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Free Basics permetterà davvero a più africani di accedere al web? La nostra analisi in Ghana

Su Free Basics si possono effettuare ricerche in Bing, ma l'accesso ai siti web mostrati nei risultati della ricerca è possibile solo se i  siti sono inclusi nel pacchetto di Free Basics. Screenshot di Kofi Yeboah.

In tutto il mondo sono sempre più numerose le iniziative volte a permettere a un sempre maggior numero di persone di accedere a Internet. C'è di tutto: dalle nuove infrastrutture pubbliche-private e le reti mesh create dalle comunità [it], come quelle di Oaxaca e Capo Verde, ai palloncini aerostatici Wi-Fi [en, come i link seguenti salva diversa indicazione] di Google.

Tra le tante iniziative c'è anche quella di Facebook, Internet.org, che la società con sede nella Silicon Valley descrive come un'iniziativa finalizzata a portare l'accesso a Internet e i vantaggi della connettività nelle regioni del mondo in cui Internet non è accessibile. Il prodotto di punta di Internet.org è un'app mobile chiamata Free Basics, che offre agli utenti l'accesso gratuito a Facebook e a una manciata di servizi online, come Accu Weather, BBC News e Wikipedia.

Sul sito web di Internet.org, Facebook spiega che l'applicazione è pensata per aiutare le persone a comprendere il costo dei dati mobili:

“Illustrando i vantaggi di Internet alle persone tramite questi siti web, ci auguriamo di collegare sempre più utenti a Internet  e aiutarli a migliorare le loro vite”.

Nel tentativo di comprendere meglio l'impatto dell'app Free Basics e il suo ruolo nell'ambito dello spettro più ampio di iniziative globali per favorire l'accesso a Internet, la scorsa primavera un gruppo di collaboratori di Global Voices ha testato l'app in sei diversi paesi del mondo. Abbiamo studiato il caso in Colombia, Ghana, Kenya, Messico, Pakistan e nelle Filippine, rivedendo al tempo stesso le ricerche, gli articoli critici e la documentazione pubblica disponibili sull'app e sulla sua utilità. [Ulteriori informazioni sulla nostra ricerca]

Free Basics è disponibile in 63 paesi, di cui 26 in Africa. Facebook ha stipulato delle partnership con alcuni operatori di telefonia mobile, che offrono questi dati aggiuntivi per permettere agli abbonati di accedere all'app Free Basics.

Quando si usa Free Basics in Ghana tramite Tigo la schermata principale dell'app ha il seguente aspetto:

Schermata principale di Free Basics in Ghana, accessibile tramite Tigo. Screenshot di Kofi Yeboah.

Nell'app sono disponibili i seguenti siti:

  • Facebook
  • Facebook Messenger
  • Facts for Life
  • OLX
  • Tonaton Ghana
  • Baby Center
  • Disney Story Central
  • Jobberman Ghana
  • Ghanaweb
  • BBC News
  • Africa.com
  • GhanaNews
  • Wikipedia
  • Bing
  • ESPN FC
  • Super Sports
  • Accuweather

La maggior parte dei siti disponibili sono localizzati negli Stati Uniti o in Europa. Le uniche versioni locali dei servizi visibili nella schermata principale sono il sito di e-commerce Tonaton Ghana, il sito per la ricerca di opportunità di lavoro Jobberman Ghana, Super Sports e i siti di notizie Ghana Web e Ghana News, che tendono a divulgare storie pre-confezionate già trasmesse da altre emittenti.

Il motore di ricerca Bing è disponibile anche in Ghana e nella maggior parte delle altre versioni testate. Naturalmente, ha un'utilità molto limitata visto che tutti i link visualizzati nei risultati delle ricerche sono inaccessibili agli utenti. Quando un utente tenta di selezionare un link presente nell'elenco dei risultati di Bing, viene visualizzato l'avviso “Traffico dati a pagamento”. Quindi, se l'utente non ha un piano dati, non può accedere al sito web selezionato.

Un set più ampio di applicazioni, che vanno da app per l'apprendimento a siti di sport e intrattenimento, è disponibile in una pagina a parte che può essere aperta dalla pagina principale con pochi clic. Quasi tutti questi siti non sono localizzati in Ghana e molti sono addirittura in paesi non africani.

Gli abbonati non hanno l'accesso completo ai siti web disponibili nell'app Free Basics. Ad esempio, gli utenti possono usare Facebook tramite l'app Free Basics ma non possono accedere alle immagini o guardare video tramite l'app.

I siti web di notizie rimuovono i video, tra cui Daily Nation in Kenya, a cui si riferisce l'immagine. Screenshot di Njeri Wangari.

Le immagini contenute nei siti web di notizie non sono spesso visualizzabili, come mostra l'immagine precedente. In questo caso un avviso dell'app informa gli utenti che devono pagare la tariffa prevista per il traffico dati se desiderano visualizzare un'immagine o guardare un video tramite l'app Free Basics.

L'app Free Basics fornisce ai suoi utenti un accesso limitato ai siti web e ad altre importanti applicazioni. Non offre l'accesso a siti del governo o di servizi pubblici, né offre servizi proposti dai principali concorrenti di Facebook. In Free Basics, ad esempio, non esiste alcuna applicazione equivalente a Twitter né un'applicazione di posta elettronica.

Annuncio pubblicitario gratuito di Facebook, da Airtel.

Fin dal suo esordio, Free Basics ha sollevato molti dubbi sulla sua ‘neutralità di rete’, un termine del settore usato per indicare che chiunque in qualunque paese del mondo dovrebbe essere in grado di accedere e offrire servizi e contenuti su Internet a pari merito. In altre parole, in una rete Internet veramente aperta, tutti i contenuti sono considerati uguali.

Gli interessi economici in gioco nel programma Free Basics sono evidenti. Oltre agli interessi di Facebook e della manciata di siti e servizi offerti tramite l'app, ci sono anche quelli degli operatori di telecomunicazioni che traggono beneficio da Free Basics.

In alcuni rapporti precedenti di BuzzFeed News è emerso che gli operatori di telecomunicazioni — non Facebook — stanno coprendo il costo effettivo necessario per fornire agli utenti dati mobili che permettano loro di accedere all'app Free Basics. Campagne pubblicitarie locali e perfino commenti di dipendenti delle società di telecomunicazioni indicano che l'app Free Basics è stata usata da molti operatori per attirare nuovi abbonati con la promessa del libero accesso a Facebook.

John-Paul Iwuoha, autore e investitore ad impatto sociale, ha allertato i governi africani nel suo articolo pubblicato su Huffington Post e intitolato “Dear Mr. Zuckerberg: Thanks for ‘Free Basics’ in Africa, But We’re Not Totally Convinced” (“Caro Signor Zuckerberg: la ringraziamo per aver reso disponibile Free Basics in Africa, ma non ci ha convinti del tutto). Di seguito alcuni brani dell'articolo di Iwuoha:

While Mr. Zuckerberg firmly believes that restrictive editions of the internet like Free Basics and the principles of net neutrality can co-exist, I have banged my head against the wall several times to imagine how that would happen.

Africa’s history is littered with governments and “gatekeepers” who seek to censor and control access to information, monopolize public conversations, and regulate communication and expression. The open internet is helping to break that stranglehold, and the outcomes could change everything (or most things) for the continent. Therefore, it’s in Africa’s best interests to hold on to the principles of net neutrality to avoid a return to the “dark days.”
Facebook says it doesn’t handpick the services on Free Basics anymore, and now admits any service or website that meets its “criteria.” This sounds comforting, but we must not lose our guard as long as Facebook — a profit-driven, U.S.-based company — retains gate-keeper powers over millions of Africans who will likely come online as a result of Free Basics.

[…]

Facebook’s actions and strategic business investments in Africa need to reflect its vision of bringing internet access to all Africans. Not just a slice of the internet, but all of it.

A differenza del signor Zuckerberg, che crede fermamente che le edizioni restrittive di internet come Free Basics e i principi della neutralità della rete possano coesistere, io ho sbattuto varie volte la testa contro il muro per cercare di immaginare come rendere possibile questa coesistenza.

La storia dell'Africa è costellata di governi e “gatekeeper” che cercano di censurare e controllare l'accesso alle informazioni, monopolizzare le conversazioni pubbliche e regolare la comunicazione e l'espressione. L'Internet aperto contribuisce a rompere questa stretta mortale e i risultati potrebbero cambiare tutto (o quasi tutto) per il continente. Quindi, è nell'interesse dell'Africa rimanere legata ai principi della neutralità della rete per evitare di ripiombare “nell'oscurità”.
Facebook afferma che non sta più scegliendo i servizi offerti da Free Basics, e che consente l'accesso a qualsiasi servizio o sito web che soddisfi i suoi “criteri” aziendali. Tutto ciò sembra rassicurante, ma non dobbiamo abbassare la guardia finché Facebook — un'azienda statunitense orientata al profitto — continuerà a mantenere il suo potere di “gatekeeper” su milioni di africani che scopriranno Internet proprio grazie a Free Basics.

[…]

Le iniziative e gli investimenti economici strategici di Facebook in Africa devono riflettere la sua visione di offrire l'accesso a Internet a tutti gli africani. E, per Internet, intendo tutte le risorse e non solo una parte.

Se Facebook volesse veramente migliorare le conoscenze delle persone nel mondo — e soprattutto nei paesi in via di sviluppo — renderebbe la sua piattaforma compatibile con più lingue, abiliterebbe funzionalità chiave come immagini e video — uno straordinario mezzo dinamico per condividere e migliorare la conoscenza — e permetterebbe agli utenti di accedere a più informazioni sul web.

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