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Lo scrittore sino-australiano Yang Hengjun risulta ancora detenuto da Pechino dopo 6 mesi

Yang Hengjun & Yuan Xiaoliang

Yang Hengjun e Yuan Xiaoliang: screenshot da un video su YouTube di SBS News, 8 luglio 2019.

Lo scrittore e noto commentatore online, il cino-australiano Yang Hengjun, è detenuto da sei mesi dalle autorità cinesi dal suo arresto nell'aeroporto di Canton del 19 gennaio 2019. Lui e la sua famiglia erano in procinto di salire su un aereo per Shanghai. Al tempo viveva negli Stati Uniti come ricercatore in visita presso la Columbia University di New York.

Le autorità cinesi sospettano possa “mettere in pericolo la sicurezza nazionale”. Non è il suo primo arresto. Era sparito [en, come i link seguenti] per un paio di giorni nel 2011. Questa volta ha lasciato una lettera da rilasciare nel caso fosse arrestato di nuovo. In essa chiede agli attivisti di:

[…] maintain belief in China's democratic future, and, when it doesn't put yourself or your family at risk, to use all your means to push China's democratic development to happen sooner.

[…] continuare a credere nel futuro democratico della Cina e, quando non mette in pericolo voi o la vostra famiglia, usare tutti i vostri mezzi per velocizzare lo sviluppo della democrazia in Cina.

Li ha sollecitati al lavorare perchè “libertà, diritti umani, stato di diritto e giustizia si verifichino al più presto”.

Il dottor Yang è un cittadino australiano dal 2002. Ha lavorato per il Ministero degli Esteri cinese negli anni '80.

Ci sono preoccupazioni sul fatto che non abbia ricevuto un adeguato supporto dal governo australiano o dai mass media.

Fino a poco tempo fa, il noto giornalista politico Chris Uhlmann era stato uno dei pochi a dare spazio alla vicenda su internet:

Era stata una diplomazia rumorosa a liberare Hakeem al-Araibi. Quindi dove sono le richieste di liberazione per Yang Hengjun da parte dei politici? Dove sono i media mainstream e sino-australiani? Le comunità cinesi? Gli accademici e i leader d'industria? Ad oggi non conosciamo neanche il suo reato.

Hakeem al-Araibi è un calciatore bahreinita rifugiato in possesso di un visto australiano permanente, ma fu arrestato in Thailandia mentre era in vacanza.

Tuttavia, c'era stata poca copertura mediatica fino a quando si è scoperto che alla moglie di Yang, Yuan Xiaoliang, è stato impedito di lasciare la Cina il 7 luglio 2019. È una residente permanente dell'Australia. Tuttavia, stando alla televisione nazionale, non ha ricevuto sostegno dal governo australiano poiché sprovvista di cittadinanza australiana:

Feng Chongyi, amico dello scrittore australiano detenuto Yan Hengjun, riferisce che @mantsig la moglie di Mr. Yang, a cui è stato impedito di lasciare il paese, ha chiesto aiuto alle autorità australiane, ma le è stato rifiutato in quanto non cittadina

Nel 2017 l'amico di Yang, Feng Chongyi, professore all'University of Technology Sydney, era stato arrestato per una settimana in Cina, anche egli sotto il sospetto di minacciare la sicurezza statale.

Il giornale online di attualità dell'Asia e Pacifico The Diplomat ha pubblicato, nel corso degli anni, alcuni articoli di Yang. Nell'articolo “Riparare il sistema di intelligence cinese”, pubblicato nel 2015, sosteneva che:

Some intelligence leaders are seriously enmeshed in ideological or factional struggles. Without proper supervision, they could purposefully use biased intelligence reports to mislead decision makers, forcing them to make inappropriate or even wrong decisions. And of course, it’s common for intelligence agents to abuse intelligence and counterintelligence resources to deal with ordinary people or to monitor their political opponents.

Alcuni leader dell'intelligence sono seriamente invischiati in lotte ideologiche o faziose. Senza la dovuta supervisione, potrebbero intenzionalmente usare rapporti di intelligence tendenziosi per ingannare i decisori, forzandoli nel prendere decisioni inappropriate o addirittura sbagliate. E ovviamente, è abituale per gli agenti dell'intelligence abusare delle risorse di spionaggio e controspionaggio, per avere a che fare con persone comuni o per controllare i loro rivali politici.

Il sito di Yang non è attualmente raggiungibile. Alcuni screenshot posso essere visti sull'archivio di internet Wayback Machine. Il suo account Twitter è ancora disponibile, ma è inattivo sin dal giorno del suo arresto.

L’OP Magazine, giornale online di Sydney, riporta preoccupazioni sul fatto che l'Australia non sia stata attiva abbastanza nel cercare di spingere il governo cinese a liberare Yang Hengjui:

Gli avvocati dello scrittore australiano #YangHengjun, in arresto in Cina da gennaio, stanno sollecitando #Canberra ad intervenire.

Il Ministro degli Esteri Payne ha respinto le accuse di inattività. Tuttavia, sono stati fatti paragoni con il rilascio di un altro australiano, Alek Sigley, dall'arresto in Corea del Nord durato più di una settimana. L'Australia non ha rapporti diplomatici con la Corea del Nord, ma usò la Svezia come intermediaria. Maree Ma, direttore generale di Vision Times Media, ‘il media indipendente cinese più diffuso in Australia’, ha scritto su Twitter così un paio di giorni prima del tentativo di Yaun di lasciare la Cina:

Aspettando il giorno in cui sentiremo del rilascio di Yang Hengjun. Non funzionerebbero le stesse modalità “discrete” con la Cina?

Mentre Yang Hengjun è stato critico riguardo l'assenza di democrazia in Cina, alcuni credono che il suo arresto e la continuata detenzione abbiano altre cause. Yang potrebbe essere vittima di ‘diplomazia con ostaggio‘.

Nonostante la Cina sia il partner commerciale più importante per l'Australia, negli ultimi tempi la tensione sta salendo tra i due paesi. Ciò viene descritto nell'articolo ‘Le relazioni cino-australiane hanno avuto un 2018 tra alti e bassi‘. Tra le cause di fondo identificate da questo articolo rientrano, da parte del governo australiano:

  • le leggi contro l'intervento all'estero
  • l'esclusione dell'azienda cinese delle telecomunicazioni Huawei dal lancio del sistema 5G
  • l'opposizione alla rivendicazione del Mar Cinese Meridionale da parte della Cina
  • il respingimento delle influenze cinesi sul Pacifico meridionale
  • i crescenti legami militari con gli Stati Uniti nella regione dell'Asia Pacifico
  • le preoccupazioni sui diritti umani riguardo il trattamento cinese riservato agli Uiguri e altre minoranze

L'ultimo problema è stato innescato da inchieste del febbraio 2019, secondo cui 17 uiguri residenti australiani siano stati arrestati nell'ambito della repressione cinese.

Dato che Australia e Cina mantengono rapporti diplomatici, molti netizen sperano si raggiunga una soluzione simile a quella ottenuta per Sigley.

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