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Il presidente della Liberia George Weah “canta” la sua battaglia contro il COVID-19

Il presidente George Weah presso l'Ambasciata americana a Monrovia, in Liberia. Foto dell'Ambasciata americana, pubblico dominio.

Leggi la copertura speciale di Global Voices sull’impatto globale del COVID-19 [it].

Il presidente liberiano George Weah, vincitore del Pallone d'oro nel 1995, ha utilizzato il suo talento come cantante per aiutare a rallentare la diffusione del COVID-19.

In data 22 aprile, in Liberia è confermato che vi siano 101 casi di COVID-19 [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] e 8 morti.

Gary Connaughton scrive che insieme ad un noto coro gospel liberiano e a musicisti laici, Weah ha registrato la sua canzone per diffondere “il messaggio di unità nel paese per fermare la diffusione del virus”:

We're all in this together. The main message being preached throughout the world is that regardless of your own health status, we can all do our bit to stop the spread of the coronavirus. That means staying at home when possible, practicing good hygiene, being able to spot potential symptoms, and staying away from high risk people. It's fairly straightforward stuff, but it can save lives.

Siamo tutti coinvolti in questa situazione. Il messaggio principale che viene divulgato in tutto il mondo è che, a prescindere dallo stato di salute, nel nostro piccolo tutti noi possiamo fare qualcosa per fermare la diffusione del coronavirus. Questo significa stare a casa quando è possibile, mantenere una corretta igiene personale, essere in grado di riconoscere i potenziali sintomi e stare lontani dalle persone più a rischio. Sono cose abbastanza scontate, ma tutto questo può salvare delle vite.

La canzone che ispira positività, incoraggia i cittadini ad unirsi per “combattere il coronavirus” con il presidente Weah che canta “Tutto è possibile… restiamo uniti per combattere questo terribile male, ora!”

Non è la prima volta che Weah sfrutta il suo talento musicale per parlare alla nazione. Alla fine del 2019 il Paese era scosso da violenza, movimenti di protesta e scioperi e Weah ha pubblicato una canzone intitolata Peace In Our Nation, Peace In Our Land,” (Pace nella nostra Nazione, Pace nella nostra terra) dove ha invocato soluzioni pacifiche per i problemi nazionali.

L'8 aprile Weah si è rivolto alla nazione, menzionando la fondazione risalente a due mesi prima del Comitato sul coronavirus (SPACOC) della nazione. Ha inoltre dichiarato uno stato di emergenza di tre settimane in tutta la Liberia, che inizierà il 10 aprile 2020 e potrà essere rinnovato fino a che la minaccia del COVID-19 finirà.

Tra le varie misure, Weah ha emesso dei decreti che obbligano i cittadini di quattro contee a stare a casa. Inoltre ha aggiunto:

Hundreds of thousands of persons around the globe have been infected by [the coronavirus], thousands have died as a result of contracting it, and many more thousands are predicted to die. The disease has overwhelmed more advanced health care systems in many countries, and has brought the economies of several developed nations almost to a complete halt…

Throughout this period, residents may leave home only for essential journeys for reasons of health and food, which should be restricted to your local community only, and be limited to a single person per household for a maximum of one hour.

Centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo sono state colpite [dal coronavirus], migliaia sono decedute per averlo contratto, ed è previsto che ne moriranno altre migliaia. La malattia ha messo in ginocchio i più avanzati sistemi sanitari in molti paesi e ha portato l'economia di numerose nazioni sviluppate a fermarsi quasi completamente..

In questo periodo, i cittadini potranno uscire di casa solo per motivi di stretta necessità, come per ragioni di salute o per l'acquisto di beni alimentari. Gli spostamenti potranno avvenire solo all'interno della vostra zona e saranno limitati solo ad una persona per nucleo familiare, fino ad un massimo di un'ora.

Sono state fatte eccezioni per coloro che sono considerati “lavoratori essenziali”.

Il 17 aprile 2020 i membri del Senato e della Camera dei Rappresentati della Liberia hanno approvato la dichiarazione di stato di emergenza di Weah.

Lo scrittore Jonathan Browne ha scritto riguardo agli aiuti di emergenza di Weah che assistono coloro che hanno difficoltà a causa di queste nuove misure:

They call for creation of a COVID 19 Emergency Relief Fund that would solicit private donations from individuals, group of individuals, local and international private organizations, business enterprises and any other person interested in assisting the most vulnerable populations of the Republic against the scourge of COVID 19.

Queste persone richiedono l'istituzione di un fondo di emergenza per il COVID-19 che solleciti le donazioni private da parte di individui, gruppi di individui, organizzazioni private nazionali e internazionali, imprese commerciali e chiunque voglia aiutare le popolazioni più vulnerabili della Repubblica contro la piaga del COVID-19.

Secondo il giornalista Leroy M. Sonpon, III, i legislatori sono andati oltre alla richiesta del presidente donando inizialmente 25 milioni di dollari per un programma di supporto alimentare che includerà tutte le 15 contee della Liberia. È stato precisato che verrà data la priorità agli alimenti di produzione locale e alle persone più vulnerabili fra cui i giovani, i senzatetto, gli orfani, i cittadini di terza età, quelli con disabilità e il personale sanitario.

Affrontare il COVID-19 in Liberia

Un forte movimento di solidarietà si è diffuso nel paese che conosce in modo diretto la piaga di virus altamente contagiosi come quello dell’Ebola nel periodo fra il 2014 e il 2016.

I liberiani hanno fatto donazioni per sostenere gli interventi contro il COVID-19 e le numerose campagne per promuovere l'informazione e la consapevolezza.

La Banca Mondiale ha anche tempestivamente approvato 7,5 milioni di dollari statunitensi erogati all'Agenzia internazionale per lo sviluppo con il fine di finanziare l'intervento della Liberia contro il COVID-19.

The mask, which is produced in Liberia, would be distributed to hundreds of Liberians and non-Liberians who are residing in Liberia to be used to prevent the virus…

Le mascherine prodotte in Liberia saranno distribuite a centinaia di liberiani e stranieri che risiedono in Liberia in modo da prevenire il contagio del virus…

Megan Beare, una volontaria irlandese in Liberia, avrebbe potuto abbandonare il paese ma ha deciso di restare:

I am also young and healthy. I feel that staying here is just the right thing for me to do so that we can help as many as we can and try prevent any further spread of COVID-19. It is just four years after Liberians celebrated being free from the Ebola virus that killed 4,800 people here in the first year of that outbreak in 2014.

Anche io sono giovane e in salute. Sento che per me restare qui sia la cosa giusta da fare in modo da poter aiutare più persone possibile e cercare di prevenire un'ulteriore diffusione del COVID-19. Sono passati solo quattro anni da quando i liberiani hanno festeggiato per essersi liberati dal virus dell'Ebola che ha ucciso 4800 persone, durante il primo anno dell'epidemia nel 2014.

Nonostante la solidarietà ricevuta, Weah affronta ancora critiche riguardo ad un crollo economico in Liberia. Si sono verificate numerose proteste contro il governo solo a gennaio.

Il giornalista Andrew Green ha riferito il 10 gennaio che queste proteste sono state “le più significative degli ultimi dieci anni” secondo  Elizabeth Donnelly, viceresponsabile dell'Africa Program presso la Chatham House. Donnelly ha affermato: “Dato che il Presidente George Weah ha ereditato una situazione economica difficile, è passato velocemente dall'essere un eroe a una delusione nell'immaginario popolare”.

I protestanti hanno richiesto che Weah licenziasse il suo intero gruppo di consulenti di economia.

In verità, mentre Weah è stato elogiato per il suo talento musicale e le sue misure economiche in risposta al COVID-19, Smart News Liberia ritiene che le preoccupanti nuove restrizioni imposte dalle autorità liberiane sui mass media indipendenti potrebbero compromettere la salute pubblica.

Secondo Smart News Liberia “Solo all'emittente radio statale ELBC è concesso di divulgare senza ostacoli quello che il regime vuole”.

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