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“Potremmo mostrare la nostra rivoluzione a un festival del design”: artista bielorusso riflette sulle immagini della protesta

Simboli del movimento di protesta della Bielorussia. Sulla destra, un cuore rosso su sfondo bianco riflette i colori della storica bandiera della Bielorussia sventolata dagli oppositori di Lukashenka. Sulla sinistra, un pugno che tiene un pennello simboleggia il ruolo degli artisti nelle proteste. È tenuta da Uladzimir Hramovich, creatore del simbolo. Foto (c): Violetta Savchits, usata con autorizzazione.

Quando sono stati annunciati i risultati delle elezioni presidenziali del 9 agosto in Bielorussia, il paese è esploso in protesta. I manifestanti continuano a invadere le strade contro Alyaksandr Lukashenka, che governa questo paese dell'Europa orientale dal 1994 e ha tentato di assicurare una transizione graduale al sesto mandato consecutivo. Le cose non sono andate come aveva pianificato; le autorità hanno usato estrema violenza contro manifestanti pacifici, attirando l'attenzione e la condanna internazionali.

Uno degli tanti aspetti distintivi di questo movimento, oltre al ruolo di primo piano svolto dalle donne [it] è la ricchezza e la diversità dei suoi messaggi visivi. I manifestanti sventolano in gran parte l'ex bandiera nazionale della Bielorussia, utilizzata principalmente dall'indipendenza nel 1991 fino al 1994. Negli ultimi anni, è diventata un simbolo non ufficiale di resistenza al governo di Lukashenka, così come i colori bianco e rosso, che possono essere ampiamente visti sia sui cartelli dei manifestanti che sui loro post sui social media.

Ho parlato con la designer bielorussa Darya Sazanovich, che vive in Germania e lavora sotto il nome artistico di sheeborshee [en], per comprendere il linguaggio visivo del movimento di protesta bielorusso. Sazanovich, ha studiato e lavorato in Bielorussia, Lituania e Ucraina; nelle ultime settimane il suo lavoro ha guadagnato importanza internazionale [ru, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione]. L'artista ha condiviso le sue riflessioni con GlobalVoices dopo un recente viaggio nella capitale bielorussa Minsk. L'intervista è stata modificata per brevità e stile.

Filip Noubel (FN): Anche se vivi all'estero da anni, ritorni molto spesso nel tuo paese di origine. Eri a Minsk solo pochi giorni fa. Come descriveresti ciò che sta accadendo in Bielorussia?

Una mano sanguinante che rappresenta i colori storici della Bielorussia, bianco-rosso-bianco. Illustrazione (c): Darya Sazanovich, usata con autorizzazione.

Дарья Сазанович (ДС):  Как многие уже точно подметили ежедневное настроение беларуса это такая синусоида, где нижняя черта это отчаяние и бессилие от постоянного насилия и задержаний, а верхняя — слезы радости и гордости, когда видишь тысячи красивых и свободных людей вместе, когда не веришь что инициативы солидарности и помощи возникают за 5 минут в телеграм чатах и тут же решают проблемы. Днем это мирный спокойный протест, а вечером действительно страшно добираться домой. Все 2 недели я проходила с небольшим вещь-мешком, где были вещи, которые понадобились бы мне при задержании. Странная новая реальность. Меня конечно же очень радует то, как активны женщины всех возрастов. У протеста однозначно женское лицо, но это не только Тихановская. Происходит действительно много важных и сложных процессов. У власти через день меняется метод подавления протеста, но и люди тоже придумывают все новые способы сопротивления.  Любые точные прогнозы делать сложно и наверное невозможно. Но точно можно сказать, что Беларусь никогда не будет прежней и у этой власти нет шансов удержаться. Вопрос времени. 

Darya Sazanovich (DS): Come molti hanno già sottolineato, l'umore dell'opinione pubblica in Bielorussia è una sorta di ondata. Da un lato, ci sono lacrime di gioia e orgoglio causate dalle bellissime scene di migliaia di persone libere che marciano insieme, nessuno dei quali può credere a quanta solidarietà e sostegno si possano creare immediatamente con un post di Telegram di soli cinque minuti. D'altra parte, c'è la disperazione e la debolezza causate dalla violenza e dalle detenzioni costanti [dei manifestanti]. L'umore del pubblico oscilla tra i due. Durante il giorno ci sono proteste pacifiche e silenziose, ma è davvero spaventoso tornare a casa la sera. Durante le due settimane del mio soggiorno a Minsk, ho sempre camminato con una piccola borsa di cose essenziali di cui avrei avuto bisogno se fossi stata arrestata. È una strana nuova realtà. Sono particolarmente felice di vedere come sono diventate attive le donne di tutte le età. Questa protesta ha un volto femminile e non sto parlando solo del leader dell'opposizione Sviatlana Tsikhanouskaya. Sono in corso molti processi importanti e complessi. Il governo cambia ogni giorno il suo approccio per resistere alle proteste, così i manifestanti escogitano nuove forme di resistenza. È difficile e probabilmente impossibile fare previsioni dettagliate su ciò che potrebbe accadere. Ma possiamo dire con una certa sicurezza che la Bielorussia non sarà mai più la stessa e che questo governo non ha alcuna possibilità di rimanere al potere. È solo questione di tempo.

FN: Sin dal 9 agosto, abbiamo visto l'importanza di un linguaggio visivo e colori vividi crescere in modo significativo nelle proteste. Perché quell'elemento è così centrale?

ДС: Да даже до выборов! Художников очень сильно разозлила история с изъятием картины Ева Хаима Сутина и с тех пор никто не думает успокаиваться. Я тоже включилась примерно в тот момент, сперва делая какие-то инстраграм маски,  а потом подготавливала печатные макеты плакатов, для тех кто выходил на акции солидарности (в основном в Германии), в Беларуси с плакатом до недавнего времени вообще нельзя было появляться на улице без последствий.

А вообще радостно, что у нас есть бело-красно-белый флаг и не нужно ничего придумывать. Эстетически это очень сбалансированное сочетание и визуал всегда получается говорящий и не навязчивый. Что точно не выйдет с красно-зеленым сочетанием, что власть использует сейчас. Исторически флаг был создан как символ независимой Беларуси, а после так как флаг был смещен самим Лукашенко, то логично стал цветами оппозиции. Правда долго оппозиции с достаточно явной националистической повесткой. В 2020 это не так, бчб (бела-чырвона-белы) для всех, кто за перемены.

Как кто-то уже шутил, что беларусы страна копирайтеров и дизайнеров. Поэтому все красиво оформлено. Подадим потом нашу революцию на фестиваль дизайна (шутка).

DS: Era così anche prima delle elezioni! Gli artisti sono stati irritati dalla confisca del dipinto “Eva” di Chaim Sutin [it], e nessuno ha intenzione di attenuare la questione. In quel periodo ho anche aderito al movimento di protesta, prima creando maschere su Instagram e poi ho iniziato a realizzare stencil stampati di poster di design per coloro che partecipavano a manifestazioni di solidarietà (principalmente in Germania). In Bielorussia, fino a poco tempo fa, non potevi proprio presentarti in pubblico con in mano un poster senza gravi conseguenze.

In ogni caso, mi rende felice che abbiamo già questa bandiera bianco-rossa-bianca; non dobbiamo inventare [simboli più importanti]. Esteticamente è un connubio ben bilanciato e il risultato visivo ci parla senza essere troppo invadente. Ciò non si può dire della combinazione rosso-verde usata sulla bandiera ufficiale [basata sulla bandiera della Bielorussia sovietica e restaurata da Lukashenka nel 1995 – ndr]. Storicamente parlando, la bandiera bianco-rossa-bianca è stata creata come simbolo dell'indipendenza bielorussa e, dopo che Lukashenka l'ha eliminata, è diventata logicamente un simbolo dell'opposizione. Ad essere onesti, per molto tempo questa bandiera è stata il simbolo di un'opposizione con un'agenda nazionalista. Ma questo non è più vero; nel 2020 la bandiera bianco-rossa-bianca è sventolata da tutti coloro che vogliono il cambiamento.

Qualcuno una volta ha scherzato sul fatto che la Bielorussia è un paese di copywriter e designer, motivo per cui tutto è così ben progettato. Forse più tardi entreremo nella nostra rivoluzione in un festival del design (è solo uno scherzo, comunque!)

Le forze dell'ordine bielorusse conducono una perquisizione nella casa di un attivista. Illustrazione (c): Darya Sazanovich, usata con autorizzazione.

FN: Qual è la tua visione di queste immagini, come designer tu stessa? Stai anche sviluppando il tuo linguaggio visivo intorno alle proteste?

ДС: Я вообще хотела бы выразить уважение всем кто делал какие-то работы в эти дни. Потому что меня  “контузило” событиями и первые 2 недели ни о каком художественном высказывании я думать не могла. То есть получилось, что я участвовала до выборов и вот только сейчас включаюсь снова. Работы, за которые я кусала локти, что придумала не я. А вот здесь собраны все отличнейшие, даже не буду выбирать лучшую.  

Еще мне очень понравилась акция “ Моя камера” где люди (родственники и друзья задержанных) разместились на квадрате размером с камеру, чтобы показать как и сколько людей в одной камере содержали на Окрестино. Может это и не было придумано художниками, но я бы без сомнения отнесла к акционизму.

DS: Vorrei dire quanto rispetto tutti coloro che erano attivi nel lavoro di progettazione in quei giorni. Perché durante le prime due settimane sono rimasta completamente sbalordita dagli eventi e non potevo esprimere i miei sentimenti artisticamente. Quindi sono stata coinvolta prima delle elezioni del 9 agosto, e poi recentemente sono stata ricollegata al movimento. Ci sono diverse opere di altri che ammiro e invidio molto; ecco una raccolta delle migliori opere d'arte delle proteste. [Sono così bravi] Non posso indicarne uno specifico. Un progetto che mi è piaciuto molto si chiama “Моя камера”, o “La mia cella”, dove i parenti e gli amici dei manifestanti detenuti si sono riuniti in uno spazio delle dimensioni di una cella per mostrare quante persone erano detenute in una cella della prigione di Akrestina [ a Minsk]. Questo concetto potrebbe non essere nato dalla comunità artistica, ma si qualifica sicuramente come una forma di protesta artistica.

In Piazza della Vittoria, le persone che erano state detenute ad Akrestina hanno organizzato l'iniziativa “My Cell”; disegnano i contorni di una cella inizialmente progettata da sei persone a terra e 50 persone stanno al suo interno per mostrare ciò che hanno realmente vissuto.

Foto: Darya Buryakina

FN: Hai studiato a Vilnius e ora risiedi principalmente in Germania. Quanto è importante il sostegno dei paesi vicini? E perché così tanti giovani bielorussi lasciano il loro paese?

ДС: Верно, я училась в Вильнюсе, успела перед майданом в Киеве пожить, а сейчас базируюсь в Германии. Абсолютно уверена, что таким событиям нужна самая широкая международная огласка. Это очень поддерживает людей и пугает власть, под пристальным вниманием они не смогут жестить, как в первые дни после выборов (ну, мне хочется верить). Я сразу на этом и сконцентрировалась, дергая все личные контакты журналистов, помогая им искать/проверять информацию и героев для материалов. К сожалению, Беларусь никогда не была в фокусе международной прессы и когда все спохватились, журналистов перестали пускать в страну. Не говоря про то, что местных контактов у западных медиа тоже было мало. 

Внимания хочется от всех кроме России. Имея в виду их жуткие провластные каналы. Которые, к слову, уже в Беларуси и вещают от имени наших государственных каналов. Но люди, в том числе и художники, медиа, как например медуза, очень поддерживают и спасибо им.

Беларусская диаспора тоже показала себя этим летом, каждую неделю планируя новую акцию солидарности. До армян далеко конечно, но мы и не знали сколько нас много по миру. Поэтому меня особо трогают плакаты на многотысячных митингах в Минске: “я узнал что у меня есть огромная семья” и “мы не знали друг друга до этого лета”. Сейчас многие озвучивают мысль, что беларусы как нация окончательно сформировались именно в 2020.

Много молодых и умных беларусов уезжает именно по политическим причинам, включая меня.  С примерно одинаковыми словами “любим страну, но ненавидим государство.” Все в Беларуси хорошо, но если физически не переносишь подавление свободы и дисциплину, то жить там сложно. Поэтому я предвкушаю волну беларусов, которые сразу захотят вернуться, когда уйдет Лукашенко.

DS: È vero, ho studiato a Vilnius e avevo lavorato a Kiev prima dell'Euromaidan [movimento di protesta in Ucraina che ha portato a un trasferimento di potere nel 2014], e ora vivo in Germania. Sono assolutamente convinta che tali eventi necessitino di un'ampia copertura mediatica internazionale. Questo sostiene la gente e innervosisce il governo perché, se è osservato da vicino, non oserà essere violento come lo era nei primissimi giorni dopo il 9 agosto (almeno è quello che vorrei credere). Mi sono subito concentrata su quel compito, ho contattato tutti i miei agganci giornalistici, aiutandoli a trovare e verificare informazioni e persone per i loro articoli. Purtroppo, la Bielorussia non è mai stata al centro dell'attenzione dei media, quindi quando tutti si sono uniti alle proteste, le autorità hanno vietato l'ingresso ai giornalisti stranieri. Inoltre, i media occidentali non hanno mai avuto molti contatti con i bielorussi. Abbiamo bisogno di attenzione da ogni parte, ad eccezione della Russia, considerando i loro raccapriccianti canali televisivi controllati dallo stato che trasmettono in Bielorussia con la benedizione dei nostri canali statali. Tuttavia, alcuni artisti russi e piattaforme multimediali come Meduza [en] sono stati di supporto al popolo bielorusso e ne siamo grati.

Anche la diaspora bielorussa ha mostrato la sua forza quest'estate e ha pianificato nuove iniziative di solidarietà ogni settimana. Certo, non siamo proprio al livello della diaspora armena, ovviamente, ma non ci eravamo nemmeno resi conto di quanti di noi siano all'estero. Questo è il motivo per cui sono rimasta estremamente commossa da alcuni manifesti visti in grandi manifestazioni a Minsk che recitavano “Ho scoperto di avere una grande famiglia”, o “Non ci conoscevamo prima di questa estate”. Molte persone ora dicono che il 2020 è stato l'anno in cui i bielorussi hanno raggiunto una nuova coscienza civica nazionale.

Molti bielorussi giovani e talentuosi lasciano il loro paese per motivi politici, come nel mio caso. Usiamo più o meno le stesse parole: “amiamo il nostro paese, odiamo il nostro governo”. Le cose vanno bene in Bielorussia, ma se non riesci a sopportare come la libertà venga schiacciata e la disciplina imposta, è molto difficile vivere lì. Questo è il motivo per cui prevedo un'ondata di bielorussi che vorranno immediatamente tornare a casa una volta che Lukashenka se ne sarà andato.

Scopri di più sui tumulti in Bielorussia qui [it]

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