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Ecuador: la lotta alla criminalità è una delle priorità del governo nel 2011

La sicurezza della popolazione è delle maggiori responsabilità sociali del governo di Rafael Correa [it] . In un articolo apparso sul portale b10.com.ec [es, come tutti i link successivi tranne ove diversamente segnalato] , si fa riferimento al rapporto elaborato dal relatore speciale delle Nazioni Unite, Philip Alston [en], in seguito alla sua visita in Ecuador nel giugno 2010: “Negli ultimi 20 anni il tasso di omicidi in Ecuador è raddoppiato. Nel 1990 sono stati commessi 10,3 omicidi ogni 100.000 abitanti, nel 2009 tale percentuale è arrivata a 18,7 e attualmente le stime suggeriscono che il tasso è salito a 20″.

Nel 2007 Fernando Carrion Mena, ricercatore alla Facoltà Latinoamericana di Scienze Sociali [en] (FLACSO), basandosi su uno studio della Banca Interamericana di Sviluppo [en], aveva spiegato che i costi economici della violenza criminale erano molto alti e destinati a crescere notevolmente nel prossimo futuro.

Poliziotto

Agente di polizia pattuglia una strada di Guayaquil. Foto di ‘rumble fish’ su Flickr, ripresa con licenza Creative Commons.

Andrés Rodríguez nel suo blog Modestamente Humano racconta la conversazione avuta con un venditore ambulante di film piratati durante il tragitto su un autobus a Quito [it]. L'ambulante confessa la sua frustrazione per non essere riuscito a vendere nulla e pensa che sarebbe meglio fare un altro lavoro: rubare.

Su Desde el rincón de mi vida Sebas esprime tristezza per come è iniziato il nuovo anno: un sicario ha ucciso una persona a lui cara e la cosa peggiore è che si è trattato di un errore. Per questo invita tutti a cogliere l'attimo, non lesinando affetto e amore per i propri cari, ma critica anche la mancanza di spirito di alcuni ecuadoriani:

Resignación dicen algunos, […] resignarse ante la violencia es darles la victoria a los malos, es seguir dejando pasar, es pretender que la gente asesinada es un número más, no pienso hacer eso, resignarse jamás.

Alcuni dicono di rassegnarsi, […] ma rassegnarsi alla violenza significa darla vinta ai criminali, vuol dire lasciare che accadano cose simili, è sostenere che le persone assassinate non sono altro che dei numeri. Non penso proprio di farlo, mai rassegnarsi.

Molti hanno inviato lettere al Presidente pregandolo di varare misure urgenti contro il crimine. Ma Carlos Sagnay di Desde mi trinchera è assai critico riguardo al discorso tenuto da Correa in uno dei maggiori penitenziari di Guayaquil; in quell'ccasione il Capo di Stato ha dichiarato che i delinquenti sono vittime della società e che quindi meritano una seconda opportunità:

[Correa] visitó la Penitenciaría del Litoral, se dirigió a los delincuentes, asaltantes y asesinos, y les dijo que por culpa de asambleístas opositores están cumpliendo penas largas.

[Correa] ha visitato la Penitenciaría del Litoral e, rivolgendosi a criminali, ladri, assassini, ha detto loro che le pene che stanno scontando sono così lunghe per colpa dei parlamentari dell'opposizione.

Joselias, giornalista e blogger della provincia di Manabí [it], sul blog Dialogo con Joselias riporta quanto va accadendo a Guayaquil, il maggior porto del Paese. Scrive che nemmeno le forze dell'ordine sono immuni dalla violenza e riferisce che due agenti sono stati vittime di sparatorie nella zona sud-est di Guayaquil [it].

Povertà, disoccupazione e mancanza di istruzione sono fattori che hanno condotto molti alla criminalità e, se arrestati, a scontare le condanne in carcere. Ma Manuel Ignacio Gomez di Hoy y Ahora, riguardo alla visita presidenziale al penitenziario di Guayaquil, sostiene che un conto è tenere in considerazione i diritti dei detenuti e preoccuparsi del loro reinserimento e un conto è schierarsi dalla loro parte fino a far sospettare che al Presidente interessi assai più il benessere dei delinquenti che la vita delle loro vittime:

Muy bien que Correa se preocupe por la rehabilitación de los presos y mejorar las condiciones en las cárceles. Adelante. Tiene razón que la solución no está en encerrarlos para que se pudran, sino en convertirlos en personas útiles a la sociedad con verdaderos programas de rehabilitación. Los derechos humanos son para todos, incluyendo los presos. Pero esto de poco servirá si el Presidente no asume su papel con posturas, declaraciones y acciones prácticas, firmes y duras contra la delincuencia.

E’ certamente positivo che Correa si preoccupi del recupero dei detenuti e del miglioramento delle condizioni carcerarie. Continui pure. Ha ragione nel sostenere che la soluzione non è rinchiuderli a marcire in carcere, ma è reinserirli produttivamente nella società con autentici programmi di riabilitazione. I diritti umani valgono per tutti, compresi i detenuti. Ma se il Presidente non si fa carico del suo ruolo prendendo questa posizione, facendo dichiarazioni e usando il pugno di ferro contro il crimine, si vedranno ben pochi risultati.

Un altro problema che preoccupa gli ecuadoriani è la crescita nel numero di adolescenti coinvolti in reati criminali. Dato che i bambini non possono essere incarcerati, si sta diffondendo l'abitudine di coinvolgere minori di 10 anni per commettere dei reati.

Nel suo blog Juancabrito accusa i media di sprecare troppo tempo a criticare il governo, dimenticando la loro funzione formativa. I media, dice, devono abbandonare le “pseudoanalisi” e calarsi nella concretezza della realtà. Esprime però fiducia nel fatto che il Presidente Correa, che ora si sta occupando personalmente della pubblica sicurezza in Ecuador, riuscirà nel suo intento nonostante le critiche dell'opposizione.

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