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I social media sono diventati uno strumento salvavita per i nigeriani. Ora, devono lottare per poterli utilizzare

Dei ragazzi che si scattano un selfie. Immagine di Iwaria, Febbraio 2021, libero uso.

Le proteste #EndSARS dell'anno scorso contro la violenza della polizia, la messa al bando di Twitter di quest'anno e le proteste #June12 in tutto il paese che segnano la battaglia storica per sostenere la democrazia resistendo alla dittatura militare, sono la prova della valorizzazione dei social media nel panorama democratico della Nigeria. Per molti nigeriani, i social media sono diventati lo strumento preferito per denunciare gli eccessi dei ricchi oligarchi e degli uomini d'affari, per promuovere e mobilitare le proteste e per chiedere conto al governo delle loro scelte.

Questo potere dei social media ha scosso il governo nigeriano. Ecco spiegato perché questo spazio libero è attualmente sotto assalto, con la libertà di espressione e di diffusione delle informazioni come sua ultima vittima.

#EndSARS, la protesta per porre fine alla violenza della polizia in Nigeria

La storia delle proteste nigeriane #EndSARS, che finalmente ha raggiunto il suo apice l'anno scorso, è stata ripetuta più e più volte – da attivisti, giornalisti, scrittori, registi e opinionisti. Ma vale ancora la pena ripeterla perché è alla radice dell'attuale assalto alla libertà di espressione in Nigeria.   

Le agitazioni per lo scioglimento immediato della Special Anti-Robbery Squad (SARS) – l'unità della polizia nigeriana creata nel 1992 e nota per gli arresti illegali, le detenzioni, le uccisioni extragiudiziali, le molestie sessuali sulle donne e la brutalizzazione dei giovani nigeriani – sono iniziate nel 2017 [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] come campagna su Twitter. Anno dopo anno, queste agitazioni sono sempre state accolte con le stesse promesse di riformare o di riorganizzare il gruppo. Ma non è successo nulla.

Nell'ottobre 2020, i nigeriani ne avevano abbastanza.

Un tweet su un giovane presumibilmente ucciso dall'unità speciale della polizia, che ora ha raccolto oltre diecimila retweet da quando è stato pubblicato il 3 ottobre, è stata la prima cosa che ha catturato l'attenzione della gente.

La SARS ha appena sparato a un ragazzo, morto a Ughelli, nello stato del Delta, mentre parliamo. Davanti agli hotel Wetland. Lo hanno abbandonato morto sul ciglio della strada e se ne sono andati con la jeep Lexus del defunto.

Ho dei video..

Il suddetto video, della durata di un minuto e 15 secondi, fu pubblicato circa quattro ore dopo, e da un diverso account di Twitter.

Nel video, appena stabile, gli uomini corrono verso quello che si è rivelato essere un uomo morto vestito con un pullover giallo. L'uomo era stato presumibilmente ucciso da agenti della SARS.

Questo scatenò i nigeriani che utilizzarono immediatamente i social media per esprimere la loro collera, facendo rivivere l'hashtag di tre anni fa – #EndSARS. Questa volta, volevano che l'unità di polizia fosse completamente sciolta.

Gli hashtag – #EndSARS #EndPoliceBrutality – cominciarono ad entrare in tendenza su Twitter. Le infografiche si diffusero rapidamente su Instagram. I creatori di contenuti si misero al lavoro, i giornalisti iniziarono a scrivere e gli attivisti cominciarono a galvanizzare la gente in tutto il paese.

Il modello di #EndSARS, a differenza delle precedenti proteste contro il governo, non era incentrato su un singolo individuo, gruppo o organizzazione. Chiunque, da qualsiasi parte del paese, poteva scegliere un luogo e un orario e condividerlo online, e nel giro di pochi minuti, la gente di quel luogo si sarebbe riunita in piccoli gruppi per preparare la protesta. 

“Vi siete messi con la generazione sbagliata”, hanno scritto molti giovani nigeriani su Twitter. Ed erano pronti a dimostrarlo.

In pochi giorni, i nigeriani sia in Nigeria che nella diaspora erano tutti in strada con una sola voce e facendo campagna per una causa – la fine della SARS.

LEGGI ANCHE: Copertura speciale di Global Voices – #EndSARS: A youth movement to end police brutali in Nigeria

In questo periodo, i nigeriani hanno creato una squadra formidabile su Twitter – una raccolta fondi decentralizzata, una squadra di professionisti legali volontari, cuochi volontari, funzionari della sicurezza privata, funzionari medici privati, enetizen la cui responsabilità era di twittare costantemente con l'hashtag. 

La gente ha segnalato colleghi arrestati su Twitter e ha trovato soluzioni, la gente ha segnalato casi di violenza della polizia e ha ottenuto supporto medico, la gente ha postato avvisi su dove operavano i funzionari della SARS e ha salvato centinaia di altri nigeriani dal prendere quella strada, la gente ha raccolto prove (contro il governo e la polizia) in casi di uccisioni extragiudiziali. 

Le proteste si sono spente circa una settimana dopo il loro inizio, ma non senza lasciare ai giovani nigeriani lezioni molto importanti. I nigeriani avevano finalmente riconosciuto, in quel momento, che Twitter non era solo una piattaforma di social media. È dove possono galvanizzarsi per agire contro il governo, ritenere il loro governo responsabile e costruire processi per aggirare le inefficienze del loro governo. Anche il governo nigeriano stava prendendo appunti.

Il divieto di Twitter 

Il 4 giugno, il governo nigeriano ha vietato Twitter. Questa, tuttavia, non rimase un'azione isolata.

Il governo nigeriano stava seguendo i precedenti stabiliti dai governi del continente – Egitto, Uganda, Ghana, Etiopia – e altri nel mondo – Iran, Corea del Nord e Cina. Questi governi avevano precedentemente chiuso o strozzato internet e oscurato i social media, reprimendo tutte le forme di comunicazione tra i cittadini.

In un colpo di scena quasi inaspettato per il governo, ore dopo l'annuncio del divieto, i nigeriani trovarono una soluzione. Il giorno dopo il divieto, il 5 giugno, Google Trends registrò un picco di oltre il 500% nelle ricerche relative alle VPN in Nigeria. 

Le proteste #June12

Il 12 giugno ha un v alore simbolicomolto forte e di vasta portata per i nigeriani.

Il 12 giugno 1993, la Nigeria ha tenuto le prime elezioni presidenziali democratiche dal colpo di stato militare del 1983. I nigeriani sono usciti in massa, sfidando il maltempo, le appartenenze religiose, di classe ed etniche per un'elezione che è stata descritta come la più libera e giusta elezione del paese. Chief Moshood Kashimawo Olawale (MKO) Abiola, un uomo d'affari nigeriano e candidato dell'ormai estinto Partito Social Democratico, aveva presumibilmente vinto le elezioni.

Ma la gioia del 12 giugno fu di breve durata. Il governo militare guidato dal generale Ibrahim Babangida annullò i risultati delle elezioni, citando irregolarità elettorali. Questo portò ad una crisi politica. L'11 giugno 1994, Abiola si annunciò come legittimo presidente della Nigeria. Abiola fu detenuto per quattro anni in isolamento e nel 1998 morì in circostanze sconosciute.

Nel 2018, il governo, nel tentativo di cooptare il simbolismo del 12 giugno, spostò le celebrazioni del Giorno della Democrazia dalla sua data iniziale – il 29 maggio – al 12 giugno. Prima del 2018, il 12 giugno veniva celebrato solo a Lagos, la capitale economica, e in alcuni stati del sud-ovest della Nigeria.

Con l'avvicinarsi del Giorno della Democrazia del 2021, sono aumentate le agitazioni per una protesta #June12. La repressione su Twitter ha fatto precipitare un traumatico déjà vu per i nigeriani abbastanza “vecchi” da ricordare gli eventi che circondano l'incarcerazione e la morte di Abiola.

Così, il 12 giugno, nonostante tutte le conseguenze e le avvertenze degli operatori della sicurezza in tutto il paese, i giovani nigeriani sono usciti – di nuovo – per protestare. Questa volta, a differenza delle proteste #EndSARS, Twitter era stato bandito. Ma la gente ha sfidato il divieto usando delle VPN per twittare. 

L'effetto a catena dell'uso delle VPN è stato una valanga di tweet a sostegno delle proteste #June12 in diversi paesi del mondo con poco o nessun contributo da parte delle celebrità in quei paesi. Con le VPN, i nigeriani sono stati in grado di ottenere i loro tweet sulle tendenze globali in molti paesi del mondo – Stati Uniti, Regno Unito, Paesi Bassi, Ucraina, Svizzera, Austria e Belgio – raccogliendo l'attenzione globale alla loro causa dai luoghi della protesta (o dalla comodità delle loro case). 

I nigeriani non si arrendono senza lottare

I manifestanti di #EndSARS tengono i loro cartelli davanti alla Lagos State House, 11 ottobre 2020. Immagine di TobiJamesCandids tramite Wikimedia Commons Il governo nigeriano aveva, ancora una volta, sottovalutato la resilienza della sua popolazione giovanile in piena espansione, circa 13.9 milioni dei quali sono disoccupati. Quella che sembrava essere una mossa strategica da parte del governo per mettere a tacere le voci di milioni di nigeriani è diventata un'altra opportunità per i nigeriani di mobilitarsi.  Di fronte a un esercito nigeriano sfidante, di fronte a un'intensa resistenza, di fronte alla possibilità di essere uccisi, molti nigeriani hanno colto l'occasione per – ancora una volta – chiedere giustizia al governo. 

Per il nigeriano medio, i social media si sono trasformati dall'essere “solo Twitter” o “solo Instagram” – applicazioni di condivisione di foto e piattaforme di microblogging. Per loro sono diventati un modo di creare le proprie piattaforme senza il rischio di censura, per galvanizzarsi in massa allo scopo di garantire i loro diritti, e per esporre i mali del loro governo. Non è ‘solo Twitter'; è l'unica piattaforma che i nigeriani possono garantire che le loro voci non siano messe a tacere e che possano chiedere conto a un governo oppressivo. Non è ‘solo Instagram'; è l'unico modo per preservare le prove di una sparatoria di massa da parte dell'esercito nigeriano.

Twitter è l'unico bastione sopravvissuto per il discorso politico in Nigeria. È uno spazio per giovani esperti di tecnologia, audaci e senza confini che chiedono costantemente un buon governo. È un canale indipendente per l'informazione pubblica, lo scambio di notizie e idee, al di fuori della regolamentazione del governo.

Il governo nigeriano lo sa.  

I nigeriani non si sono fatti togliere l'unica cosa che finalmente ha dato loro una voce, una piattaforma e un'opportunità per ritenere il loro governo responsabile, senza combattere. 

Questo articolo fa parte di una serie di post che esaminano il passato e il presente delle advocacy online per la trasparenza, la responsabilità e il buon governo dei giovani nigeriani. Questo progetto di scrittura faceva parte del corso di Comunicazione Digitale per gli studenti del secondo anno di Comunicazione di Massa, Scuola di Media e Comunicazione (SMC), Pan Atlantic University, Lagos, Nigeria. Questo progetto rientra nell'ambito del reportage sui diritti digitali e della formazione delle redazioni di Global Voices per gli studenti di comunicazione di tutto il mondo.

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