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Nigeria: il ruolo dei social media nelle elezioni presidenziali (e oltre)

Global Voices: Chi è Tolu Ogunlesi? [en, come tutti i link successivi, se non diversamente specificato] (@toluogunlesi) (Oltre a essere la persona che con le sue parole rende gustose le pagine del giornale NEXT)

Tolu Ogunlesi: Farmacista, giornalista, fotografo, utente di social network, poeta e scrittore di narrativa. Non credo ci sia molto altro da dire su di me, oltre a elencare questi nudi dati. Direi che spetta agli altri giudicare.

GV: Com'è potuto succedere che usare Twitter e chat, condividere idee e e informazioni su Facebook riguardo le recenti elezioni sia diventato una sorta di moda?

TO: Credo che da quando i social network sono diventati un aspetto importante della vita di un numero sempre crescente di nigeriani (secondo le stime, sono due milioni gli utenti locali di Facebook, cifra piuttosto bassa se paragonata alla popolazione totale), era impossibile che le elezioni si svolgessero senza che tutto finisse su Facebook e Twitter. In più, una mossa come la decisione di iscriversi a Facebook del presidente Jonathan ha aiutato i social network a diventare di moda. In un Paese a lungo governato da irraggiungibili ‘uomini forti’, rendersi conto che si poteva ‘interagire’ con il Presidente su Facebook è stata una scoperta sorprendente.

GV: I social media hanno aperto qualche nuovo fronte durante la campagna elettorale?

Tolu Ogunlesi. Photo courtesy di Ifeyinwa Uzowulu.
Tolu Ogunlesi (foto di Ifeyinwa Uzowulu)

TO: Decisamente sì. Il presidente Jonathan ha tolto importanza all'annuncio fatto ad Abuja in cui IBB [Ibrahim Babangida] dichiarava di scendere in lizza per le presidenziali, scegliendo di annunciare, quella mattina stessa, la propria candidatura su Facebook. Ibrahim Babangida ha iniziato una campagna con dei video su Facebook, e un suo collaboratore sosteneva che fosse diventato un utente accanito di Facebook.

GV: Qual è stato il ruolo dei social network nel permettere agli elettori di scegliere tra i candidati? Il riferimento è, in particolare, ai molti sondaggi online tra i candidati alle presidenziali?

TO: Bisogna riconoscere che solo una piccola parte della popolazione nigeriana usa i social network. Non sto cercando di limitare l'efficacia dei social network agli utenti. Ciò significa soltanto che i sondaggi online potrebbero non essere uno strumento corretto per misurare il potenziale elettorale, tenendo conto che il pubblico che risponde ai sondaggi online è molto probabilmente giovane, abbastanza scolarizzato e di ceto medio, caratteristiche che in realtà non rappresentano con precisione il totale dei votanti.

GV: La maggior parte dei nigeriani si affida ancora ai media tradizionali (in particolare alla radio) per informarsi. Credi che i social media potranno mai battere tali media per diventare la fonte primaria di informazioni per quanto riguarda le elezioni in Nigeria?

TO: Mi rifiuto di considerarla una gara tra media nuovi e vecchi. Mi interessa di più vedere in che modi il vecchio e il nuovo convergono, si connettono e si rinforzano a vicenda. Mi interessa studiare come i tweet e i messaggi mandati dai Blackberry raggiungono la radio e diventano potenziali fonti di notizie (ad es., le informazioni sul traffico). Piers Morgan ha scritto su Twitter di aver saputo della morte di Osama proprio tramite questo social network (come “utente casuale di Twitter”, le sue parole testuali). Poi ha sollevato una questione interessante, sul concetto delle fonti “primarie” di notizie.

GV: In Nigeria anche gli opinion leader sono fattori importanti per spiegare il comportamento dei votanti. I new media hanno qualche possibilità di influenzare il voto dal basso?

TO: Insomma, da una parte c'è bisogno di una popolazione più istruita, e meglio educata prima che possiamo iniziare a vedere davvero questo tipo di influenza diretta. Dall'altra parte i nuovi media possono influenzare la base dei votanti attraverso la mediazione dei media tradizionali, come ho spiegato prima facendo l'esempio delle informazioni sul traffico.

GV: Quale dei molti new media ha influenzato di più Nigeria Decides 2011 [la comunità online dedicata alle elezioni]? – Twitter, Facebook, i blog, LinkedIn ecc. e perché?

TO: Non ho statistiche sottomano, quindi è difficile dirlo. Poi io stesso ho un'inclinazione per Twitter, quindi potrei non essere il più obiettivo dei giudici. Detto questo, credo che Twitter riesca a evitare la maggior parte della confusione di Facebook e opzioni come gli #hashtag e i Trending Topics rendono più facile isolare le tendenze e aggregare le informazioni più valide.

GV: Prevedi che i cyber-guerrieri di Nigeria Decides: RSVP (la campagna Register, Select,Vote, Protect), Reclaim Naija, EiE Nigeria etc. abbiano un futuro?

TO: Decisamente sì. Il lavoro è appena cominciato, sarebbe un errore credere che #LaNigeriaHaDeciso [riferimento all’ hashtag #NigeriaDecides utilizzato per i tweet sulle elezioni]. La verità è che la Nigeria sta ancora decidendo. Dobbiamo passare alla fase successiva, che implicherà il rendere i nostri funzionari, eletti e nominati, responsabili del proprio operato, ma anche raffinare le strategie utilizzate durante le recenti elezioni, cosicché l'impegno del 2015 possa avere ancora più successo.

GV: Per finire, pensi  che i social media abbiano davvero influenzato le elezioni? O è stata una semplice montatura pubblicitaria?

TO: Hanno giocato un ruolo importante. Hanno aiutato a motivare un numero significativo di nigeriani (più) giovani. Hanno fatto sembrare “di moda” la consapevolezza riguardo il processo elettorale, proprio come negli Stati Uniti nel 2008.

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