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La difficile realtà dei media birmani raccontata dalle vignette

Questo articolo [en] è stato pubblicato da The Irrawaddy, un sito di news indipendente del Myanmar, e viene ripubblicato da Global Voices grazie ad un accordo per la condivisione dei contenuti.

Nonostante la censura sulla stampa – in vigore da decenni – sia stata abolita nel 2012, in Myanmar sembra accadere l'esatto contrario, soprattutto dal 2014.

Di seguito vengono presentate una serie di vignette pubblicate da The Irrawaddy negli anni dal 2014 al 2017, che raccontano i successi e le difficoltà vissuti dai media nel paese.

Giustizia parziale

Vignetta di Kyaw Thu Yein, 30 ottobre 2014 / The Irrawaddy

Nell'ottobre 2014, il reporter freelance Aung Kyaw Naing, conosciuto anche con il nome di Par Gyi, viene ucciso mentre è sotto la custodia dei militari. L'Esercito birmano dichiara che il giornalista è stato ucciso a colpi di pistola perché ha tentato di impossessarsi del fucile di un soldato e di evadere. Nonostante gli sforzi della moglie di perseguire legalmente i militari per la morte del marito e della sua presunta tortura, il caso viene archiviato dalla polizia e dai tribunali.

La libertà di stampa nel Myanmar

Vignetta di Shwe Lu, 4 maggio 2016 / The Irrawaddy

Nel Myanmar la censura sulla stampa è stata abolita nel 2012, ma a quattro anni di distanza la libertà di stampa è ancora in fasce.

Libertà di stampa “controllata”

Vignetta di Kyaw Thu Yein, 3 maggio 2014 / The Irrawaddy

Questa vignetta del 2014 mette in evidenza il controllo sui media indipendenti del Mynamar e l'assenza di qualunque forma di sostegno.

Libertà bandita dall'Articolo 66(d)

Vignetta di Kyaw Thu Yein, 19 maggio 2017 / The Irrawaddy

Ci sono stati quasi 70 arresti in base all'Articolo 66(d) della Legge sulle telecomunicazioni – usata per perseguire la “diffamazione” online – durante il mandato dell'attuale partito al governo, la Lega Nazionale per la Democrazia.

Libertà di stampa?

Vignetta di Harn Lay, 2 maggio 2014 / The Irrawaddy

Nel 2014 la libertà di stampa è tornata ad essere vincolata nel Myanmar perché le autorità hanno posto limitazioni ad alcune pubblicazioni o comunque imposto di non “pubblicare notizie inappropriate sul governo”. Altri media sono stati minacciati che sarebbero stati “accusati di incitamento ai disordini sociali” qualora avessero diffuso notizie sulle violenze verificatesi nello stato di Rahkine. Quattro giornalisti e il CEO di Unity Weekly sono stati arrestati dalle forze speciali della polizia dopo la pubblicazione della notizia dell'esistenza di un presunta fabbrica di esplosivi chimici a Pauk, nella divisione di Magwe. Tutti e quattro rischiano fino a 4 anni di carcere per “aver violato le leggi segrete dello stato”.

Il Ministero dell'Informazione e i suoi molti tentacoli

Vignetta di Zagalay, 2 maggio 2014 / The Irrawaddy

Nonostante il boom di media indipendenti nel paese, il Ministero dell'Informazione del Myanmar ha il controllo pressoché totale di qualunque cosa sia legata all'industria dei media.

Le riforme sulla libertà di stampa in Myanmar stanno per scoppiare

Vignetta di Kyaw Thu Yein, 15 luglio 2014 / The Irrawaddy

Questa vignetta del 2014 mostra la precarietà della libertà di stampa sotto al quasi-civile governo guidato dall'ex-presidente U Thein Sein.

Una nuova crisi

Vignetta di Kyaw Thu Yein, 1° luglio 2017 / The Irrawaddy

Durante il governo di Daw Aung San Suu Kyi, il 26 giugno l'Esercito birmano ha arrestato tre giornalisti di media indipendenti, compreso un giornalista di The Irrawaddy, accusandoli di avere collegamenti con un gruppo etnico fuorilegge. Al momento della pubblicazione di questo articolo, sono ancora in carcere.

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