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Venezuela: primo tentativo di dialogo politico e opinioni contrastanti

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Tentativi di dialogo tra gli studenti e la polizia a Caracas, Venezuela. Copyright Demotix Foto di Carlos Becerra (15 Febbraio 2014).

Dopo due mesi di violente e incessanti proteste per le strade [en], in cui diversi studenti hanno perso la vita, la crisi venezuelana assiste finalmente ad un tentativo di dialogo tra il governo e l'opposizione. L'incontro è andato in onda sulla televisione nazionale ed è stato molto discusso sui social network, dove sono state pubblicate diverse parti del dibattito nonchè condivise idee riguardo la crisi sociale e politica del Venezuela. Tuttavia, tra le righe di questi scambi di idee, si legge una notevole incertezza condivisa da tutti riguardo al futuro, e permane senza risposta una domanda sui conflitti tra le fazioni politiche e la situazione economica.

Su Twitter la conversazione spopola sotto l'hashtag #DiálogoVenezuela [es, come tutti i link seguenti] (DialogoVenezuela), seguito da opinioni contrastanti, così come le molte altre domande espresse tramite l'hashtag #PreguntasSobreElDebate (Domande sul dibattito). 

Marleny Martinez risponde alle critiche dell'opposizione, che spesso accusa gli avversari di essere a favore di un colpo di stato o di far parte dell'estrema destra:

Quando capiremo che noi dell'opposizione siamo democratici? NO è l'unico pensiero che ci unisce.

Nel frattempo, Ángel David Sardi dipinge il dibattito come un gioco irragionevole:

Siamo 11 a 11, palla al Venezuela? Giusto?

Andrea Bernal, dal suo canto, sottolinea la mancanza di mediatori obiettivi che possano agire come filo conduttore nella discussione:

Dov'è il mediatore? Ci dovrebbe essere un moderatore che non si schieri.

Gustavo Mavare espone una critica sottolineando l'errore dei portavoce del governo, che insistono sulle conquiste dei primi anni del governo di Hugo Chàvez:

Mentre il popolo necessita di una soluzione, il governo è occupato a pensare al passato. Una triste realtà.

Patricia Gutiérrez ha dei dubbi sulle intenzioni del dialogo del governo: 

In Venezuela vogliamo la PACE. Ma una Pace autentica! Non una dittatura mascherata dalla parola ‘dialogo’.

Attraverso un approccio più riflessivo e analitico, nel suo post Diálogo y Conciliación (Dialogo e Riconciliazione), Nicmer Evans annota i progressi raggiunti da tale dialogo, ed elenca alcuni aspetti chiave che stanno dietro all'organizzazione e ai risultati del dibattito:

El diálogo como práctica política no es sólo una alternativa, sino el instrumento fundamental de su práctica en una sociedad global donde la democracia se ha asumido como el sistema universal que rige las relaciones humanas.

En Venezuela, el diálogo entre sectores fuertemente polarizados en principio por concepciones ideológicas, pero hoy más que nunca, por intereses de poder, se plantea como “una necesidad”, posterior a dos meses de violencia urbana

Il dialogo come pratica politica non dev'essere solo un'opzione, bensì uno strumento fondamentale per realizzarla, in una società globalizzata dove si presume che la democrazia sia il sistema universale che governa le relazioni umane.

In Venezuela, il dialogo tra quei settori che sono in linea di principio fermamente polarizzati, a causa di concetti ideologici e interessi di potere (oggi più che mai), diventa una vera e propria “necessità”, soprattuto dopo due mesi di violenza urbana.

Allo stesso modo il blogger analizza ciò che è posto sullo sfondo di entrambe le parti:

La convocatoria y aceptación del diálogo por parte del gobierno es visto por algunos sectores radicales del proceso revolucionario como un síntoma de debilidad […].

De igual manera, dentro de la oposición, la aceptación al diálogo sólo es reconocida por aquel sector que aunque no ha cuestionado las acciones violentas en las calles de diversas ciudades del país, no han convocado a las mismas .

L'invito e l'accettazione del dialogo per conto del governo viene visto da alcuni settori radicali del processo revoluzionario come un segno di debolezza […]. 

Allo stesso modo, all'interno dell'opposizione, l'accettazione del dialogo è solo riconosciuta da quei settori che non si sono confrontati personalmente con le azioni violente nelle strade, nelle varie città di tutto il paese.

E riguardo al processo di dialogo stesso, così come per il ruolo delle parti più estremiste, afferma: 

[…] debe ser manejado con la prudencia necesaria y con el discurso más favorable para generar la inclusión, no sólo de los moderados sino de los radicales, excluyendo a los extremistas violentos, para obligarlos a ceder.

Cualquier asomo de un gobierno de conciliación activaría al sector extremista del chavismo, colocando a Venezuela en un abismo que generaría satisfacción sólo a aquellos sectores que responden a intereses trasnacionales. Pero, aún sin un gobierno de conciliación, la pérdida de las conquistas sociales logradas en el gobierno de Chávez, basadas en una más justa distribución de la renta petrolera, sería otro detonante pero ahora de un conflicto social.

[…] dev'essere affrontato con cautela e con un dibaattito che sia a favore dell'inclusione, non solo da parte dei moderati ma anche dai radicali, escludendo gli estremisti violenti, in modo da obbligarli ad arrendersi.

Qualsiasi accenno ad un governo di riconciliazione susciterebbe le reazioni del settore estremista chavista, spingendo il Venezuela in un abisso dove la soddisfazione crescerebbe solo nei settori che rispondono agli interessi transnazionali. Tuttavia, anche senza un governo di riconciliazione, la perdita dei profitti sociali del governo Chavez, cioè basati su una più equa distribuzione dei guadagni petroliferi, costituirebbe un altro fattore scatenante di un conflitto sociale.

Tramite un altro approccio analitico, Luis Vicente León ha pubblicato su Prodavinci le sue opinioni sul ruolo dei rappresentanti di entrambi i gruppi politici e i risultati di questo scambio: 

¿Qué se ganó? Aunque es muy temprano para proyectar el futuro de estas reuniones y estamos en una fase todavía muy incipiente, se abrió un espacio del tipo de diálogo político que es natural en cualquier dinámica democrática del mundo y que en Venezuela, hasta ayer, era inexistente

El gobierno se presenta a la reunión unido y organizado. Más allá de las múltiples diferencias internas que tienen, el riesgo externo de la oposición en la calle los unifica. En el caso opositor el tema se complica. El conflicto la divide entre moderados y radicales y, además, entre políticos y estudiantes. Nadie individualmente representa a toda la oposición ni puede garantizar el fin del conflicto con un acuerdo de su parte.

Cosa abbiamo guadagnato? Anche se è troppo presto per progettare il futuro di questi incontri, dato che siamo solo all'inizio, uno spazio per il dialogo politico è stato comunque aperto: un dialogo che dovrebbe essere naturale in qualsiasi dinamica democratica del mondo, ma che in Venezuela, fino a ieri, non esisteva.

Il governo si è presentato unito e organizzato all'incontro. Nonostante le numerose differenze interne tra le fazioni, è il rischio esterno di opposizione nelle strade ad unirle. Il conflitto divide il governo in moderati e radicali e, inoltre, gli studenti si oppongono ai politici. Nessuno rappresenta l'intera opposizione individualmente, nè si può garantire una fine al conflitto con un accordo tra singoli.

Infine commenta:

Es evidente que aunque todos son importantes en el diálogo, el éxito o fracaso del mismo pasa por lo que Maduro esté dispuesto a hacer para rescatar el equilibrio del país. Y al gobierno le sobraban oportunidades antes del debate de ayer.

E’ chiaro che tutti sono importanti nel dialogo, il successo o il fallimento si basa sull'intenzione o meno di Maduro di riscattare l'equilibrio del paese. E il governo ha avuto numerose opportunità prima del dibattito di ieri.

Le ore del dibattito, che hanno tenuto la maggior parte dei venezuelani incollati alla televisione, sia all'interno del paese che all'estero o al computer, continuano a generare commenti. Alcuni sono di sfiducia, altri di speranza per una strada verso la riconciliazione, aperta dopo un decennio di conflitti tra prospettive politiche e classi sociali. Gli interventi, in versione integrale, sono disponibili sul sito Albaciudad.org, mentre altri commenti a riguardo possono essere ascoltati sull'HangOut politico con blogger Luis Carlos Díaz e Naky Soto, i quali commentano gli interventi e le loro possibili implicazioni.

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