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Cosa rivelano le mascotte olimpiche e paralimpiche di Giappone 2020 sull'atteggiamento verso la disabilità?

Tokyo 2020 Olympic and Paralympic Mascots

Le mascotte delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Tokyo 2020, “Mascotte olimpica” (S) e “Mascotte paralimpica” (D).   Immagine dal canale YouTube ufficiale di Tokyo 2020 [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione].

Il Giappone ama le mascotte. La più famosa è forse Kumamon (くまモン), l'orso mascotte della prefettura di Kumamoto, diventato ancora più popolare dopo la serie di terremoti che hanno colpito la prefettura nell'aprile 2016. Mascotte come queste sono utili, se non fondamentali, quando si crea un marchio, e sono essenziali per ‘Cool Japan‘ [ja], il progetto di divulgare la cultura giapponese a un pubblico internazionale. Le mascotte, naturalmente, possono anche essere molto carine e divertenti. La mia preferita è Domo-kun, la mascotte dell'emittente pubblica giapponese NHK.

Alla fine di febbraio 2018, il Giappone ha svelato le sue mascotte per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020. Queste mascotte non hanno nomi accattivanti – sono conosciute semplicemente come “Mascotte Olimpica” e “Mascotte Paralimpica” – ma somigliano a eroi di anime o manga e hanno superpoteri e profili personaggio.

Ecco le simpatiche mascotte ufficiali dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020!

Ecco come la mascotte olimpica è descritta in inglese sul sito ufficiale delle Olimpiadi di Tokyo 2020:

The Olympic Mascot is a character that embodies both old tradition and new innovation. While cherishing tradition, it is always up to date with the latest news and information. The Mascot has a strong sense of justice and is very athletic. The Mascot also has a special power allowing it to move anywhere instantaneously. The Olympic Mascot was born from a traditional chequered pattern and a futuristic vision of the world.”

La Mascotte olimpica è un personaggio che incarna insieme la tradizione e l'innovazione. Pur avendo a cuore la tradizione, è sempre al passo con le ultime notizie e informazioni. La mascotte ha un forte senso della giustizia ed è molto atletica. La mascotte ha anche un potere speciale che le permette di spostarsi ovunque istantaneamente. La mascotte olimpica è nata da un tradizionale motivo a scacchiera e da una visione futuristica del mondo”.

La mascotte olimpica, con la sua capacità di spostarsi “ovunque istantaneamente”, sembra davvero forte. È un superpotere che anch'io vorrei, e incarnando sia il tradizionale che il nuovo, questa mascotte rappresenta il meglio del Giappone, una nazione che apprezza il passato ma guarda anche al nuovo e abbraccia il futuro.

Tuttavia, come persona disabile, ero più curioso della mascotte per le Paralimpiadi di Tokyo 2020, che è descritta come segue:

The Paralympic Mascot is a cool character with cherry tactile sense [i.e., shaped like a cherry blossom] and a supernatural power. The Mascot is usually calm; however, it gets very powerful when needed. It has a dignified inner strength and a kind heart that loves nature. It can talk with stones and the wind. It can also move things just by looking at them. The Paralympic Mascot was born from a traditional chequered pattern and cherry blossom flowers.

La mascotte paralimpica è un personaggio forte con il senso tattile della ciliegia [cioè, a forma di fiore di ciliegio] e un potere soprannaturale. La mascotte è generalmente calma; tuttavia, diventa molto potente quando è necessario. Ha una forza interiore dignitosa e un cuore gentile che ama la natura. Può parlare con le pietre e con il vento. Può anche muovere le cose solo con lo sguardo. La mascotte paralimpica è nata da un motivo tradizionale a scacchi e fiori di ciliegio in fiore.

Come persona disabile, sono molto favorevole all'idea di avere poteri soprannaturali, e sarei felice di avere il potere sul vento – immaginate tutti i tifoni che potrei prevenire – e sono sicuramente impaziente di sentire quali storie hanno da raccontarmi le pietre . Anche l'amore per la natura è un tratto tipicamente giapponese, il che è ulteriormente evidenziato dal “senso tattile del ciliegio” della mascotte paralimpica, poiché non c'è niente di più giapponese del sakura, il fiore di ciliegio.

Tokyo 2020 Paralympic Mascot

Mascotte paralimpica di Tokyo 2020. Immagine dal canale YouTube ufficiale di Tokyo 2020.

Quindi, mi piace molto la mascotte paralimpica.

Ad un'attenta lettura del suo profilo personaggio, tuttavia, si noterà che a differenza della sua controparte olimpica, la mascotte paralimpica non è esplicitamente descritta come “atletica”. Come persona disabile mi chiedo perché sia così, in quanto potrebbe suggerire che i paralimpici non sono “atletici”. Lo stesso lettore attento potrebbe anche notare che, anche se le mascotte dovrebbero essere senza genere – da qui i nomi generici – la mascotte olimpica è blu, un colore spesso associato ai ragazzi, e quella paralimpica è rosa, un colore che è associato alle ragazze in Giappone e altrove nel mondo. La mascotte paralimpica ha anche tratti stereotipicamente “femminili” come ‘un cuore gentile’.

Queste qualità non sono passate inosservate da Dennis Frost, un professore associato al Kalamazoo College in Michigan che fa ricerca sulle Paralimpiadi in Giappone.

“C'è… sembra esserci un'implicita imposizione di genere qui”, mi ha detto Frost in un messaggio privato su Facebook. “Sono davvero colpito dal modo in cui sono descritte. Ho anche controllato le descrizioni in giapponese, solo per assicurarmi che non fosse un problema di traduzioni strane. Semmai, le distinzioni sono ancora più nette in giapponese, con la mascotte olimpica caratterizzata come forte e attiva, mentre quella paralimpica caratterizzata quasi interamente come passiva e morbida.”

Naturalmente è possibile vedere più del dovuto in queste cose, e a nessuno piacciono i pessimisti. Se le versioni fisiche delle mascotte saranno in vendita come souvenir, comprerò sicuramente un orsacchiotto della Mascotte paralimpica da affiancare al mio Domo-kun. Ma per concludere, ho pensato di condividere le parole di Grace Ohashi, un'ex atleta di Judo che ora vive con la sclerosi multipla ed è una frequente collaboratrice dello show sulla disabilità della NHK TV “Barrier Free Variety“.

“Quando ho letto la spiegazione sul giornale ho pensato che è un'immagine antiquata delle persone con disabilità”, ha detto Ohashi. “Tuttavia, non sono sicura di quante persone abbiano letto la spiegazione”.

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