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Materiali e concorsi video per non dimenticare il Congo

CongoQual è il legame tra i new media [it] e il conflitto nella Repubblica Democratica del Congo? [it]. Che il mercato nero dei componenti minerali necessari per far funzionare telefoni cellulari, computer portatili, lettori mp3 e macchine fotografiche digitali alimenta anche la guerra e finanzia molti gruppi armati [in]. Paradossalmente, queste tecnologie svolgono un ruolo fondamentale nel processo di sensibilizzazione sul conflitto e mostrano che la RDC non è solo un nome stampato su una carta geografica ma una nazione di persone che vogliono sopravvivere malgrado tutto e che cercano di trarre il massimo dalla situazione attuale.

Prendiamo per esempio questo video sui rapper congolesi [fr] e sui bambini di strada che usano la musica per sfuggire alla violenza. Il filmato è stato caricato su YouTube da mikayali [in] e inserito nel blog Free Uganda [in]. Giovani rapper parlano della gente che non ne può più della violenza, degli insegnanti che scioperano perché da anni non vengono pagati e dei bambini che crescono per strada senza istruzione e senza prospettive di lavoro. Per questo si avvicinano al rap, è un modo per esprimere la rabbia della loro condizione, per parlare di morte e di fame con un pizzico d'ironia, dicono, così il messaggio arriva in maniera positiva, senza violenza o brutalità e nella lingua locale, il lingala [it], poiché molti non parlano né francese né inglese. L'audio del video è in francese con sottotitoli in inglese.

È questa volontà di sopravvivere, di continuare a vivere e sperare di poter crescere che ispira molti di quanti giungono in Congo per perorare la causa informando sul conflitto e divulgando il messaggio in modo che il mondo se ne prenda cura. È quanto ha fatto Emily Troutman [in] realizzando questo video: Why Congo Matters [in] (perchè il Congo è importante). Scrive:

Dopo un mese trascorso nella Repubblica Democratica del Congo mi sono ritrovata a parlare spesso di numeri: 5,4 milioni di morti, 2.000 stupri ogni mese, 17.000 soldati ONU, una guerra che è iniziata 15 anni fa (o di più?)…

E d’un tratto il conflitto sembra incredibilmente immenso, irrisolvibile, tragico e lontano. È facile dimenticare che numeri e simboli rappresentano persone che occupano un vero e proprio spazio fisico, che camminano lungo strade impolverate al tramonto portando l’acqua dal fiume, proprio come facevano quando ero tra loro…

…Perché un numero abbia significato deve avere un volto e un cuore che batte. Deve raccogliere nomi e aiutarci a ricordare qualcosa dentro di noi. Un numero dovrebbe spingerci a scoprire cosa c’è dietro, per dargli un odore (i profumi densi del sottobosco nella giungla), un colore (il nero della terra vulcanica), un sapore (la papaia) e un suono (lo schiocco sonoro dei fagiolini freschi e croccanti).



Perché il Congo è importante [in] di Emily Troutman [in] Vimeo [in].

Cosa farne, quindi, di tutti i nostri gadget e del fatto che finanziano la violenza in un Paese già devastato dalla guerra? Enough Project [in] e YouTube hanno co-organizzato un concorso [in] dove, attraverso i filmati, si può chiedere alle aziende di fornire verifiche trasparenti sugli approvvigionamenti di minerali assicurandosi che questi non abbiano alcun aggancio con il conflitto. Come spiegato sul sito:

“Gran parte della violenza nel Congo orientale proviene da gruppi armati che combattono per controllare il commercio illecito di minerali” dice John Norris, direttore esecutivo di Enough Project. “Sono proprio quei minerali che vanno a finire nei nostri dispositivi elettronici [in] come telefoni cellulari, computer portatili e macchine fotografiche digitali. Perciò mi sembra quanto mai appropriato l’uso di uno strumento come YouTube, e l'enorme creatività dei suoi utenti, per aiutare a porre fine alla piaga del conflitto dei minerali”. Enough Project ha invitato le aziende elettroniche a garantire la provenienza certificata “senza guerra” dei loro prodotti e a sottoporre la catena di approvvigionamento a verifiche trasparenti.

Il vincitore del concorso Come Clean 4 Congo [in] è stato scelto pochi giorni fa e verrà presentato al Film Festival di Hollywood a fine ottobre. Si chiama Matthew Smith ed è americano, l'ispirazione gli è venuta anche grazie a un recente viaggio in quel Paese insieme al suo gruppo dove la realtà del conflitto l’ha spinto a partecipare con Life Should be Free [in].

Qui si possono vedere [in] anche i video degli altri partecipanti, cliccando su “gallery” .

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