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Argentina: reazioni online alla morte dell'ex dittatore Videla

Jorge Rafael Videla [it], ex presidente della Repubblica Argentina, è morto il 17 maggio scorso a 87 anni nel carcere in cui era detenuto.

Videla fu al potere tra il 1976 e il 1981 durante la dittatura militare in Argentina, un'epoca contrassegnata dalla morte e dal fenomeno dei desaparecidos [es, come i link successivi, eccetto dove diversamente indicato].

Nel 1983 l'ex dittatore fu sottoposto a processo e condannato all'ergastolo per crimini contro l'umanità. Nel 2010 fu emessa un'ulteriore condanna all'ergastolo nei suoi confronti, con l'accusa di tortura e fucilazione di 31 prigionieri politici. Nel 2012 fu condannato ad altri 50 anni di carcere per il sequestro di neonati durante il periodo della dittatura.

In un necrologio, il sito BBC Mundo riporta: “E’ stato una delle personalità più controverse e odiate in Argentina e, secondo le stime delle organizzazioni umanitarie, sotto il suo regime sono morte o scomparse circa 30.000 persone.”

Nella rubrica online “Vista dal terzo piano”, Jose Alejandro Godoy ha commentato i fatti avvenuti durante la dittatura di Videla:

Secuestro sistemático de menores de edad, torturas, uso del mundial de fútbol para fines de propaganda (a pocas cuadras de los estadios donde se jugaba, había centros de tortura), un ajuste económico mal aplicado, exilio de cientos de argentinos, cierre de sindicatos. El penoso legado de una dictadura que se inició con él y que se liquidó el día que algún alucinado militar argentino pretendió que hacer una guerra en las Malvinas sería la mejor forma de prolongar la estancia castrense en el poder.

Sequestro sistematico di minori, torture, strumentalizzazione dei Mondiali di calcio a fini propagandistici (a qualche isolato di distanza dagli stadi in cui si svolgevano le partite si trovavano dei centri di tortura), un adeguamento economico mal applicato, esilio di centinaia di cittadini argentini, soppressione dei sindacati. Il vergognoso retaggio di una dittatura che è iniziata con lui, e che terminò quando un militare argentino esaltato ritenne che iniziare la guerra delle Falkland sarebbe stato il modo migliore per estendere la vita del regime militare.

E, a proposito della sua morte, conclude:

Hoy Videla murió en una cárcel común sin privilegios. Condenado a cadena perpetua. Será enterrado en una tumba, a diferencia de muchas de sus víctimas, arrojadas al mar desde un avión. Repudiado por la sociedad argentina. Con un juicio histórico que lo remite a las páginas más infames de América Latina.

Oggi Videla è morto in un carcere comune, senza godere di alcun privilegio, condannato all'ergastolo. Verrà seppellito in una tomba, a differenza di molte delle sue vittime che furono gettate in mare da un aereo. Ripudiato dalla società argentina, con un giudizio storico che lo colloca nelle pagine più buie della storia dell’ America Latina.

Al contrario, LSO ha scritto un breve articolo sul suo blog, in cui parla di Videla come di un “ufficiale e soldato dignitoso […] artefice di una missione che gli valse l'onore.”

Centro de tortura militar, hoy convertido en Museo de la Memoria - Ciudad de Rosario foto: Laura Schneider

Centro di tortura militare, oggi sede del Museo della Memoria – Città di Rosario. Foto: Laura Schneider

Sotto l'hashtag #MurioVidela (Videla è morto), migliaia di argentini, come l'utente @Cami-cotarelo, hanno espresso le proprie reazioni alla notizia:

@Cami_Cotarelo: No se festeja que #MurioVidela, pero hoy despues de casi 40 años descansan en paz mas de 30.000 personas

@Cami_Cotarelo: Non si festeggia #LamortediVidela, ma il fatto che oggi, dopo quasi 40 anni, più di 30.000 persone riposano in pace.

Anche Cecilia Saia (@Cecisaia) ha espresso un sentimento condiviso da molti argentini:

@Cecisaia: Hoy hay un monstruo menos en el mundo. Si hay algo después de la muerte, que le vuelva por mil todo lo que hizo #muriovidela

@Cecisaia: Oggi c'è un mostro in meno nel mondo. Se c'è qualcosa dopo la morte, che gli restituisca mille volte di più tutto ciò che ha fatto.#muriovidela

Adolfo Perez Esquivel [it](@PrensaPEsquivel), Premio Nobel per la Pace, ha scritto sul suo profilo Twitter:

@PrensaPEsquivel#MurióVidela, un hombre que ha hecho mucho daño al país y a la humanidad. No se ha cerrado un ciclo, hay [que] buscar más #verdad y #justicia.

@PrensaPEsquivel: #MurióVidela, un uomo che ha causato molto dolore al Paese e all'umanità. Non si è concluso un ciclo, bisogna cercare più #verità e #giustizia.

L'utente Infobae ha pubblicato un post su Storify che raccoglie molti altri commenti apparsi su Twitter.

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