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La campagna di diffamazione che minaccia la società civile serba e i media indipendenti

Il team del CRTA (Centro per la ricerca, la trasparenza e la responsabilità), un'organizzazione della società civile indipendente e imparziale impegnata nello sviluppo della cultura democratica e dell'attivismo civico in Serbia. Foto: CRTA, utilizzata con autorizzazione.

Questa storia è stata originariamente pubblicata [en] da Meta.mk. Una versione modificata è pubblicata di nuovo qui ai sensi di un accordo per la condivisone di contenuti tra Global Voices e Metamorphosis Foundation. CRTA è un partner di contenuti di Global Voices .

Durante le scorse settimane, i politici serbi e i media filo-governativi hanno condotto una campagna di diffamazione contro le principali organizzazioni della società civile (OSC) e i media indipendenti in Serbia.

Il Centro per la ricerca, la trasparenza e la responsabilità, CRTA [en], che gestisce l'iniziativa di controllo Open Parliament [sr, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione], è stato il target di questa campagna di diffamazione di alto profilo insieme al media di verifica Istinomer, e il media di giornalismo investigativo KRIK che gestisce il sito contro la disinformazione Raskrikavanje.

Agli inizi di Marzo, due membri del Parlamento del Partito progressista serbo (SNS), Aleksandar Martinović e Vladimir Orlić, hanno attaccato verbalmente il CRTA e lo hanno accusato di un presunto coinvolgimento in un tentativo di colpo di stato e nell'assassinio del Presidente. Queste accuse vennero dopo che l'organizzazione aveva sporto denuncia al consiglio parlamentare competente contro Orlić, a causa della violazione del codice di condotta per i parlamentari, promuovendo la discriminazione, l'ostilità e la violenza contro le redazioni di alcuni media.

Il 13 marzo, in risposta alle accuse, il CRTA ha presentato una richiesta all'ufficio del Pubblico Ministero per iniziare le investigazioni sulle dichiarazioni. Il Pubblico Ministero sta ancora rispondendo a questa richiesta e sta avviando un processo in cui i membri del Parlamento avrebbero testimoniato pubblicamente (come testimoni) e avrebbero spiegato le accuse contro l'organizzazione, quanto complice in un complotto contro lo stato. 

Queste accuse gravi contro il CRTA e il KRIK  sono solo una forma all'interno del trend degli attacchi istituzionali contro la società civile e i media indipendenti, che sollevano questioni di interesse pubblico della trasparenza dei funzionari dello Stato e delle istituzioni tramite la difesa basata sull'evidenza e la professionalità giornalistica.

Mentre i tabloid filo-governativi e i politici continuano ad aumentare la tensione nella società serba, molti osservatori temono che la caccia alle streghe avviata al Parlamento possa diffondersi sulle strade e mettere in pericolo la sicurezza dei giornalisti, degli attivisti della società civile e tutti gli altri critici etichettati come “i nemici delle persone” o “i nemici dello Stato”.

Dato che i membri del Parlamento godono l'immunità dalla responsabilità penale e civile per le affermazioni che presentano alla camera del Parlamento, un'investigazione delle loro accuse sul presunto complotto è l'unico modo che si potrebbe fare per testimoniare pubblicamente e dimostrare le loro affermazioni.

Il CRTA  ha constatato che se Orlić e Martinović avessero qualche prova incriminante sui presunti efferati crimini, devono collaborare immediatamente con il Pubblico Ministero. Altrimenti sarebbe chiaro che possono usare l'immunità parlamentare per continuare a diffondere l'incitamento all'odio, così come l'irresponsabilità e senza la minima prova di istigare il linciaggio degli individui e organizzazioni. (Penso che questo ha bisogno di essere manifestato da qualcun altro, attraverso un tweet o articolo ecc. Stiamo facendo supposizioni che potrebbero essere molto allineari, ma suona come un'opinione.)

In pratica, gli attacchi sono continuati con un'intensità maggiore, come riportato dalla testata investigativa Insajder. Alla sessione parlamentare del 17 marzo, il membro del Parlamento Martinović ha rilasciato nuovamente una serie di accuse contro i media indipendenti e le OSC affermando che sono “organizzazioni criminali che non pagano le tasse in Serbai e che gestiscono progetti poco trasparenti” a nome di governi esteri. Quella volta, il membro del Parlamento ha anche rilasciato una serie di accuse contro il direttore del programma CRTA Raša Nedeljkov e la direttrice Vukosava Crnjanski, comprese le dichiarazioni nel sapere dove vive, com'è il suo appartamento e quale auto guida.

Senza fornire prove, il membro del Parlamento Martinović ha anche affermato che il CRTA e il redattore di KRIK Stevan Dojčinović sono coinvolti nel riciclaggio del denaro di milioni di dollari. La diffamazione è seguita da minacce di morte [en] sui social media.

Il CRTA ha reagito alle minacce che prevedono anche l'incitamento alla violenza dai sostenitori del partito al governo o altre persone che sono istigate a fare giustizia di strada ai cittadini considerati dei traditori dello Stato e profittatori criminali.

Il calcolo dei metri quadrati dell'appartamento della nostra direttrice Vuka Crnjanski da Aleksandar Martinović del SNS oggi al Parlamento si impallidisce rispetto al messaggio intimidatorio – ‘Sappiamo dove vivi.’

L'organizzazione internazionale per la difesa dei diritti civili ha chiesto [en] ai membri del partito al governo della Serbia di evitare a minacciare le organizzazioni della società civile e ha esortato il Pubblico Ministero a investigare sulle ultime minacce contro il CRRTA all'Assemblea Nazionale.

La campagna di diffamazione ha anche attirato l'attenzione del Parlamento europeo. Ha approvato un emendamento alla risoluzione del Parlamento europeo emesso il 25 marzo 2021, sulle relazioni della Commissione 2019-2020 sulla Serbia (2019/2175(INI) [en]), condannando gli attacchi dei membri del Parlamento e i media tabloid contro il KRIK, l'iniziativa Open Parliament e il CRTA. Questa condanna diventa una parte integrante della risoluzione ufficiale del Parlamento europeo sulla Serbia [en], che…

39. Stresses that abusive language, intimidation and slandering campaigns against political opponents and representatives of the media carried out by MPs in the plenary of the National Assembly represent a breach of democratic practice and fundamental democratic values that should be strongly condemned and sanctioned in line with the rules of procedure; is appalled by the recent orchestrated attacks carried out by several MPs and pro-government tabloids against investigative journalists and members of civil society, including those from the independent media network KRIK and NGOs such as CRTA and the Open Parliament, portraying them as associates of organised criminal groups and as coup plotters, which is in gross violation of their own recently adopted Code of Conduct for MPs;

39. Sottolinea che il linguaggio offensivo, l'intimidazione e le campagne di diffamazione contro gli oppositori politici e i rappresentanti dei media eseguiti dai membri del Parlamento nella sessione plenaria dell'Assemblea Nazionale rappresentano una violazione della prassi democratica e dei valori democratici fondamentali, che dovrebbero essere condannati fortemente e sanzionati in linea con il regolamento interno; è costernato da attacchi organizzati di recente condotti dai membri del Parlamento e tabloid filo-governativi contro i giornalisti investigativi e membri della società civile, compresi quelli dai media indipendenti KRIK e le ONG come il CRTA e l'Open Parliament, ritraendoli come associati di gruppi criminali organizzati e come golpisti, che sta violando gravemente il codice di condotta adottato recentemente per i membri del Parlamento;

I rappresentanti della comunità internazionale [en] in Serbia hanno denunciato anche la campagna di diffamazione in una serie di incontri con i rappresentanti della società civile.

Ho parlato con la direttrice @vukac [sr] del @CRTArs [sr] per esprimere solidarietà e sostegno dopo gli ultimi attacchi. La società civile gioca un ruolo importante per informare e rendersi responsabili. Si ha bisogno di più rispetto.

Il funzionario pubblico più alto in Serbia ha commentato sulla risoluzione del Parlamento europeo, contestando la sua veridicità. Il Presidente Aleksandar Vučić ha detto che parlerà ai suoi sostenitori del partito di smettere di minacciare e di rivelare pubblicamente gli indirizzi dello staff del CRTA e del KRIK, ma che rimane della sua opinione negativa sul loro lavoro. Il Primo Ministro Ana Brnabić ha affermato che le dichiarazioni dal Parlamento europeo sono completamente false.

All'inaugurazione della conferenza “I cittadini hanno il potere” l'8 aprile, la direttrice del CRTA Vukosava Crnjanski ha risposto a una domanda dal moderatore, se si sono aspettati attacchi di tale brutalità da parte delle truppe che hanno eseguito la ‘conquista dello stato’, ha riportato, Serbin daily Danas.

Vukosava Crnjanski

Vukosava Crnjanski, Direttrice del CRTA. Foto: Dalibor Danilovic.

“La reazione del Parlamento europeo e della comunità internazionale ha dimostrato che ci sono limiti che non permetterebbero di essere superati [dal regime], anche se noi, attivisti, non possiamo permetterci di affidarci soltanto al loro sostegno. La questione qui è il diritto all'attivismo e il diritto dei cittadini e degli attivisti di combattere la corruzione,” ha constatato Crnjanski .

Ha affermato che il pericolo del CRTA è meno importante delle minacce contro gli informatori come Aleksandar Obradović [en] e Marija Lukić [it], così come contro le organizzazioni di attivisti locali come Red Badges da Smederevo e Defend Tesla da Pančevo.

“È importante dimostrare che non abbiamo paura e che sosteniamo i cittadini,” ha concluso Crnjanski.

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