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Il portavoce del governo cinese suggerisce su Twitter che il COVID-19 potrebbe aver avuto origine negli Stati Uniti

2/2 La CDC è stata colta sul posto. Quando è apparso il paziente zero negli Stati Uniti? Quante persone sono infette? Quali sono i nomi degli ospedali? Potrebbe essere stato l'esercito americano a portare l'epidemia a Wuhan. Siate trasparenti! Rendete pubblici i vostri dati! Gli Stati Uniti ci devono una spiegazione! – Immagine da Stand News.

Leggi la Copertura Speciale di Global Voices sull‘impatto globale del COVID-19.

In un tweet [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] postato il 13 marzo, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian ha lasciato intendere che l'esercito americano potrebbe aver portato il nuovo coronavirus in Cina. La sua affermazione è diventata una teoria cospirazionista in rete, ampiamente diffusa sui social media cinesi e persino ripresa dai diplomatici cinesi.

La teoria secondo cui gli Stati Uniti sono responsabili della diffusione del nuovo coronavirus in Cina ha iniziato a diffondersi sui social media cinesi verso fine febbraio, dopo che un articolo intitolato “Decodificare l'evoluzione e le trasmissioni del nuovo coronavirus da polmonite attraverso il genoma intero” [zh] è stato caricato su ChinaXiv, una piattaforma per la presentazione di articoli alla Chinese Academy of Sciences, il 21 febbraio. Il documento sosteneva che i genomi rinvenuti negli Stati Uniti (H35) e a Guangdong (H13) erano gli aplotipi ancestrali del coronavirus, interpretati da alcuni come l'origine del nuovo virus. Il giorno dopo, la teoria era stata riportata sul Global Times, media associato al Partito Comunista Cinese (PCC), successivamente ripresa da un programma televisivo di Taiwan. La teoria è diventata presto virale anche su WeChat e Weibo.

Il Taiwan FactCheck Center ha sottolineato, tuttavia, che il documento non è ancora stato sottoposto a peer review. Il Centro ha anche intervistato [zh] una serie di esperti e ha riferito che la metodologia “median-joining networks” (MJ) utilizzata nel documento non può esprimere la complessità delle mutazioni genetiche e non andrebbe utilizzata per determinare il legame “antenato-discendente”. Ricerche precedenti hanno anche sostenuto che il metodo è “teoricamente insostenibile per l'inferenza evolutiva”. È stato messo in discussione anche l'uso del genoma del pipistrello (bat-RaTG13) quale nuovo riferimento “ancestrale” del coronavirus.

Dal momento che la pandemia ha imboccato percorsi diversi in vari paesi, il genoma del coronavirus sarebbe necessariamente incorso in mutazioni non riscontrabili nelle prime sequenze virali originatesi in Cina. Nel leggere i notiziari che riportano la natura assunta dal virus negli altri paesi, alcuni utenti dei social media hanno interpretato ciò come se la Cina non avesse alcun legame con le epidemie scoppiate nel resto del mondo.

Una teoria d'oltreoceano diffusa in maniera virale sui social media cinesi riporta che il virus ha avuto origine in Giappone. Una stazione televisiva giapponese ha affermato in un notiziario che alcuni degli americani deceduti per l'influenza a partire dal settembre 2019 avrebbero potuto essere inconsapevolmente infettati dal coronavirus. Il notiziario giapponese, insieme al giornale “ChinaXiv”, è stato utilizzato a sostegno di una serie di altre teorie cospirative, come quella che ritiene che sono stati i delegati statunitensi a portare il virus a Wuhan durante i Giochi Mondiali Militari dell'ottobre 2019.

Questi tipi di teorie hanno guadagnato ancora più seguito dopo che la Chinese Central Television ha trasmesso [zh] una conferenza stampa del 27 febbraio, in cui lo pneumologo Zhong Nanshan ha affermato che “nonostante il COVID-19 sia emerso in Cina, ciò non significa che quest'ultimo sia il paese di origine del virus.”

L'epidemologo cinese Zhang Wenhong ha rapidamente respinto l'affermazione secondo cui il virus sarebbe venuto da paesi terzi, sostenendo [zh] come la sequenza del genoma indicava che la versione del virus riscontrata a Shanghai proveniva effettivamente da Wuhan, ma la sua intervista è stata censurata.

L'affermazione di Zhong, nel frattempo, è stata ripresa da numerosi social media che hanno utilizzato informazioni provenienti da “fonti dei media d'oltremare” per sostenere l'ipotesi che il coronavirus traesse le proprie origini negli Stati Uniti. Una di queste notizie è intitolata “La ricerca indica che il nuovo coronavirus riscontrato in Italia non ha legami con la Cina. L'affermazione di Zhong Nanshan è stata confermata” [zh] (研究成果公布: 意大利境内新冠病毒与中国无关, 钟南山的话被证实) è stata divulgata mediante il titolo dell'app mobile UC. La storia citava un articolo di O-Lian News [zh] (EU News Agency – 歐聯通訊), una agenzia di stampa italiana e di proprietà di una società di investimento nella provincia cinese dello Zhejiang, dove si riportava la dichiarazione dell'esperto sanitario italiano Massimo Galli secondo cui la sequenza genomica del coronavirus in Italia non aveva origini cinesi.

Non sorprende che questo genere di misinformazione circoli sui social media. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian – non estraneo da contraddizioni – ha portato la teoria della cospirazione a un nuovo livello con il suo tweet del 13 marzo.

1/2 Durante l'House Oversight Committee di mercoledì, il Direttore della CDC Robert Redfield ha ammesso che alcuni americani apparentemente deceduti a causa dell'influenza, sono risultati positivi al nuovo #coronavirus in seguito all'autopsia.

2/2 La CDC è stata colta sul posto. Quando è apparso il paziente zero negli Stati Uniti? Quante persone sono infette? Quali sono i nomi degli ospedali? Potrebbe essere stato l'esercito americano a portare l'epidemia a Wuhan. Siate trasparenti! Rendete pubblici i vostri dati! Gli Stati Uniti ci devono una spiegazione!

La Cina non ha ancora identificato il suo paziente zero, ma il South China Morning Post, secondo quanto riferito, ha analizzato i dati del governo cinese e fa risalire il primo caso a un uomo di 55 anni, il 17 novembre 2019. Una ricerca pubblicata a gennaio 2020 ha anche evidenziato come un certo numero di casi all'inizio di dicembre non avessero alcun collegamento con il mercato di Wuhan, ampiamente considerato l'origine dell'epidemia.

Ai primi di febbraio, voci e dichiarazioni non verificate su Weibo e WeChat hanno suggerito che l'epidemia potrebbe essere stata causata da “dispersioni di laboratorio“, dato che il Wuhan Institute of Virology era un importante centro per lo studio dei virus, tra cui l'Ebola, la MERS e la SARS, e si occupava anche di test sugli animali. La cospirazione della fuga di notizie dai laboratori è stata censurata, lasciando il posto a questa nuova teoria sugli Stati Uniti diffusa dai media associati al PCC e da numerosi post sui social network che i portavoce del governo cinese hanno pubblicato su Twitter.

Come già anticipato, l'osservazione di Zhao ha attirato una sfilza di critiche:

Grazie mille al vostro cosiddetto governo per aver mentito al mondo e per aver diffuso questa malattia. Come vivremo senza i ricchi cinesi che mangiano la carne di specie in via d'estinzione, impoverendo la fauna selvatica e mettendo a rischio la salute umana?

e anche di derisioni:

Ma alcuni sono d'accordo con Zhao:

L'America dovrebbe dire la verità al mondo intero.

Sul suo report, il Global Times l'ha definita come parte della guerra dell'informazione promossa dagli Stati Uniti contro la Cina.

Scopri la Copertura Speciale di Global Voices sull’impatto globale del COVID-19 [it].

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