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Il nord della Russia è ancora in protesta contro le esportazioni di rifiuti da Mosca

“Io sono/Noi siamo Shiyes,” un logo molto usato durante le proteste, somigliante a quello usato per la campagna di liberazione del giornalista Ivan Golunov. Immagine di Tom Venner e Maxim Edwards, usata con autorizzazione.

Un desolato raccordo ferroviario nell'estremo nord della Russia è diventato l'improbabile catalizzatore di un movimento di protesta nazionale.

Negli ultimi sei mesi, un accampamento di protesta permanente è stato collocato al di fuori di una futura discarica a Shiyes, nella regione di Arcangelo, a 1125 chilometri da Mosca. I partecipanti si oppongono alla costruzione di quello che è stato chiamato eufemisticamente “parco eco tecnologico”, volto a ricevere quotidianamente diversi vagoni ferroviari di rifiuti dalla capitale russa.

Non c'è molto nel vecchio villaggio di Shiyes; l'area è circondata da paludi e foreste. Ma è a qualche chilometro dal confine con la Repubblica dei Comi, un'altra delle regioni dell'estremo nord russo. Quando gli abitanti della vicina città di Urdoma hanno iniziato a protestare contro la discarica lo scorso anno, la loro causa ha attirato l'attenzione della società civile delle due province.

Diversi mesi dopo, l'internet russo è animato dagli hashtag #ПоморьеНеПомойка [ru, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] (cioè “il Pomor non è una discarica,” riferito al nome storico delle provincie affacciate sul Mar Bianco) e #ЧистыйСевер (cioè “Un Nord Pulito”).

“La raccolta differenziata a Mosca” il titolo di questa popolare vignetta di Duran molto condivisa sui social network russi. I bidoni portano i nomi di controverse discariche situate fuori dalla capitale, Shiyes inclusa.

Manifestazioni di solidarietà si sono tenute in dozzine di città russe, con Shiyes presente regolarmente tra le notizie più importanti.

La vicenda ha avuto inizio nel 2007, quando 57 ettari di terreno intorno Shiyes vennero trasferiti dal governo regionale di Arcangelo alle Ferrovie Russe per “uso industriale” fino al 2056. Nel luglio del 2018, le Ferrovie Russe affittarono la proprietà all'azienda moscovita Technopark. Alla fine del mese, divenne chiaro agli abitanti dei villaggi limitrofi che qualcosa di importante fosse in costruzione, spingendo gli ambientalisti locali a chiedere spiegazioni alle autorità locali.

Queste richieste guadagnarono slancio, e domande sul cantiere iniziarono a sorgere nei parlamenti regionali dei Comi e di Arcangelo. Fotografie di proteste individuali dei pensionati dei remoti villaggi dell'area comparvero di lì a poco.

La situazione a Shiyes, però, rimase confusa. Nè Technopark nè le autorità locali spiegarono con precisione cosa fosse in costruzione, inizialmente dichiarando che la struttura fosse un impianto di riciclo rifiuti piuttosto che una discarica. In un'intervista del settembre 2018 con la radio indipendente Ekho Moskvy, il vice governatore di Arcangelo Elena Kutukova si fece scappare, durante una pausa pubblicitaria, il fatto che i rifiuti fossero già in transito verso la regione, e che i funzionari avessero taciuto in quanto si trovassero in un “momento politico delicato” (Per chi conosce il russo, una dettagliata timeline interattiva degli eventi è reperibile su 7×7, un sito di notizie dedicato all'estremo nord russo).

Gli ambientalisti locali sostenevano [en] che Shiyes fosse “il peggior sito per una discarica,” dato che le torbose paludi dell'area confluivano nei vari fiumi sfocianti del mar Bianco. Allo stesso tempo, attivisti ambientalisti posero concrete domande procedurali. Come dichiarato da Elena Kalinina e Antonina Obedinina, attiviste di #ПоморьеНеПомойка, durante un intervista del giugno 2019 con il podcast Salt.Zone, dedicato ai movimenti civici in Russia, gli ambientalisti chiedono un referendum popolare sulla costruzione della discarica e che venga ridato potere ai comuni sulle questioni relative all'uso di terreni pubblici.

Gli attivisti furono rincuorati dalla decisione della corte regionale di Arcangelo in aprile di annullare i tentativi dei deputati locali di vietare questo tipo di referendum. Il 25 di giugno, però, la Corte Suprema Russa ha ribaltato questa sentenza, giudicando il divieto sui referendum conforme alle leggi russe.

L'influente politologo Valery Solovei prevede che il verdetto della Corte Suprema provocherà solamente una radicalizzazione dei manifestanti:

Мне вчера повезло встретиться и побеседовать с делегацией активистов из Архангельской области и Коми, которые выступают против строительства мусорного полигона в Шиесе. Они были готовы к сегодняшнему решению Верховного Суда, фактически закрывшего возможность проведения референдума в Архангельской области на сей счет.

Однако после встречи у меня исчезли сомнения: эти спокойные и уверенные люди не позволят построить на своей земле мусорной полигон. Их сопротивление будет нарастать пропорционально давлению, а последствия конфликта, в случае его развития, окажутся радикальными и масштабными.

Ieri ho avuto la fortuna di incontrare e discutere con una delegazione di attivisti delle regioni di Arcangelo e dei Comi, oppositori della costruzione di una discarica a Shiyes. Si aspettavano la sentenza odierna della Corte Suprema, che ha praticamente eliminato ogni possibilità di referendum sulla questione nella regione di Arcangelo.

Comunque, dopo l'incontro, i miei dubbi sono spariti: queste persone, calme e risolute, semplicemente non permetteranno la costruzione di una discarica nel loro territorio. La loro resistenza aumenterà proporzionalmente alla repressione; dovesse nascere un conflitto, le sue conseguenze saranno radicali e su grande scala.

— Valery Solovei, Facebook, 25 giugno 2019

In un post sul blog di Ekho Moskvy riguado la controversa sentenza della corte, l'esperto attivista dei diritti umani russo Lev Ponomaryov afferma che i moscoviti hanno il dovere di stare dalla parte della gente del nord russo “nella loro lotta contro l'arbitrarietà e l'illegalità,” specificando che:

Не будет преувеличением сказать, что власти, наряду с ЧОПами и околовластным бизнесом, ввели оккупационный режим на части территории Русского Севера.

Non è un'esagerazione dire che le autorità, insieme a società di sicurezza privata e aziende vicine al potere, abbiano imposto un regime di occupazione nel nord russo.

— Lev Ponomaryov, Ekho Moskvy, 26 giugno 2019

L'attivismo verde in Russia e i suoi malumori

Queste osservazioni nascono dal cuore della nuova ondata di attivismo ambientale in Russia. Durante un dibattito nel teatro PANDA di Berlino del 5 giugno, a cui l'autore ha assistito, il politico indipendente russo Dmitry Gudkov [en] ha fatto notare che “il 90% di tutte le proteste in Russia sono di stampo verde.” Il suo collega Alexander Solovyev gli rispose a tono: “Sì, ma queste proteste non sono ‘verdi’ perchè i manifestanti si preoccupano del cambiamento climatico; sono verdi perchè le persone si preoccupano di cosa sta succedendo nel loro cortile, di ammalarsi di cancro o polmonite.”

Qui non si tratta di Extinction Rebellion [en], la resistenza a Shiyes riguarda la sicurezza ambientale piuttosto che il cambiamento climatico in quanto tale. La retorica degli attivisti ambientali russi si concentra sull'assenza di responsabilità e sull'amministrazione oppressiva di una élite da cui, alcuni russi, si sentono trattati come fossero usa e getta, al pari dei rifiuti che finiscono a Shiyes. Ed è una vicenda che risuona diffusamente in tutta Russia, attraverso molti programmi di protesta locali.

Come scrive l'importante blogger russo Pavel Pryanikov:

Шиес – хороший пример, как умнеет наш народ. Сначала понял, что такое частная собственность. Теперь хорошо понимает, что такое своя земля, своя малая Родина. Очень быстро идёт не только гуманизация России, но и быстро наше общество пробегает азы построения гражданской нации – то, на что в Европе ушло 200-400 лет, у нас догоняется за несколько десятилетий. Очень хорошо, что вне пределов московской метрополии у людей появляется это чувство своей земли, которой могут распоряжаться только они, а не какие-то «дяди с Москвы».

Вообще же главная национальная идея нашего времени не только ГДЕ ДЕНЬГИ!? (о чём много пишу), но и ЗА ВСЁ НУЖНО ПЛАТИТЬ. Народ постепенно понимает, что всё требует расплаты – Крымнаш, милитаризация с Царь-ракетами, прокорм сонма чинуш и олигархата […] «Вы требуете от нас затянуть пояса, а и мы потребуем вот этих операторов Царь-свалки на пару лет затянуть пояса. Товарищи Собянин, Ротенберг и Чайка – ЗА ВСЁ НУЖНО ПЛАТИТЬ!».

И это строительство гражданской нации в России будет только нарастать.

Shiyes è un buon esempio di come la nostra gente stia diventando più saggia. All'inizio hanno imparato cosa fosse la proprietà privata. Ora hanno una buona consapevolezza del loro territorio, della loro piccola “madre patria.” Non solo l'umanizzazione della Russia sta procedendo velocemente, ma la nostra società sta anche imparando in fretta le basi della costruzione di una nazione civile. In Europa ci sono voluti 200-400 anni, e li abbiamo raggiunti dopo qualche decennio. È ottimo che, fuori dalla metropoli Mosca, le persone abbiano una percezione della loro terra; terra che solo loro possono usare come ritengono opportuno, piuttosto che qualche “zio da Mosca.”

Nel complesso, l'idea nazionale dei nostri tempi non è solo DOVE SONO I SOLDI!? (della quale scrivo molto), ma anche TUTTO DEVE ESSERE PAGATO. La gente sta lentamente iniziando a capire che tutto richiede un pagamento: da KrymNash (l'annessione della Crimea) alla militarizzazione e i razzi Tsar, e nutrire l'esercito di burocrati e oligarchi. […] “Ci chiedete di stringere la cingia; noi chiediamo che lo facciano gli spazzini dello Zar. Compagni Sobyanin, Rotenberg e Chaika: TUTTO DEVE ESSERE PAGATO.

— Павел Пряников, Facebook, 2 giugno 2019

Shiyes non è l'unica sede di una futura discarica. Nel tentativo di risolvere l'importante problema della gestione dei rifiuti della capitale, gli ufficiali di Mosca, per molti anni, hanno seppellito la spazzatura altrove. Pertanto, gli attivisti ambientali di Ryazan, Tula, Kirov, Krasnoufimsk e molte altre città hanno preso posizione contro depositi di rifiuti, discariche e inceneritori nel loro territorio. Alcune hanno anche avuto successo – lo scorso dicembre, i manifestanti di Jaroslavl, una città a est di Mosca, hanno trionfato quando il governo ha deciso che i rifiuti della capitale russa non sarebbero più stati esportati nella loro regione. Artur Parfenchikov, governatore della Carelia, ha addirittura promesso sulla sua pagina VKontakte che rifiuterà le importazioni di rifiuti provenienti da fuori le regioni settentrionali.

Anche se le proteste su Shiyes hanno un ruolo nelle lamentele sulla disuguaglianza delle regioni rispetto alla capitale, questo non vuol dire che i moscoviti stessi non li stiano supportando. Il 3 luglio, diverse centinaia di persone si sono radunate in piazza Suvorov a Mosca per una protesta organizzata dai partiti di sinistra d'opposizione. Anche il partito comunista russo, che è presente in Parlamento, si è unito alla causa; il leader Gennady Zyuganov ha espresso la sua ammirazione per i manifestanti:

Quotidianamente, nei pressi della stazione di Shiyes, ci sono scontri tra chi lotta per mantenere pulito il suo ambiente e guardie supportate dalla polizia. Comunque, per quanto ne sappiamo, le autorità hanno intenzione di fondare più di cinquanta di queste “installazioni,” che trasformeranno le pittoresche regioni settentrionali in un immensa montagna di spazzatura.

— Геннадый Зюганов, Twitter (@G_Zyuganov) 25 giugno 2019

Le autorità russe sembrano preoccupate da questa nuova onda di proteste ambientaliste, divenute sempre più sfacciate. Il 2 luglio sono iniziate delle nuove “ekobessrochki” (proteste ininterrotte) in molte città del nord come Kotlas, Severodvinsk e Syktyvkar, la capitale della Repubblica dei Comi. In aggiunta, il 4 luglio, l'attivista ambientalista di base ad Arcangelo, Dmitry Sekushkin, ha addirittura piazzato un cartellone all'infuori della base locale dei servizi di sicurezza che recitava: “Shiyes è Nostra! Il nord russo non è la discarica di Mosca!”. Il cartellone è stato poi rimosso in giornata e Selkushkin arrestato.

Un altro esempio di questa agitazione è arrivato dopo Linea Diretta con Vladimir Putin [en] del 20 giugno. L'annuale talk show in diretta permette ai giornalisti e ai comuni cittadini di porre le loro domande direttamente al presidente russo. A Putin è stato chiesto dal giornalista Roberto Panchvidze riguardo ad una nuova legge contro gli “insulti alle autorità” [en], messa in atto contro molte persone per commenti scritti su VKontakte, menzionando una donna della regione di Arcangelo che vi è incappata per aver scritto che “hanno la faccia tosta”, parlando della discarica a Shiyes. I siti di notizie hanno notato che la parola “Shiyes” e altre menzioni della discarica sono state rimosse dalla trascrizione ufficiale dell'evento [en].

La nota sociologa russa Ekaterina Shulmann ha osservato causticamente:

Простите, дорогие читатели, но, видимо, мы действительно имеем дело с какой-то манифестной формой безумия. Шиес опять пропал из стенограммы прямой линии на сайте kremlin.ru. Вчера вечером был, сегодня с утра нету. […] Граждане компьютерные специалисты, бывает такое вообще, или кроме нечистой силы нету рациональных объяснений?

Perdonatemi, cari lettori, ma stiamo chiaramente avendo a che fare con qualche manifesta forma di follia. Shiyes è ancora scomparsa dalla trascizione di Linea Diretta sul sito Kremlin.ru. Ieri sera c'era, questa mattina non più. […] Cittadini esperti di computer, questo tipo di cose accade oppure non c'è altra spiegazione razionale oltre quella di forze maligne?

— Екатерина Шульман, Facebook, 22 giugno 2019

Un corrispondente di Znak, un sito di notizie russo, che ha visitato Shiyes prima e dopo che Linea Diretta fosse trasmessa, ha notato quanto delusi fossero i membri del campo di protesta per il fatto che la loro causa non fosse stata posta direttamente al presidente russo. Lo stesso giornalista ha spiegato che raggiungere il campo di protesta all'esterno del cantiere ora richiedeva una camminata di oltre 13 chilometri attraverso un tracciato fangoso, dato che Gazprom, la compagnia energetica di Stato, aveva chiuso tutte le strade vicine.

Inoltre, dal 28 giugno, i treni passeggeri non fermano più a Shiyes, una mossa che ha scatenato un fermento di scioperi all'esterno degli uffici delle Ferrovie Russe. Alcuni manifestanti hanno addirittura portato pupazzi di Zhdun nelle biglietterie con la scritta “ci saranno treni per Shiyes?” (Zhdun, che significa “uomo in attesa” è un meme russo raffigurante un tricheco con le mani giunte in una silenziosa attesa.)

Leggi anche: Russia's latest internet meme is a friendly Dutch-designed abomination [en]

Pupazzi di Zhdun sono stati trovati anche affacciati sul sito della discarica di Shiyes a chiedere di fermare la costruzione e le consegne di rifiuti, e la partenza delle guardie di sicurezza privata.

Mentre Zhdun aspetta, sempre più visitatori, celebrità, attivisti e comuni cittadini stanno raggiungendo Shiyes nonostante gli ostacoli.

Un moscovita scrive, dopo una visita al sito del 7 luglio:

Всего сутки были на Шиесе. Увы, надо дальше в отряды. Люди держатся, в лагере потрясающая самоорганизация. Есть банька, колодец, огородик с таааким луком, свой маленький лес. Но главное – люди. Встречают, провожают, обустраивают, советуют,кормят круглосуточно. Туда обязательно надо ехать,особенно москвичам. Попробую в осенние каникулы.

Siamo stati a Shiyes solo per un giorno. Ahimè, saremmo dovuti venire in intere legioni. Le persone lì resistono, l'accampamento dimostra un'ammirevole auto organizzazione. C'è un bagno pubblico, un pozzo, un piccolo giardino con belliiiissime cipolle, una piccola foresta. Ma la cosa principale sono le persone. Ti incontrano, ti portano in giro, si assicurano tu abbia tutto ciò che ti serve, ti consigliano, ti danno da mangiare per l'intera giornata. Tutti dovrebbero andarci, specialmente i moscoviti.

— Margarita Baeva, VKontakte, 7 luglio 2019

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