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Giappone: il Reborn Arts Festival di Ishinomaki è la cura per le cicatrici lasciate dallo tsunami

Una delle impressionanti opere d'arte che si trovano sparse in tutta la città di Ishinomaki in occasione del Reborn Art Festival 2017. Foto pubblicata con il permesso dell'autrice.

Si tende a immaginare che, a sei anni dallo tsunami, una zona possa avere ancora delle difficoltà quali, ad esempio, i negozi chiusi e una città ancora in fase di ricostruzione. Questo è quello che mi aspettavo di trovare qualche settimana fa quando sono arrivata a Ishinomaki, nella prefettura di Miyagi, dove il terremoto di magnitudo 9.0 e lo tsunami di dieci metri hanno colpito la città l'11 marzo 2011, causando gravi danni alla zona.

Mi aspettavano invece delle sorprese. Arrivata alla stazione dei treni, che è molto ben tenuta, mi sono ritrovata in una città vivace e fiorente, dove le persone stavano in fila in attesa di salire sull'autobus e le auto circolavano per le strade. Tuttavia, mentre approfondivo la conoscenza della città, ho iniziato a vedere gli strascichi nascosti dello tsunami: i segni sbiaditi presenti sugli edifici, le case abbandonate, i terreni contaminati.

La città di Ishiomaki nella prefettura di Miyagi. Foto pubblicata con il permesso dell'autrice.

Durante i miei cinque giorni a Ishinomaki ho conosciuto sia molti residenti sia persone che vengono da fuori città, i quali avevano una cosa in comune: volevano offrire il loro contributo. La zona ha ottenuto ingenti contributi finanziari e si è ripresa da punto di vista strutturale, ma la città non ha ancora recuperato la sua vecchia energia e vitalità. Ecco perché è stato realizzato il Reborn Art Festival.

Durante il festival, che era incentrato su arte, musica e cibo, si sono organizzati eventi di ogni tipo e per tutta la comunità locale. Le impressionanti opere d'arte pubbliche sono state posizionate in tutta la città. I ristoranti e i negozi della città hanno offerto menu e articoli speciali. Cantanti e gruppi acclamati a livello nazionale si sono esibiti ogni giorno davanti a una folla di spettatori entusiasti. Ho avuto il privilegio di parlare con il Sig. Gota Matsumura, il direttore esecutivo del festival, del modo in cui ha vissuto il terremoto e lo tsunami e delle aspettative legate all'evento.

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Quando il terremoto ha colpito la città, Matsumura si trovava nel suo ufficio. Il direttore del festival ha descritto con chiarezza il modo in cui la massa d'acqua coinvolta dallo tsunami si è alzata fino a raggiungere il primo piano dell'edificio in cui si trovava. Fortunatamente, stava al secondo piano. Le vetrate del suo ufficio erano state frantumate dal terremoto e, non potendo uscire dall'edificio, ha finito col trascorrere la notte con i suoi colleghi. Quella notte, Matsumura ha salvato uno sconosciuto, estraendolo dall'auto che galleggiava nelle acque torbide, avvolgendolo in una coperta e offrendogli del whisky per riscaldarlo. Si cercava disperatamente di sopravvivere, ha raccontato inoltre il direttore, e si aveva l'impressione di essere tutti nella stessa barca. Alla vista di alcune piccole luci in lontananza che si agitavano, si è sentito confortato nel sapere che c'erano altre persone nella sua stessa situazione, impegnati sì a lottare per la sopravvivenza ma comunque vivi.

Il giorno seguente, la massa d'acqua coinvolta dallo tsunami si è ritirata, lasciando le strade ricoperte di fango. Matsumura ha visto persone scavare nel fango alla ricerca degli oggetti di valore, i quali, ovviamente, non sono più stati recuperati. Gli abitanti della zona hanno cercato rifugio in una scuola elementare che si trovava nelle vicinanze, dove, stipati con il resto delle persone, sono rimasti seduti in attesa di aiuto. Lo spazio nelle scuole era molto limitato: circa due persone per tatami. Dopo poco tempo, le persone hanno iniziato a preoccuparsi per i parenti e gli amici. Per dimostrare che erano ancora vivi, i colleghi di Matsumura hanno girato tutte le scuole che accoglievano gli sfollati, affliggendo fogli su cui erano riportati i loro nomi. Di conseguenza, molte persone si spostavano da una scuola all'altra in cerca dei nomi dei loro cari. Matsumura ricorda di aver visto persone scoppiare a piangere e cadere a terra in ginocchio, vedendo il nome dei proprio caro.

Il direttore ha dichiarato che il motivo per cui ha prodotto il festival hanno origine proprio dall'esperienza vissuta durante lo tsunami. Mi ha inoltre riferito che, qualche tempo dopo lo tsunami, è riuscito a trovare la sua auto a pochi chilometri di distanza; è stato fortunato perché molte persone hanno perso non solo i loro beni, ma anche parenti ed amici. Tuttavia, Matsumura ricorda di essersi sentito triste nel vedere persone che, una volta ritirate le acque, cercavano prima i beni materiali, il denaro e la propria auto e poi i loro cari.

Il fatto che l'arte non sia necessaria alla sopravvivenza, afferma Matsumura, è esattamente ciò che la rende così importante. Inoltre ha notato che molte persone hanno imparato ad apprezzarne il valore dopo aver perso i loro cari durante lo tsunami e il terremoto. Matsumura vorrebbe che i visitatori del Reborn festival trovassero la gioia e un senso nelle cose della vita che apparentemente sembrano sciocche e insignificanti, e che riprendessero ad apprezzare la bellezza, l'astratto e ciò che è intangibile come le relazioni e le esperienze piacevoli. Perché esse, nonostante siano in qualche modo completamente inutili, rappresentano gli aspetti più importanti della vita.

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