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La Cina cancella i canali LGBTQ su WeChat senza alcuna spiegazione

Uno screenshot di alcuni post caricati dal consolato americano in Cina è la prova che la comunità LGBTQ cinese è stata infiltrata da forze straniere.

Il seguente articolo è la versione tradotta di un rapporto cinese scritto da Rex Yung e pubblicato [zh] sul Citizen News di Hong Kong il 7 luglio 2021. È pubblicato su Global Voices nell'ambito di un accordo di partenariato sul contenuto.

Almeno 14 canali pubblici LGBTQ su WeChat, la piattaforma social cinese più utilizzata, sono stati bloccati il 6 luglio 2021. I contenuti al loro interno sono spariti senza lasciare traccia.

La maggior parte dei canali erano gestiti da gruppi universitari LGBTQ inclusi Purple alla Tsinghua University, Colorsworld alla Peking University, la Gender Equality Research Association alla Wuhan University e la Zhihe Society alla Fudan University.

L'8 luglio, il portavoce degli Affari Esteri Wang Wenbin ha affermato che la rimozione dei canali LGBTQ su WeChat era in conformità con la legge cinese [en, come i link seguenti, salco diversa indicazione]:

Un portavoce del Ministero degli Affari Esteri cinese ha asserito che l'eliminazione dei profili LGBTQ su WeChat dimostra la “gestione di Internet in conformità con la legge” e non dovrebbe essere “un problema”. Non sono state fornite motivazioni precise circa l'eliminazione di tali profili.

Gli inviati di Citizen News si sono messi in comunicazione con parecchi amministratori di gruppi attraverso vari canali, ma tutti loro hanno rifiutato di commentare l'accaduto.

Un attivista LGBTQ ha commentato in maniera anonima che l'incidente avrebbe colpito duramente la comunità giacché non hanno molte opportunità per conoscere altra gente LGBTQ di persona, e adesso anche i canali virtuali sono stati bloccati.

Ha rivelato che molti gruppi di minoranze sessuali sono stati sotto pressione a giugno, a causa del Mese del Pride LGBTQ e del 100esimo anniversario del Partito Comunista Cinese. La comunità era stata vittima di svariati attacchi verbali sui social media durante i mesi passati, ma sono rimasti sbalorditi da come i loro profili siano stati cancellati in questa maniera.

Secondo un rapporto di Reuters, le autorità cinesi avrebbero investigato la lealtà dei gruppi universitari LGBTQ da maggio 2021:

Dalla fine di maggio, la Lega della Gioventù Comunista Cinese si è incontrata con gli studenti LGBTQ di varie università del paese interrogandoli sulla loro lealtà e sulle loro fonti di finanziamento oltreoceano. Poi hanno cancellato i loro profili.

Molti dei gruppi LGBTQ bloccati su WeChat si sono stati creati anni fa. Ad esempio, la Gay and Lesbian Campus Association of China con sede a Canton è stata fondata nel 2006. Nel 2014 hanno pubblicato un rapporto intitolato “Rapporto sulla Falsa Rappresentazione e Stigmatizzazione dell'Omosessualità dei Libri di Testo degli Istituti Superiori Cinesi”, criticando così i libri di testo che rafforzavano gli stigmi sull'omosessualità. Uno dei membri dell'associazione avrebbe addirittura denunciato il Ministro dell'Istruzione per discriminazione.

Fondata nel 2005, la Zhihe Society della Fudan University è la prima organizzazione studentesca a preoccuparsi dell'uguaglianza di genere in China. Fin dalla sua creazione, la società ha organizzato annualmente uno spettacolo nel campus chiamato “I Monologhi dalla Vagina” [it] fino al 2018, quando le autorità universitarie sono intervenute per vietarne l'esibizione.

All'inizio di quest'anno la Società è stata punita con tre mesi di sospensione per aver violato più volte le regole della Fudan University Student Association. Una delle trasgressioni citate dal dirigente universitario è stata l'annuncio di una conferenza online sul femminismo organizzata dall'Università del Michigan negli Stati Uniti. L'atto è stato segnalato come una “seria violazione” dal momento che ha mobilizzato gli studenti a partecipare ad attività organizzate da forze straniere al di fuori dell'università.

Durante gli ultimi anni, grazie alla lotta ideologica contro la cultura occidentale, si crede che i movimenti femminista e queer in Cina cospirino con delle forze straniere.

In merito all'eliminazione dei profili LGBTQ su WeChat, le reazioni sono del tutto opposte sui social media cinesi. Coloro che supportano le pari opportunità per la comunità LGBTQ sono indignati per quanto accaduto. Alcuni credono che ciò abbia qualcosa a che fare con la politica del terzo figlio. Un commento su Weibo diceva [zh]:

真全世界保守势力崛起,先炸女权社区又炸lgbt,反正都滚回床上生三孩去

Una valanga di forze conservatrici. Prima prendono di mira il femminismo, poi attaccano la comunità LGBTQ. Vogliono solo che andiate a letto e diate alla vita tre bambini.

Un altro diceva [zh]:

同性恋不能生三孩,所以这是有政策支持的伐异

I gay e le lesbiche non possono avere tre figli, questo è l'inasprimento di una politica sostenuta dalle differenze.

Coloro contro i diritti LGBTQ hanno invece esultato per l'eliminazione dei canali pubblici sui social media e hanno elogiato le autorità per essere intervenute nel proibire le attività dei campus dei gruppi universitari LGBTQ.

Ad esempio, Mei Xinyu, ricercatrice al Ministero del Commercio, avrebbe scritto in un post su WeChat [zh]:

這就對了,對性變態(LGBT),最多只可默許,豈容搞成特權群體凌駕於正常人之上!這是維護國家安全,也是中國社會挽救危亡的努力

È giusto così. Nell'affrontare la perversa comunità LGBTQ permetteremo che esistano in silenzio, ma non possiamo lasciare loro godere del privilegio di sovrastare la gente normale. È un tentativo di protezione della sicurezza nazionale e di preservare la società cinese dall'estinzione.

Molti criticano la comunità LGBTQ per aver preso parte alle attività del mese del Pride su Weibo. Un esempio ne è il seguente commento [zh]:

你当然可以说”我是同性恋我骄傲“,但请问一句,你说这个的意义是什么?你骄傲不骄傲,和我们普罗大众有什么关系?有人迫害你了吗?有人歧视打压同性恋了吗?所谓的要权利,其实是以自己的少数群体身份索要特权。

Potete dire ‘Sono gay e ne sono orgoglioso’. Ma qual è il punto di dirlo in pubblico? Che ne siate orgogliosi o no, questo non ha niente a che vedere con la collettività. Siete stati oppressi? I gay e le lesbiche vengono discriminati? I diritti che richiedono sono un privilegio in nome della minoranza sessuale.

Parecchi post online ritengono che la comunità LGBTQ cinese sia stata infiltrata da forze estere. Nonostante molti la considerino una teoria complottista, alcuni hanno citato come prova il post su Weibo del consolato statunitense in Cina che supporta i diritti LGBTQ.

Uno di tali post ha sintetizzato [zh] il complotto americano contro la Cina in due punti:

第一,LGBTQI可以将人重新分类为不同族群,美国可以在不同族群中进行挑拨离间,破坏中国人的团结,增加我们的内耗。

第二,中国低生育率已经到了不得不干预的程度,国家及时出台了三胎政策,各地也在纷纷试水各种鼓励生育措施。此种情况下,鼓吹LGBTQI,让更多中国人加入这个不生育的群体,就是要破坏让中国人口大计。

Per prima cosa l'LGBTQI divide le persone in vari gruppi. Questo darebbe spazio agli Stati Uniti di cucire discordia e distruggere l'unità della popolazione cinese e istigare conflitti interni; in secondo luogo, il tasso di fertilità della Cina è diminuito tanto che bisogna intervenire, e il paese ha lanciato la politica del terzo figlio e incoraggiato le neascite. Contro un tale contesto, il movimento LGBTQI spingerebbe sempre più cinesi a diventare sterili e a sabotare il piano di gestione della popolazione del paese.

La posizione ufficiale della Cina riguardo all'omosessualità ha seguito una politica “No Tre” per molti anni – nessun supporto, nessun incoraggiamento e nessuna opposizione.

Il paese ha depenalizzato l'omosessualità nel 1997 e rimosso l'omosessualità dalla lista delle malattie mentali nel 2001.

A inizio 2019, la Cina ha accettato i suggerimenti del Consiglio sui Diritti Umani delle Nazioni Unite riguardo il miglioramento dei diritti della comunità LGBTQ, nonostante non riconoscesse le coppie dello stesso sesso nel Codice Civile, aggiornato l'anno scorso.

L'oppressione della presenza online delle comunità LGBTQ e femminista è aumentata durante gli ultmi mesi.

Ad aprile, la piattaforma social cinese Douban ha chiuso almeno otto canali femministi. La piattaforma ha affermato che l'azione è stata intrapresa per prevenire la diffusione di estremismi e visioni politiche radicali. Un mese dopo, Xiao Meili, una nota femminista, è stato accusata da nazionalisti online di cospirare con forze estere e di supportare l'indipendenza di Hong Kong. Alla fine sonostati bloccati i profili Weibo di Xiao e di più di una decina di femministe che l'hanno sostenuta.

Tuttavia, nessuna autorità ha fornito delle spiegazioni ufficiali circa le politiche di oppressione. Un difensore dei diritti LGBTQ ha descritto la situazione come [zh]:

一個封把你的嘴巴捂住,你就真的發不出聲。到底和誰去抗爭呢?沒有一個具體的對象,站在背後的到底是誰呢?是哪個部門呢?是哪股勢力呢?就非常壓抑,非常窒息,非常可笑。

Qualcosa che ti tappa la bocca e a causa della quale non riesci a emettere nessun suono. A chi dovrei fare appello? Non si riesce a identificare chiaramente chi da i comandi. Quale autorità governamentale sta mettendo in scena tali provvedimenti restrittivi? Che tipo di potere stiamo affrontando? È tutto così repressivo, soffocante e ridicolo.

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