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Afghanistan: nulla di nuovo sulla condanna a morte per S.P. Kambakhsh

Sayed-Parwez Kambakhsh è uno studente di giornalismo alla Balk University di Mazar-i Sharif. È accusato di aver copiato da un sito web iraniano alcuni testi critici nei confronti della condizione della donna nell'Islam, e di avervi aggiunto dei commenti personali – come farebbe un qualunque blogger. Per questo motivo, i servizi di sicurezza afghani lo hanno indagato e, successivamente al suo arresto, è stato condannato a morte da un tribunale della provincia di Balkh con l'accusa di eresia.

Nella più recente udienza, secondo Jean MacKenzie di IWPR (Institute for War and Peace Reporting) Kamahsh è stato messo sotto torchio dallo stesso giudice [in]:

Presiding judge Abdul Salam Qazizada has weathered several Afghan administrations. He is a holdover from the Taleban regime, and his antagonism to the defendant was visible…

During the session, Qazizada appeared to take on the role of prosecutor rather than impartial judge, engaging in a legal duel with defence attorney Mohammad Afzal Nooristani. Lacking a gavel, he repeatedly banged his pen against his microphone in an effort to halt Nooristani’s defence of his client.

Time and again the judge attacked Kambakhsh, who sat pale but composed in the defendant’s chair.

“Just tell me why you did these things,” insisted Qazizada. “What were your motives?”

“I cannot give you reasons, since I did not do anything,” responded Kambakhsh.

Il giudice Abdul Salam Qazizada è sopravissuto all'opposizione di diversi politici afghani. È un'eredità del regime talebano, ed il suo antagonismo nei confronti dell'accusato era evidente…

Durante l'udienza, Qazizada si è comportato più come un procuratore che da giudice imparziale, intraprendendo una diatriba legale con l'avvocato difensore Mohammad Afzal Nooristani. In mancanza di un martelletto, ha ripetutamente battuto la penna contro il microfono nel tentativo di impedire a Nooristani di difendere il suo cliente.

Il giudice ha poi nuovamente attaccato Kambakhsh, che sedeva pallido ma composto sulla sedia.

“Dimmi perchè ti sei comprato in quel modo”, ha incalzato Qazizada. “Quali erano le tue motivazioni?”

“Non ho nulla da spiegare, visto che non ho fatto niente,” ha risposto Kambakhh.

Si ritiene che Kambakhsh sia stato picchiato dal momento del suo arresto a dicembre, ma, dato il tempo trascorso fino alla visita medica, la maggior parte dei segni delle percosse erano quasi scomparsi. Nonostante l'essersi dichiarato colpevole, Kambakhsh sostiene di averlo fatto sotto minaccia.

Kambakhsh è anche accusato di mancanza di moralità, a cui prova vengono citati il suo fare troppe domande durante le lezioni, cercare attenzione e popolarità, essere maleducato, e scambiare barzellette sporche tramite cellulare.

Kambakhsh ha dovuto affrontare parecchi ostacoli: l'avvocato difensore non ha esaminato la documentazione sul caso solo a una settimana dal processo, ed il Senato afghano si è espresso [in] a favore della sua esecuzione, così come hanno fatto i religiosi conservatori e gli anziani di alcune tribù.

Nel 2006, Abdul Rahman [in] fu condannato a morte per essersi convertito al cristianesimo. Gli venne risparmiata la vita quando, dopo forti pressioni internazionali, fu dichiarato mentalmente inabile e deportato in Italia.

Una simile pressione internazionale sembra mancare nel caso di Kambakhsh: sono mesi che sulla stampa internazionale non compaiono articoli sulla sua vicenda, nonostante preoccupanti indicazioni [in] che il tutto sia un tentativo di vendetta nei confronti del fratello che lavora presso l'IWPR.

Si possono vedere le immagini di Sayed Parwez Kambakhsh mentre viene scortato dalla polizia al tribunale di Kabul, il 18 maggio 2008, sul sito dailylife.

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