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Stati Uniti: i blogger scientifici analizzano l'incidente di Fukushima

Ultimo aggiornamento (17 Marzo): l’articolo pubblicato inizialmente da Josef Oehmen sul blog di Scienza e Ingegneria Nucleare del Massachusetts Institute of Technology pare sia stato rimosso da Jason Morgan su richiesta dello stesso autore. Il post è stato abbondantemente rivisto e ripubblicato [en, come tutti gli altri link tranne ove diversamente specificato]. In principio l’articolo del Dott. Oehmen rifletteva la situazione del momento, quando uno solo dei reattori di Fukushima risultava danneggiato. I suoi commenti sul potenziale rilascio di radiazioni sono stati eliminati dal post. L’articolo di Jason Morgan attualmente rilancia un messaggio del Dott. Oehmen e si rivolge ai lettori del blog del MIT:

La versione su mitnse.com è la più accurata ed è sostanzialmente diversa dalla versione apparsa sempre qui, sul blog di Jason. Questo post non segue la cronologia nè spiega gli eventi accaduti dopo il 12 marzo. Le evoluzioni dei fatti sono continue e molti condividono ancora le loro scoperte con me perchè si sa che uno – col senno di poi – ha una visione dei fatti più completa.
I blogger scientifici che scrivono per The Great Beyond sulla piattaforma nature.com continuano a monitorare attentamente la situazione. Geoff Brumfiel ha fornito aggiornamenti periodici sui livelli di radiazioni sia vicino al reattore danneggiato che nelle aree limitrofe. Sul suo post intitolato 17 Marzo scriveva così:

La televisione nazionale NHK parla di elevati livelli di radiazioni nel distretto di Fukushima, mentre in città, a 65 km a nord ovest dell’impianto nucleare e ben lontano dalla zona di evacuazione, le autorità parlano di livelli pari a 13.9 μSv/hr (0.0139 mSv/hr). Questi dati vanno ben oltre le conoscenze di fondo ed equivalgono a circa 120 mSv/yr, ma è certo che rappresenterebbero un pericolo per la salute umana solo se le emissioni di tali radiazioni si prolungassero per un lungo periodo. (In questo post maggiori informazioni sulle cifre e i livelli di radiazioni).

In quelle ore si è creata una grande richiesta di informazioni, rapide e accurate – informazioni sui specifici livelli di radiazioni e su come leggere quei dati. [Così] il 16 Marzo Brumfiel ha cercato di spiegare a un pubblico [non specializzato] il significato delle cifre corrispondenti ai diversi livelli di radiazione:

La televisione NHK oggi ha parlato di .08 mSv/hr a 25 chilometri in direzione nord-ovest rispetto alla posizione dell’impianto. Facendo un rapido calcolo si nota che ciò equivarrebbe a 700 mSv all’anno (che deriva da: .08 mSv x 24 ore x 365 giorni). Si tratta di una quantità molto importante, ma non tanto negativa come pareva inizialmente.  Prima di tutto le radiazioni che provengono da Fukushima sembrano essere sporadiche, questo fa pensare che saranno sui .08 mSv/hr ancora per poco. Inoltre, gli effetti delle radiazioni sarebbero visibili solo se si fosse esposti per l’intero anno. Ma è molto probabile che le persone tenderanno a mettersi al riparo, riducendo così al massimo le loro esposizioni alle radiazioni.

Per coloro che si trovano maggiormente esposti alle radiazioni, assumere compresse di iodio nonchè alcune semplici precauzioni, come ad esempio coprirsi e togliersi i vestiti una volta rientrati in un luogo coperto, rappresentano un buon compromesso. In questo contesto .08 mSv/hr probabilmente non rappresentano una minaccia per cui ci si deve preoccupare eccessivamente. Al contrario ciò potrebbe essere un fattore positivo per coloro che lavorando sull’impianto sono costretti ad esposizioni maggiori e prolungate nel tempo.

Come ho già detto, a Tokio, il ministro della Scienza giapponese ha riportato alcuni dati sulle radiazioni registrate ieri che si aggiravano intorno ai .000144 mSv/hr. Questo significa che i tassi di radioattività sono aumentati, ma i residenti della capitale devono forse preoccuparsi di questo? Io direi di no.

[il post originale comincia da qui.]

L’orrore del terremoto e dello tsunami che venerdì 11 marzo si è abbattuto sulla costa orientale di Honshu, Giappone, ha presto ceduto il passo al panico che si è diffuso subito dopo la diffusione della notizia dell’esplosione di un nucleo nell’impianto nucleare di Fukushima. Ciononostante nella blogosfera c’è una comunità che, nell’analisi degli eventi di Fukushima, è apparsa più composta: i blogger scientifici.
Barry Brooks ha ripubblicato su bravenewclimate un post molto lungo scritto da Josef Oehmen, un ricercatore del Massachusetts Institute of Technology, pubblicato inizialmente da Jason Morgan. Brooks e Morgan sono a favore dell’energia nucleare e sostengono che la copertura mediatica del parziale collasso dell’impianto nucleare sia artificiosa e piena di errori.  Oehmen fornisce la sua versione basandosi solo su quello che ha letto sui media, ma mette subito in guardia la gente:

Non c’è stata e non ci sarà alcuna significativa fuoriuscita di radiazioni.

Per significativa io intendo un livello di radiazioni maggiore di quelle che si assorbono durante un volo di lungo raggio o bevendo un bicchiere di birra, vale a dire quelle radiazioni che solitamente si registrano in certe zone caratterizzate da alti livelli di radiazioni naturali.

Anche se i blogger scientifici hanno messo in guardia sui dovuti distinguo, molti sono stati i paragoni tra Fukushima e Chernobyl. Foto di Osakabe Yasuo, copyright Demotix (04/06/2009).

Anche se i blogger scientifici hanno messo in guardia sui dovuti distinguo, molti sono stati i paragoni tra Fukushima e Chernobyl. Foto di Osakabe Yasuo, copyright Demotix (04/06/2009).

Incidente grave ma sovrastimato
Riprendendo le preoccupazioni  del Dr. Oehmen, secondo il quale la situazione a Fukushima è grave ma ancora eccessivamente sovrastimata, David Ropeik ha scritto un post sul blog Scientific American Guest. Nel post l’autore sottolinea come i media abbiano paragonato la situazione nell’impianto nucleare di Fukushima a Chernobyl e [perfino] alla bomba atomica sganciata su Hiroshima e Nagasaki durante la II Guerra Mondiale:
Dagli studi sui sopravvissuti a quei bombardamenti – che sono stati esposti a dosi molto alte di radiazioni, di gran lunga peggiori rispetto a quelle che possono provenire dall’impianto di Daiichi – sappiamo che le radiazioni ionizzanti che derivano dall’energia nucleare sono relativamente cancerogene.
Ropeik fa una lista degli interessi legati all’energia nucleare tra i suoi clienti e ne parla apertamente in un post.
Anche sul Scientific American Guest Blog, Rita King fornisce un interessante vademecum dove spiega cosa sia in realtà una fusione nucleare ed elenca alcune delle differenze rispetto a Chernobyl. Rileva inoltre come, nella maggior parte dei casi, sia le visioni dei sostenitori del nuclerae che quelle dei suoi critici siano inflessibili:

Le opinioni sull’energia nucleare tendono ad essere di tipo binario:da un lato i sostenitori delle attività legate al nucleare si comportano come se mai nulla possa andare storto, mentre i suoi critici, terrorizzati da un’apocalisse nucleare, restano convinti che vecchi impianti nucleari siano delle vere e proprie bombe ad orologeria.

Il post di Sharon Astyk dal titolo Causabon's Book su ScienceBlogs.com  rileva anch’esso questa attitudine. L’autrice ritiene che questo incidente avrebbe dovuto essere previsto e che la pianificazione contingente dovrebbe assumere un ruolo più rilevante per i decisori:

Continuo a pensare al termine “inconcepibile” in relazione ai terribili eventi che hanno scosso il Giappone, [in particolare al] terremoto, le cui rilevazioni lo attestano al nono grado, al seguente tsunami e ai fatti legati al nucleare. Come ha chiarito il lavoro di Nicole Foss, il disastro nucleare di Fukushima non è un cigno nero, ma si tratta di un fatto avvenuto dopo molti avvertimenti riguardo ai possibili danni alla struttura della centrale in un’area sismica come quella di Fukushima ed anche dopo le paure sulla sicurezza della centrale stessa. Sappiamo che la centrale non era stata progettata per resistere ad un terremoto così forte.

Un dibattito dalle molte sfumature

I blogger scientifici continuano nei loro dibattiti sulla positività dell'energia nucleare dando vita ad una conversazione a più sfumature. A guidare la discussione ci sono Mike, il biologo matto e James Hrynyshyn su Scienceblogs.com. Entrambi i blogger affrontano la questione in modo diverso dai dibattiti comuni e confrontano i benefici dell'energia nucleare con le alternative che le società [energetiche] potrebbero prendere in considerazione per aumentare l'offerta e diminuire la domanda di energia.

Mike il biologo matto ritiene che l'industria nucleare dovrebbe sviluppare una forma alternativa di energia nucleare a partire dal torio anzichè dall'uranio: anche se il torio pone diversi limiti dal punto di vista scientifico, esso avrebbe meno residui (scorie) ed è più abbondante in natura. Egli inoltre rileva che la gente negli USA dovrebbe cambiare radicalmente le proprie vite per permettere una maggiore conservazione dell'energia su larga scala:

Uno dei modi migliori per il risparmio energetico è trasferirsi da un'area dove singole case non hanno un efficiente accesso all'energia in appartamenti che invece hanno efficiente accesso al gran flusso di trasporto energetico (è importante ricordare che l'uso residenziale/abitativo e i trasporti rappresentano i due terzi del consumo totale di energia). In altre parole, dobbiamo “disurbanizzarci” in massa e simultaneamente “riurbanizzarci”.

In sostanza, Mike il biologo matto definisce l'energia nucleare una opzione di second best, dato che quest'ultimo scenario non si concretizzerà mai.

La proposta di Hrynyshyn vuole mettere a confronto l'energia nucleare con altre alternative energetiche:

Mi piacerebbe mettere a confronto i rischi e i benefici del nucleare con quelli delle energie rinnovabili cosiddette pulite. Qual è lo scenario peggiore a cui si potrebbe assistere nel caso di una centrale termica ad energia solare? Anche l'incubo più terrificante di un ingegnere di un campo di pale eoliche sarebbe incomparabile rispetto alla tecnologia nucleare.

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