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‘No Visa Mix': visti negati per le star singeli della Tanzania che volevano partecipare a un festival musicale negli USA

MCZO (a sinistra) e DJ DUKE (a destra) sono due artisti singeli emergenti di Dar es Salaam, Tanzania. È stato loro negato il visto per esibirsi al Red Bull Music Festival a New York, USA. Foto di Kasia Zacharko, usata con il suo consenso via On the Sly Productions.

A DJ Duke e MCZO, due star emergenti tanzaniane del genere musicale singeli [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione], caratterizzato dal beat sempre più veloce, è stato negato il visto per gli Stati Uniti a maggio dopo una trafila lunga mesi.

I due musicisti dovevano esibirsi al Red Bull Music Festival a New York, USA, nel maggio 2019. L'ambasciata statunitense a Dar es Salaam ha negato loro il visto dopo una trafila che il gruppo dice essergli costata “più di quanto le nostre famiglie messe insieme guadagnano in un anno.”

A Duke e MCZO della Nyege Nyege Tapes è stato negato il permesso per entrare negli USA.

Secondo la Tamizdat, un'organizzazione che lavora ai visti e ai problemi dei trasferimenti per gli artisti, gli Stati uniti emanano due tipi di visti per gli artisti che si devono esibire: visti “O” per coloro che mostrano “straordinarie abilità” e visti “P” per i membri di “gruppi di intrattenimento internazionalmente riconosciuti” o con “programmi culturalmente unici”.

L'ambasciata degli USA ha negato a MCZO e DJ Duke i visti con le motivazioni:

The applicants in this case were refused 214(b) because they have not overcome the presumption that they are intending immigrants…

Le richieste, in questo caso, sono state rifiutate per il 214(b), perché non hanno smentito il sospetto che potessero immigrare…

DJ Duke e MCZO sono iscritti all'etichetta discografica ugandese Nyege Nyege Tapes, il cui sito internet li descrive come artisti “punk e veloci (anche per gli standar del Singeli)”, che “portano tutto a un livello più alto, ammesso che sia davvero possibile parlando di musica singeli”.

Mfaume Mwafyaga, cioè MCZO, e Nassoro Rajabu Ally, cioè DJ Duke, entrambi ventenni, vengono dal quartiere Mburahati di Dar es Salaam, la capitale culturale della Tanzania dove Duke gestisce la Pamoja Records. Entrambi fanno parte della scena underground singeli, che sta trasformando le vecchie sonorità in nuova musica — a grande velocità.

I due non hanno abbandonato la speranza di esibirsi a New York fino all'ultimo minuto. Quando è stato confermato che non avrebbero ottenuto il visto per esibirsi, hanno rilasciato una dichiarazione — e un mixtape chiamato “No Visa Mix”: 

…In the end, NOTHING could prove that we did not intend to run away illegally once checked in at our Holiday Inn. As two … Tanzanian boys with no secondary school education, not a single property in our name, not a shilling in our pocket, and no family in America, the consular authorithies seemed to sincerely think that there was a ‘better life’ available for us there that we would not resist to chase.

But the current situation in America does not indicate any sign that we would find more freedom, happiness and success there, or does it?

…Alla fine, NIENTE poteva provare che non avevamo intenzione di scappare illegalmente una volta fatto il check-in al nostro Holiday Inn. Essendo due… ragazzi tanzaniani che non hanno frequentato la scuola superiore, senza alcuna proprietà a nostro nome, neanche uno scellino in tasca e nessun familiare in America, le autorità consolari hanno creduto realmente che avremmo potuto pensare di trovare una ‘vita migliore’ lì e che non avremmo resistito all'idea di inseguirla. 

Ma la situazione attuale in America non indica in alcun modo che potremmo trovare più liberà, o mi sbaglio?

Le due star emergenti dicono di potere “riempire gli stadi a Dar es Salaam,” con una fan base sempre crescente e affamata dei loro beat Singeli frenetici e velocissimi, mostrati più recentemente nel nuovo album di Duke, “Uingizaji Hewa.”

“Il Singeli è il sound estatico underground che si diffonde nelle città tanzaniane più popolose” — The Boiler Room

In che modo la classe operaia tanzaniana della periferia sta portando il suo sound ad un pubblico globale.

Si sono esibiti in giro per il mondo per ottenere critiche entusiaste e sono comparsi nel The Guardian and Pitchfork, che ha scritto:

Often overlaid with raspy, sped-up rapping, [DJ] Duke’s drums move so fast that they compress entire bars into the space of a single beat. … And when he really goes all out, it sounds like punk, basically, just arrived at by different means, but still fundamentally fast, cheap, and thrillingly out of control.

Spesso, contemporaneamente al rap ruvido e veloce, [DJ] Duke suona la batteria così velocemente da comprimere intere barre nello spazio di un singolo beat. … E quando va davvero a tutta velocità, sembra praticamente punk, solo ottenuto con diversi mezzi, ma fondamentalmente ancora rapido, economico, e fuori controllo in modo elettrizzante.

Ma l'ambasciata americana “ha continuato a credere che saremmo scappati e ci saremmo nascosti illegalmente in America, come due ragazzi tanzaniani non acculturati e che non parlano inglese”, hanno scritto nella loro dichiarazione, postata su Facebook e Soundcloud. 

Il 3 luglio, il Guardian ha aggiunto il “No Visa Mix” nella sua classifica dei primi cinque mixtape del mese:

Il giornale britannico The Guardian offre 5 mixtape, includendo l'interessante NO VISA mix del duo di Dar es Salaam, DJ DUKE & MCZO, ambasciatori del sound SINGELI dell'Africa orientale.

Rifiuti dei visti in crescita

Artisti e intellettuali africani hanno a lungo sofferto a causa della discriminazione sotto forma di negazione dei visti, tra la crescente xenofobia e le politiche anti immigrazione in Europa e Nord America.

La Tamizdat americana raccoglie e analizza dati riguardo ai problemi dei visti americani riscontrati da artisti internazionali. Nel suo White Paper del 2018, descrive i vari problemi del processo dei visti per gli artisti, inclusi i forti ritardi nelle decisioni, i termini vaghi, le informazioni poco accurate, il regolamento confusionario, la definizione ristretta di arte, il rifiuto per piccoli errori burocratici e l'improvviso annuncio di nuove politiche o reinterpretazioni di quelle esistenti.

Una situazione simile prevale nel Regno Unito. “Ottenere i visti per gli artisti non europei che vanno in Gran Bretagna è stato per lungo tempo un incubo, anche per le star famose in tutto il mondo,” scrive Ian Birrell sul Guardian.

Nel 2018, le autorità che si occupano di immigrazione nel Regno Unito hanno sottoposto gli artisti africani a un processo di richiesta del visto per partecipare al leggendario festival di arte e musica WOMAD così estenuante, che molti hanno finito per declinare l'invito a partecipare.

“I politici che simpatizzano per la destra stanno distruggendo la cultura,” ha detto il direttore di WOMAD, Chris Smith, al Radio Times. “La mia preoccupazione è che la situazione possa solo peggiorare.”

Nel 2019, l'Home Office del Regno Unito ha negato il visto a ricercatori accademici della Sierra Leone, che erano stati invitati da un'organizzazione britannica per partecipare a un training di formazione sull'Ebola. Il rifiuto dei visti rappresenta una posizione sempre più ostile nei confronti dell'immigrazione da parte dell'Home Office ed è stato considerato da uno degli organizzatori del meeting come “offensivo” e “arbitrario.”

Nel 2017, l'African Global Economic and Development Summit si è tenuto in California, ma nessun africano ha potuto partecipare perché non ha ottenuto il visto. In passato, circa il 40% degli invitati veniva rifiutato, ma nel 2017, gli USA hanno impedito al 100% dei richiedenti africani del visto di partecipare a un evento che riguardava l'Africa.

Un meeting annuale sul commercio africano si è tenuto senza africani. I visti per tutti e 100 i delegati africani sono stati negati dagli USA

Il 4 luglio, l'artista ugandese Charity Atukunda ha riportato la sua esperienza personale collegata al rifiuto del visto e alla mobilità limitata, in questa sconvolgente serie illustrata. Lei scrive:

My first experience of visa processing centers and the money-making machines they are was when I applied for a visa to South Africa in 2016. The system is designed in such a way that your whole life, your entire narrative on paper, has to make perfect sense to a stranger.

La mia prima esperienza con i centri che rilasciano i visti, e quanto questi siano delle vere e proprie macchine per fare soldi, l'ho avuta quando ho richiesto un visto per il Sudafrica nel 2016. Il sistema è creato in modo tale che la tua intera vita, il tuo racconto nero su bianco, debbano avere perfettamente senso per uno sconosciuto.

‘Abbiamo registrato un mixtape per voi’

DJ Duke e MCZO hanno espresso il loro disappunto nella dichiarazione sul rifiuto del loro visto, ringraziando le persone che hanno provato a interpretare la burocrazia a loro favore, inclusi i rappresentati della Red Bull, la On the Sly Productions, l'azienda Covey Law e i rappresentanti dell'etichetta Nyege Nyege. Hanno perfino ringraziato il candidato presidenziale e senatore di New York Kirsten Gillibrand. 

Come gesto di gratitudine,hanno realizzato il loro mixtape singeli con istruzioni speciali: 

We recorded a mix for you, make sure you listen with full, full volume and in clothes you can comfortably dance in…

Abbiamo registrato un mixtape per voi, assicuratevi di sentirlo a volume pieno e con addosso vestiti comodi per ballare…

Hanno anche scritto che sarebbero contenti di condividere la loro cultura e hanno invitato i fan in Tanzania, dove “vi garantiremo un visto per l'arrivo, non importa chi siete — e ci fidiamo che non vi tratterrete troppo a lungo”. 

I due hanno invitato i loro fan ad andare alle loro esibizioni, a visitare i loro studios e a partecipare al Nyege festival a settembre in Uganda. 

Sentitevi i benvenuti! Vi amiamo e vi rispettiamo!” hanno scritto. 

Ma con la dichiarazione c'era una richiesta che fa riflettere:

“For those of you who still think of artists escaping to America, think about it again. It doesn’t make sense and you’ll lose the chance to see amazing performances.”

“Per quanti di voi pensano ancora che gli artisti scappino in America, ricredetevi. Non ha senso e perderete la possibilità di vedere delle performance fantastiche”.

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