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Oman: le autorità bloccano l'accesso alla rivista online Mowatin

Murales sulla censura, immagine pubblicata su Pixabay. CC0, dominio pubblico.

Il 3 maggio, le autorità omanite hanno bloccato [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] l'accesso alla rivista online indipendente Mowatin (“cittadino” in lingua araba) [ar].

Attenzione: siamo stati da poco informati che non è possibile accedere al sito web della rivista dal Sultanato dell'Oman. È probabile che le autorità abbiano bloccato il sito.

Attenzione: a seguito del blocco del sito web nel Sultanato dell'Oman, consigliamo ai nostri lettori di utilizzare un VPN per l'accesso.

Mowatin è una rivista omanita indipendente nata nel giugno del 2013 che tratta di vari argomenti riferiti a politica, diritti umani ed economia nell'Oman e nel Golfo Persico. Nel gennaio 2016, la rivista ha annunciato [ar] la sospensione delle sue attività a causa di “circostanze che esulavano dal suo controllo”, e in particolare per il desiderio di “garantire la sicurezza” dei suoi giornalisti e scrittori. I primi sono stati oggetto di pressioni e persecuzioni da parte delle autorità omanite e in particolare da parte del Servizio di Sicurezza Interna (ISS), l'agenzia di intelligence e per la sicurezza del paese.

In un video pubblicato il 25 aprile, la rivista annunciava [ar] che avrebbe ripreso le pubblicazioni il 3 di maggio da Londra, in occasione della Giornata mondiale della libertà della stampa. Ciò nonostante, qualche ora dopo la ripresa delle pubblicazioni, la rivista e i gruppi per la difesa dei diritti umani hanno reso noto che l'accesso al sito web nell'Oman era stato bloccato.

La decisione di bloccare il sito è l'ultima di una serie di misure repressive adottate dalle autorità omanite nel quadro di un’ampia repressione di stato contro i mezzi di informazione indipendenti. Lo scorso agosto, il Ministero dell’ informazione ha ordinato la chiusura del giornale indipendente Azamn per la pubblicazione di notizie relative ad interferenze tra il governo e la magistratura. Tre giornalisti di Azamn, compreso il caporedattore, sono stati arrestati e condannati al carcere per accuse che includevano il “disordine pubblico” e la “diffamazione dello stato”. Ad ottobre, invece, Albalad, un altro giornale indipendente, ha dovuto chiudere i battenti dietro pressioni del governo.

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