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Italia: un'anagrafe nazionale per i Rom?

Recentemente il nuovo governo Berlusconi ha lanciato delle proposte per censire la popolazione Rom in Italia [it], che prevedono anche il rilievo delle impronte digitali di tutti i minori. La popolazione residente in Italia, fra Rom e Sinti (spesso indicati collettivamente come Zingari o Gitani), viene stimata in circa 150.000 unità, distribuita su circa 700 accampamenti dislocati in tutto il Paese. Nonostante molti di loro siano nati in Italia, questi gruppi sembrano assumere sempre di più il ruolo di capri espiatori per le questioni ben più complesse relative all'immigrazione.

“Gli Zingari sono tutti ladri” sembra essere la percezione crescente presso la gente comune, ribadita anche da alcuni giudici e politici. Secondo Roberto Maroni, Ministro degli Interni e figura centrale nelle politiche anti-immigrazione della Lega Nord, si tratterebbe solo di una rilevazione tesa a “impedire ai bambini di mendicare” ed eventualmente ad allontanarli dai genitori.

Qualche giorno fa il Parlamento Europeo ha esortato il governo italiano ad astenersi dal procedere alla raccolta delle impronte digitali dei Rom, qualificando tale pratica come discriminazione razziale. L'assemblea di Strasburgo ha anche votato una risoluzione che dichiara il provvedimento non in linea con i trattati della UE in materia di diritti umani, precisando altresì che “i cittadini di origine Rom o Gitana dell’Unione devono essere trattati al pari degli altri in Italia”. Il ministro Maroni si è dichiarato indignato per l’accusa di razzismo e ha ribadito che il progetto non vuole essere nient'altro che “un censimento generale” di tutti i Rom “a livello nazionale”, scevro da qualsiasi intento discriminatorio.

Caricatura di Roberto Maroni sulla raccolta delle impronte digitali dei bambini Rom

La caricatura di Roberto Maroni è di Gianfalco, riprodotta sotto licenza Creative Commons

Ne è seguito un acceso dibattito estesosi anche in rete ben oltre l'ambito italiano. Molte discussioni vertono sulla salvaguardia dei diritti civili e la discriminazione su base etnica. Osserva Miguel Martinez sul popolare blog Kebelek [it], che rimanda spesso a materiale dei e sui Rom:

Fingere la propria superiorità etica e distribuire colpe morali a grandi gruppi di persone è in qualche modo la matrice del genocidio.

Perché se gli altri hanno scelto di essere malvagi, se ogni singolo membro di quel gruppo ha scelto di essere malvagio, allora tutti i membri del gruppo meritano la punizione.

Condannare interi blocchi della specie umana per motivi morali è una perdita di tempo; e comunque le questioni sociali di grande portata non possono avere soluzioni etiche.

Esaurienti aggiornamenti e risorse in particolare sul tema delle impronte si trovano su Sucar Drom, un blog dell’Istituto di Cultura Sinti [it], che ha anche pubblicato un sondaggio sulla richiesta di dimissioni di Maroni: finora il 77% (262 utenti) ha risposto affermativamente. Il relativo documento ha raccolto numerosi commenti, inclusa qualche pesante battuta.

Questo il commento di xpisp [it]:

Personalmente se mi chiedessero di depositare impronte e DNA per creare una banca dati e risolvere + facilmente alcuni delitti, non avendo nulla da nascondere, non avrei proprio nulla in contrario.

Antonoi scrive invece:

Per come è stata presa la decisione di schedare i rom sono contrario. è una politica razziale e xenofoba (giungendo da un ministro leghista….) se vi è la logica impellente della sicurezza prendiamo le impronte a tutte le persone presenti in questo momento in italia. scegliere di schedare una sola comunità è xenofobia, serve per dare un contentino al popolo bue che applaude e non capisce cosa realmente si muove in italia e soprattutto si imbocca tutto quello che mamma-tv dice.

Aggiunge Carlo Berini:

il problema che poni è reale ma non è negando i diritti civili che risolverai il tuo problema, anzi…

Ecco infine una delle tante iniziative a sostegno della causa dei Rom: Immigrazione Oggi, un videosito per stranieri residenti in Italia tradotto in nove lingue, ha avviato una “Campagna contro il pregiudizio verso i Rom” proponendo un video [it] che riprende alcuni cittadini Rom in comuni occupazioni lavorative.

Immagine tratta dal video di Immigrazione Oggi

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