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India: monta il dibattito sull'accordo nucleare con gli USA

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Da alcuni mesi l'India è teatro di un acceso dibattito sull’accordo per il nucleare con gli USA. La questione ha visto il premier Manmohan Singh portare avanti un'intensa attività tesa a raccogliere il più ampio consenso politico. Alcuni osservatori e analisti fanno notare come il capo del governo fosse persino disposto a indire un veloce sondaggio nazionale, se necessario.

Il partito Comunista, guidato dal compagno Prakash Karat, autorevole esponente della coalizione su cui poggia l'esecutivo in carica, non è favorevole all'accordo sul nucleare con gli Stati Uniti. Sul tema interviene l’Indian Political Blog:

E poi d'un tratto salta fuori la sorpresa: battendo la sinistra con una mossa d'astuzia, il premier e il Congresso sembrano avere la meglio.

E adesso la sinistra cosa farà? Con 59 seggi vanta una rappresentanza senza precedenti, però si sa che nello stato del Kerala si cambia presto idea, cosa che alle ultime amministrative ha provocato ampie perdite alla sinistra nel Bengala occidentale, facendo già presagire un più che probabile calo di deputati alle prossime elezioni generali. L'impressione è che già ora la sinistra conti ben poco.

In quest’ultima settimana, nonostante l’opposizione della sinistra, il governo è comunque riuscito a raccogliere il sostegno e i voti necessari per l'approvazione – si veda l'articolo precedente.

Touchbase propone un'analisi demistificante di tutta la questione del nucleare India-USA, a partire dall'accordo 1-2-3 in sé, fino all'opposizione che la sinistra va muovendo alla cooperazione con gli Stati Uniti. Questa la sintesi del suo post:

Se si guarda alla sicurezza nazionale l'accordo è pieno di insidie. Al contempo, però, serve al governo indiano per fronteggiare il crescente fabbisogno energetico. In ogni caso sarà dura per questo governo minoritario arrivare a una decisione definitiva sull’accordo.

Secondo il prof. T. T. Ram Mohan di Big Picture la questione dell'accordo è stata ridotta a un esercizio di patriottismo. Dopo aver sintetizzato i due opposti punti di vista, conclude come segue:

Ha ragione Chellaney. L’accordo punta a creare un’alleanza strategica con gli Stati Uniti onde contrastare l’ascesa della Cina, mentre per ragioni meramente politiche e diplomatiche viene presentato come un protocollo energetico. La vera portata di quest'accordo strategico sta nel trasferimento di tutta una serie di tecnologie avanzate [dette ‘dual-use’] – tecnologie impossibili da trasferire se non rivedendo lo status di potenza nucleare assegnato all'India.

Saranno necessari ancora un paio di passaggi per la ratificazione dell'accordo da parte del Congresso americano. Occorre prima l’approvazione dell’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) e poi quella del gruppo di Paesi fornitori di materiale nucleare (Nuclear Supplier's Group).

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