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“L'ombra significa forza, l'ombra è invincibile”: dialogo con l'artista turca Selma Gürbüz

L'artista turca Selma Gürbüz è affascinata dalle ombre.

“L'ombra è forza. L'ombra è invincibile. Niente può sconfiggere l'ombra. Le ombre ci seguono; cambiano”, ha affermato Gürbüz durante un'intervista con Global Voices.

Gürbüz è nata nel 1960 ad Istanbul, dove attualmente lavora. Si è laureata alla Facoltà di Belle Arti all'Università di Marmara nel 1984 dopo due anni all'Exter College of Art Design. Dalla sua prima mostra nel 1986, Gürbüz ha partecipato a numerose mostre personali e collettive sia in Turchia che all'estero.

Le opere di Gürbüz creano mondi dalle creature immaginarie, fantasmi e fili tratti da Le Mille e una Notte [it] e traggono ispirazione dalla storia. Sebbene le sue opere possano sembrare sconnesse dal mondo esterno o dagli eventi attuali, sono fondamentalmente interessate a questioni come la razza, le donne, l'amore, l'identità e la natura.

Seguono estratti dell'intervista.

Omid Memarian: Come vedi l'attuale posizione dell'arte contemporanea turca nella più ampia scena globale? Eventi artistici come la Biennale di Istanbul hanno incrementato la visibilità degli artisti locali?

Selma Gürbüz: L'instabilità economica e politica della Turchia ha colpito a lungo il mondo dell'arte locale. L'interesse dei collezionisti è leggermente diminuito rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, lo considero temporaneo. Un gran numero dei nostri importanti artisti continua a produrre opere che creano onde nel mondo dell'arte globale. In questo modo, l'interesse che è stato mostrato per le opere di artisti turchi rimane sia a livello nazionale che internazionale. La Biennale di Istanbul è uno degli eventi più importanti al mondo.

Arter [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione], un’iniziativa senza scopo di lucro che riunisce artisti e pubblico per celebrare l'arte di oggi in tutte le sue forme e discipline, lo scorso anno si è trasferita in una nuova sede. Questo nuovo spazio vanta di 18.000 metri quadrati di area interna e case, gallerie espositive, terrazza, sale per spettacoli, aree di apprendimento, biblioteca, laboratorio di conservazione, libreria d'arte e una caffetteria.

Il Museo Moderno di Odunpazarı è stato aperto nella città di Eskişehir. Il Museo Moderno di Istanbul si trasferirà presto in un nuovo e molto più grande edificio. Non vi è dubbio che tutti questi sviluppi andranno a beneficio della visibilità e della produzione dell'arte contemporanea in Turchia. 

La pandemia della COVID-19 ha avuto un impatto notevole sul mondo dell'arte, a livello internazionale e in Turchia. Le organizzazioni internazionali continueranno ad essere colpite negativamente, anche attraverso l'impatto sui viaggi internazionali, e quindi credo che sia importante che i paesi mostrino più supporto e si interessino ai propri artisti, aiutandoli a superare queste difficoltà. I mercati dell'arte  rimarranno locali per alcuni anni e questo, a sua volta, offrirà un diverso tipo di motivazione agli artisti.

Maybe you feel like it, oil on canvas, 155x230cm. 2016

Forse ti senti così, olio su tela, 155x230cm. 2016

OM: Il colore nero è dominante in molte delle sue opere. È stata persino chiamata “la pittrice della magia nera, dei corvi neri, delle persone nere, delle fate e degli occhi.” Qual è il suo legame con questo colore?

SG: Il nero, per me, è fondamentalmente ombra. Nella vita, mi è sempre piaciuto guardare le ombre. La mia scoperta delle ombre non è solamente influenzata dal mio interesse per il teatro delle ombre del mio paese ma anche dall'Estremo Oriente, come la Cina, il Giappone e l'Indonesia. Alcuni di questi giochi d'ombra sono piuttosto espliciti nel loro discorso politico.

La mia prima opera di teatro delle ombre fu un'istallazione che avevo preparato per la Biennale di Kuandu in Taiwan. Le figure di cartapesta che avevo creato si muovevano tra loro ed io ho proiettato il loro riflesso sulla parete. Oltre ai loro movimenti, gettavano ombre nere sui muri. I movimenti si sono trasformati in un pezzo teatrale erotico.

In seguito, ho preparato altri giochi di ombre per una mia mostra a Yokohama, in Giappone. In queste opere teatrali c'ero anche io nell'ombra. È stato un pezzo difficile. Questa volta ero davanti al sipario, con le marionette d'ombra nelle mie mani. Erano marionette di animali, galli, corvi e simili. Insieme ai miei burattini, sono entrata in uno spettacolo che sembrava una battaglia, un vero combattimento fisico. Si è trasformata in un'opera teatrale nella quale la lotta apparente era tra emozioni come la gelosia, la passione e la vulnerabilità. Col tempo, queste ombre nere sono entrate nei miei quadri. L'ombra significa forza. L'ombra è invincibile. Niente può sconfiggere l'ombra. Le ombre ci seguono; cambiano. Insieme al movimento della luce stessa, cambia anche la posizione e la forma dell'ombra. L'ombra può cambiare la forma di un oggetto. L'ombra presta lunghezza. Ciò che è reale non cambia, ma la sua ombra può cambiare. L'ombra è una rappresentazione bidimensionale. Ci mostra noi stessi.

Woman with Roosters, oil on canvas, 155x230cm. 2011

Donna con Galli, olio su tela, 155x230cm. 2011

OM: Le donne hanno una presenza davvero forte in molte delle sue opere. Di che tipo di donne parla nelle sue opere e cosa significano per lei? 

SG: Di solito mi ritraggo nelle mie rappresentazioni di figure di donne nei miei quadri. La vulnerabilità, il coraggio, i capricci e i sorrisi delle mie figure femminili sono i riflessi dei miei sentimenti. Sono figure innocenti di un tempo indefinito. Sono vulnerabili. Sono provocanti. Invece di dialogare con lo spettatore, egli può invece creare una strana vicinanza con loro. Sono mistiche ed naif pur essendo coraggiose e innocenti. Sono state addestrate sia nei modi dell'est che dell'ovest. Ognuna ha una storia diversa nel mio mondo. E non sto parlando di una storia come un prodotto di fiction. Queste, invece, sono storie che si svolgono in maniera improvvisata; storie che sono entrate nel libero movimento dell'immaginazione. Ogni storia dà vita ad una nuova e tutte hanno questo elemento di disciplina e di sostenibilità. Per loro, la natura è estremamente importante, sentono il desiderio della natura. A loro manca la natura. Queste donne vedono la natura nei suoi minimi dettagli, la studiano, la dipingono e desiderano essere consumate da essa: essere perse nella natura. È il coraggio che dona loro il potere di essere libere.

Ormanda Dans / Dance in the Forest, 2013 El yapımı kağıt üzerine mürekkep / Ink on handmade paper 61 × 118 1/10 in

Danza nella Foresta, inchiostro su carta a mano, 61×118 1/10 in, 2013.

OM: Molti dei suoi quadri sembrano opere di un narratore. Come sviluppa le sue storie e come finiscono per essere quadri?

SG: Inizia con un'immagine mentale. Poi medito su quale immagini posso usare per comporre quella visione dentro un quadro e il tipo di effetto drammatico che avrà. Spesso ho sentito che le persone che guardano i miei quadri possono leggerli come una storia e che il qualche modo ho permesso loro di farlo. Ma qui dobbiamo distinguere tra questo tipo di narrazione e la coerenza compositiva di un autore letterario e i racconti scritti che costruiscono attraverso i loro strati, la gradazione che avviene dall'inizio alla fine mentre compongono bozze, cancellano e riscrivono.

Nel mio processo creativo, la continuazione di un flusso spontaneo è chiaramente visibile. Apro le porte alla creazione improvvisata. Non c'è nulla nei miei dipinti che copro con qualcos'altro. Ad esempio, non direi mai, “questa parte non è andata esattamente come mi sarebbe piaciuta, quindi cambio il foglio”. Qualunque cosa faccia è rappresentata qui. Questa è un'idiosincrasia che mi rende me. Ma allo stesso tempo, questo può essere una resistenza. Il processo richiede il più alto grado di concentrazione. Inoltre, devo sapere esattamente fin dall'inizio cosa voglio. Ancora una volta, questo non vuol dire che mi siederò di fronte ad un dipinto su cui ho faticato e eseguito ogni calcolo. Mi piace lasciarmi libera. Le mie associazioni in forma libera possono far fluire in dipinto in una nuova creazione. E sento che sono queste sorprese che rendono un dipinto, un dipinto.

OM: Gli eventi attuali hanno un impatto sul suo lavoro e la sua creatività?

SG: Non realizzo quadri politici. Non mi siedo di fronte ad un pezzo da lavorare sentendo la pressione della politica quotidiana. I temi dei dipinti, i soggetti e i contenuti sono separati e non influenzati dagli eventi quotidiani nella vita o dagli sviluppi attuali. E quindi non posso davvero dire che mi sento soggetta a un effetto definito che proviene direttamente da quel contesto. Tuttavia, sono influenzata indirettamente, non c'è dubbio. E non solo come artista, sono influenzata principalmente come persona. Le delusioni che subisco nel mondo esterno dovute ad eventi che accadono, tendono a trasformarmi più a fondo nel mio mondo interiore. Questa non è una forma di sottomissione ma può essere meglio pensata come un impulso più forte per far emergere i poteri artistici. Dico che non sono colpita direttamente e poi improvvisamente ricordo un dipinto che realizzai tre anni fa. In nome della difesa dei diritti e delle libertà di quelle persone che sono oppresse in così tanti posti del mondo ho dipinto una Statua della Libertà. Qui, La Statua della Libertà era solo simbolica  ovviamente. E rivedere ora quel dipinto, alla luce di ciò che sta accadendo negli Stati Uniti dà origine a nuove letture di esso in contesti totalmente nuovi, e personalmente lo trovo molto interessante.

Sinistra: Ad Gloriam, inchiostro su carta a mano, 220×120 cm. 2016. Al centro: “Di fronte a me stessa”, Archival Pigment Print 17/30 ed., 83x42cm,2012. Destra: Serpentino. Inchiostro su carta a mano, 240x122cm, 2011. 

OM: È nata, cresciuta e vive ad Istanbul, Turchia, un paese con una ricca storia e cultura. Come si possono esplorare i riferimenti alle sue radici e all'identità culturale nelle sue opere? 

SG: Istanbul è stata la capitale di tre grandi imperi: l'Impero Romano, Bizantino e Ottomano. Possiede una vasta e ricca storia e cultura che pochissime altre città del mondo possono sfidare. La ricca identità di Istanbul deriva da una sintesi di “est” e “ovest”. Quando si fa una passeggiata nella storica penisola di Istanbul si possono vedere miniature ottomane, mosaici bizantini, moschee storiche e chiese tutte vecchie di centinaia di anni, in un solo giorno. Essendo nata e cresciuta in una città come questa, tutto ciò ha avuto effetti molto diretti sulla mia arte. Per esempio, le miniature di caccia ottomane o i dipinti dei santi Bizantini sono solo alcuni dei soggetti che ho ritratto. Allo stesso tempo, le terre dell'Anatolia, le quali innumerevoli civiltà ne hanno fatto la loro casa nel corso della storia, sono un luogo di mitologia incredibilmente ricca. Alcuni dei miei riferimenti a cui torno spesso per i miei dipinti sono quello come Cibele, la figura della dea le cui radici troviamo nelle civiltà ittite e frigia. Oltre a questo, amo tornare ai miti universali, come quello di Adamo ed Eva o Medusa. Ogni volta che vi ritorno credo sempre che scopro nuovi punti di vista, nuovi aspetti.

Night. Sleeping Beauties. ink on hand made paper, 155x300cm, 2011

Notte. Belle Addormentate. Inchiostro su carta a mano, 155x300cm, 2011

OM: Su cosa sta lavorando adesso e quando vedremo un nuovo corpo di lavoro? Le sue nuove opere saranno il continuo di quelle precedenti? 

SG: Due anni fa ho visitato la Tanzania con il mio amico Burak Acar. Abbiamo fatto un safari nel Serengeti e fatto video e fotografie per un'intera settimana. L'Africa mi ha aperto nuove porte di ispirazione. Lavoro in Africa da moltissimo tempo. A novembre 2020 inaugurerò la mia nuova mostra personale al Museo Moderno di Istanbul. Nella mostra saranno esposti i miei dipinti e le mie sculture ispirati all'Africa. Accanto a questi, allestiremo varie installazioni con video che mostrano i filmati che abbiamo girato mentre eravamo nel Serengeti. Al momento sto dirigendo una squadra e stiamo lavorando per preparare tutto. Sono davvero entusiasta di questo.

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