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Brasile: comunità di ex schiavi rischia lo sgombero forzato

Il 4 marzo una delle più antiche comunità di discendenti di schiavi in Brasile, il Quilombo [it] di Rio dos Macacos, che riunisce circa 50 famiglie, rischia di essere cacciata dalle sue terre. La Marina brasiliana reclama le loro terre su cui vuole estendere la zona residenziale per i suoi ufficiali, nell'area adiacente fra Salvador de Bahia e Simões Filho, nello stato di Bahia.

Molte associazioni hanno manifestato contro [pt, come per tutti i link successivi] la “chiara violazione dei diritti umani fondamentali”, causata come dicono alcuni da una forma di “razzismo istituzionale“.

Della comunità fanno parte “persone di più di 100 anni che sono nate e vissute qui tutta la vita qui”, e che dichiarano che “non permetteranno lo sgombero”.

Sisters who were born and grew up in the community, 110 and 84 years old. Photo by Racismo Ambiental (CC BY-NC 2.5 BR).

Due sorelle nate e cresciute nel quilombo, rispettivamente 110 e 84 anni. Foto di Racismo Ambiental (Licenza Creative Commons)

In un breve documentario pubblicato dal collettivo Bahia na Rede, alcuni membri della comunità si sono lamentati “di essere intrappolati in una zona il cui accesso è controllato dai militari, degli ostacoli che incontrano per entrare e uscire, di soffrire tutti i giorni le minacce di sgombero ed altre forme di aggressione in una zona riconosciuta dalla Fundacao Palmares [istituzione pubblica legata al Ministero della Cultura che mira a promuovere e conservare la cultura afro brasiliana] come territorio quilombola”:

sob regime de tensão e violência, aterrorizados: [os quilombolas] garantem que passam a noite acordados com medo de morrer (soldados passeiam à noite toda pelas suas roças) e têm medo de sair pois quando voltar poderão encontrar a casa derrubada. O acesso à comunidade é controlado pelo portão de entrada da Vila Militar, um condomínio de residências de sub-oficiais da Marinha; e os conflitos vêm, sobretudo, com a construção desta Vila, a partir de 1971. As famílias da área foram removidas e desalojadas. Hoje estão proibidas de plantar e sendo expulsas da área.

Soggetti a un regime di tensione e violenza, terrorizzati: [gli abitanti del quilombo o quilombolas] raccontano di trascorrere la notte svegli con la paura di morire (ci sono soldati che fanno la ronda tutta notte attorno ai campi) e hanno paura di uscire per poi tornare e trovarsi la casa distrutta. L'accesso infatti è controllato dal cancello d'entrata del villaggio militare, un condominio residenziale dai sotto ufficiali della Marina e il conflitto ha subito un'escalation in seguito alla costruzione di questa città a partire dal 1971. Le famiglie della zona sono state mandate via. Oggi a loro è vietato coltivare la terra e sono state cacciate via dalla zona .

La terra è un diritto

I discendenti degli schiavi africani che durante il colonialismo vennero portati via dalle loro terre per essere fatti schiavi in Brasile, dette anche Quilombolas, oggi vivono la minaccia di perdere nuovamente le proprie case, nonostante la Costituzione decreti il loro diritto a vivere su quelle terre. Il rappresentante della Associação de Advogados de Trabalhadores Rurais no Estado da Bahia (AATR), Pedro Diamantino, in un “Atto in appoggio alla comunità dei quilombolas di Rio dos Macacos”, avvenuta il 6 di febbraio, spiega il quadro legale:

Fórum Social Temático in Porto Alegre, gennaio 2012

"Fórum Social Temático in Porto Alegre

o artigo 68 das disposições transitórias da CF [Constituição Federal] garante “aos remanescentes das comunidades dos quilombos que estejam ocupando suas terras” a propriedade definitiva, porém este artigo até hoje não foi regulamentado, o que gera instabilidade jurídica. A demarcação de terras quilombolas atualmente está lastreada no decreto federal 4887/2003, que é um instrumento jurídico insuficiente para garantir a posse definitiva da terra.

L'articolo 68 che fa parte delle disposizioni transitorie della Costituzione Federale garantisce la definitiva proprietà “delle terre che occupano i membri delle restanti comunità quilombolas”, ma quest'articolo non è ancora stato regolato e ciò ha provocato una sorta di instabilità legale. La demarcazione delle terre quilombola al momento è regolata dal Decreto Federale 4887/2003, che è uno strumento legale insufficente per permettere alla comunità di assicurarsi il possesso definitivo delle terre.

Il parlamentare Luis Alberto aggiunge che:

tramitam na Câmara dos Deputados um projeto de emenda à Constituição Federal (CF) que pretende avocar para o poder legislativo a regularização das terras quilombolas – hoje à cargo da Fundação Palmares e do Incra – e outros projetos que pretendem anular todos os decretos em favor dos quilombos.

Nella Camera dei deputati è in via di approvazione un progetto di emendamento della Costituzione Federale (FC); l'obiettivo è quello di attribuire al potere legislativo la regolarizzazione delle terre quilombola, che oggi rientrano sotto la responsabilità della Fondazione Palmares e dell’ INCRA, ed altri progetti che mirano a revocare tutti i decreti in favore dei quilombos.

Le terre occupate dal Quilombo Rio dos Macacos sono state donate dal comune di Salvador alla Marina brasiliana a metà degli anni '60. A quell'epoca, l'esistenza degli abitanti era registrata e la Marina è stata resa responsabile per qualsiasi compensazione che potesse sorgere dal trasferimento delle terre.

Entro la fine del 2009, la Marina tha presentato una proposta di sgombero alla Giustizia. Un anno dopo, il giudice della 10° Corte della sezione giudiziaria di Bahia ha dato il suo si; lo sgombero era previsto per il 4 di novembre 2011, esattamente un mese dopo che il certificato di riconoscimento di Rio dos Macacos come comunità Quilombola era stato pubblicato sul Diário Oficial da União, dal quale si ricavava il certificato di auto riconoscimento. L'ordine di sgombero è stato in seguito prorogato di 4 mesi dalla giustizia federale, ma fino ad oggi il 4 marzo 2012, rimane il giorno dell'espulsione.

Siamo tutti il Quilombo Rio dos Macacos

We are Quilombo Rio dos Macacos. Public domain.

Siamo tutti il Quilombo Rio dos Macacos. (Foto di dominio pubblico)

L'anno è iniziato con una protesta fuori dalle mura che circondano la base navale e dove la Presidente Dilma Rousseff stava trascorrendo le vacanze. Tania Lobo ha pubblicato su Youtube una serie di foto della protesta mostrando gli striscioni di protesta dei manifestanti tra cui si poteva leggere “Presidente non farà nulla per impedirlo?”, “La Marina vuole espellere la comunità Quilombola di Rio dos Macacos”, “La comunità (…) chiede una soluzione giusta, legale e immediata”, e “La Marina proibisce all'INCRA di entrare nella comunità di Rio dos Macacos”.

Nel frattempo le azioni di solidarietà si sono moltiplicate come nel caso della dichiarazione collettiva “Somos Quilombo Rio dos Macacos” (Siamo tutti il Quilombo di Rio dos Macacos), firmata da numerose figure pubbliche tra cui musicisti, poeti ed attivisti del movimento di Bahia.

Il manifesto della comunità è stato pubblicato anche su Facebook e su numerosi blog, chiedendo:

providências imediatas por parte da Presidenta da República e pelo Ministro da Defesa, pelo fim da violação dos direitos humanos, pelo garantia dos direitos quilombolas e pela imediata regularização fundiária do Território da Comunidade Quilombola Rio dos Macacos

l'intervento immediato della Presidente della repubblica e del Ministero della Difesa affinchè cessino le violazioni dei diritti umani, sia fatto valere il rispetto dei diritti dei quilombolas e vengano regolarizzato il territorio della comunità dei Quilombola di Rio dos Macacos

Il rapporto 2011 sulle terre Quilombolas, pubblicato dalla Comissão Pró-Índio di São Paulo il 15 di febbraio, rivela che durante il primo anno di governo di Dilma Rousseff’, il governo federale ha regolarizzato solo un terreno Quilombola e che “il numero di terreni quilombola in regola in Brasile sono circa 110, il che significa che solo il 6% delle circa 3000 comunità quilombola può vantare pieno titolo sulla propria terra.”

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