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Ungheria: storie dal Campo dell'orgoglio Rom di Barvalipe

Ventotto giovani rom si sono riuniti nell'agosto del 2011 per il primo Campo estivo dell'orgoglio Rom (Roma Pride) in cui si sono formati su diversi temi tra cui la loro lingua, la storia, i modelli e le loro conquiste, in modo da rafforzare il proprio senso civico e la responsabilità sociale.

Il popolo Rom [en, come per tutti gli altri link eccetto ove diversamente indicato] costituisce la più ampia minoranza europea, vittima di analfabetismo, disoccupazione, povertà ed episodi di discriminazione. L'Open Society Institute ha deciso di rafforzare il proprio lavoro con la comunità Rom che fino ad ora ha previsto borse di studio, tirocini e opportunità di formazione. Si sono resi conto che i benefici sperimentati da questi giovani non trovavano riscontro nel resto della comunità Rom:

Sono troppo pochi i giovani rom che oggi conoscono a sufficienza la loro storia, le loro scoperte e la loro identità, per poter sentirsi orgogliosi del loro patrimonio culturale. Poche scuole oggi insegnano la storia e la lingua rom. E soprattutto la società tradizionale, insieme al sistema educativo, si concentra sull'assimilazione, negando ai giovani rom la possibilità di conoscere la propria etnia e creare un ambiente che li stimoli a non cancellare la propria storia. Va detto che l'orgoglio non nasce solo dallo studio della propria lingua e storia ma anche dall'avvicinamento ad altre persone con cui ci si può identificare. La maggioranza dei giovani rom, al di fuori delle proprie famiglie e comunità, non ha molti modelli rom a cui ispirarsi. Questa è una delle cause per la quale molti di loro non partecipano alla promozione della loro identità.

Per queste ragioni hanno organizzato il campo estivo dell'orgoglio Barvalipe Roma a Budapest, in cui 28 ragazzi che hanno beneficiato nel passato dei loro programmi si sono riuniti per conoscersi e saperne di più sulle differenze e le somiglianze nella comunità rom al di là dei confini e delle frontiere. In questo video si possono vedere alcune immagini del campo estivo e diverse interviste ai partecipanti che illustrano cosa ha significato per loro aver preso parte al campo estivo:

Alina Serban, che ha partecipato a Barvalipe, è stata intervistata da RomaWoman.org e ha spiegato perchè è stato così importante per lei: perche è riuscito a riunire cosi tante persone diverse per di più rom. Questo è ciò che per lei significa essere rom, molteplici identità e non semplicemente uno stereotipo:

Violeta Naydenova coordina il programma per la Open Society Foundations Roma Initiatives e ha diretto il campo di Barvalipe. Ha descritto l'impatto di una delle attività organizzate del campo estivo in cui i 20 Euro che i partecipanti del campo hanno dovuto pagare sono stati usati per comprare macchine da cucire per un’ associazione che lavora in favore delle donne e dei bambini rom ma anche per comprare oggetti di cartoleria per le comunità più povere:

Sono onorata dell'aver letto nelle loro valutazioni del campo che questa iniziativa è stata una delle preferite, subito dopo quelle di lezione di storia e lingua rom, le riunioni e il viaggio ad Auschwitz. Questo dimostra che quando alla gente viene data la possibilità di imparare di più sul proprio patrimonio, si entusiasma e se ne sente orgogliosa.

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