Pensa che il Ministero della Giustizia manterrebbe volentieri l'organizzazione iscritta al registro se trovasse una valida ragione per farlo. “Ci hanno cancellati dal registro perché abbiamo presentato una denuncia in autunno con motivi convincenti,” ha spiegato. La EWNC non aveva ricevuto alcun finanziamento estero nel periodo considerato dall'inchiesta.

Queste sono solo alcune delle lotte che il gruppo ha affrontato negli ultimi anni.

La EWNC ha attirato l'attenzione delle autorità quando ha rivelato gravi violazioni durante le costruzioni effettuate per le Olimpiadi di Sochi nel 2014. A quel tempo, le autorità locali hanno cercato di debellare la EWNC in tribunale, una mossa che ha istigato una forte risposta da parte delle comunità ambientaliste russe e internazionali. I partiti verdi europei e le organizzazioni ambientaliste e per i diritti umani di diversi paesi hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche esortando le autorità russe a far cessare le pressioni sugli ambientalisti indipendenti. Anche la BlueLink Foundation ha partecipato alla campagna.

Evgeni Vitishko, membro del consiglio di amministrazione della EWNC, ha passato due anni in prigione [en] per un'amalgama di accuse contro il suo attivismo durante le Olimpiadi di Sochi e una presunta parolaccia detta ad una fermata dell'autobus pubblico.

Accuse simili hanno causato l'esilio [en] di Suren Gazarayan, uno dei membri più importanti della EWNC, che ha chiesto asilo politico in Estonia.

Nell'aprile del 2017, durante un'ispezione straordinaria presso l'ufficio dell'organizzazione, alcuni documenti importanti sono scomparsi. Nel settembre del 2016, degli uomini mascherati hanno brutalmente attaccato dei pompieri volontari della EWNC e Greenpeace-Russia a Krasnodar, lasciando due volontari gravemente feriti.

Ad oggi, la polizia non ha effettuato un'indagine completa su nessuno dei suddetti reati. Nessuno degli aggressori è mai stato trovato, arrestato o condannato.

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