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Ecatombe di ippopotami in un parco nazionale della Namibia

Screenshot di un reportage di NBC (Namibian Broadcasting Corporation) pubblicato su YouTube, che mostra i corpi di ippopotami tivita in Namibia.

In un comunicato del 10 ottobre il Ministero dell'ambiente della Namibia ha ufficializzato la scoperta di circa un centinaio di carcasse di ippopotami nel Parco nazionale di Bwabwata, nella regione nordoccidentale del paese.

L’ecatombe [it] equivale a una perdita di oltre l'8% degli ippopotami che vivono nel parco nazionale della Namibia, il cui settore turistico dipende fortemente dalla sua biodiversità e dal suo ecosistema. Dai dati disponibili, emerge che il turismo contribuisce [en, come i link seguenti salva diversa indicazione] per il 16% al prodotto nazionale lordo (PIL) e per il 17,7% all'occupazione.

La notizia ha attirato l'attenzione della stampa internazionale e ha fatto il giro dei social media. Joe Bauwens, che ha lavorato nel settore del turismo ed è specializzato in fauna, prospezioni minerarie, sviluppo, tutela dell'ambiente, istruzione e chimica ambientale ha pubblicato sul suo blog Sciency Thoughts una teoria sulla possibile causa di queste morti:

Authorities in the Bwabwata National Park in northeast Namibia have reported a suspected outbreak of Anthrax that has killed over a hundred Hippopotamus in the last week. Tissue samples from the animals have been sent for testing, and the cause of the disease has yet to be confirmed, but no other disease is known to be able to rapidly kill large numbers of Hippos in this way. Concerns have also been raised that the disease may have affected other animals in the park, particularly Crocodiles that are likely to have fed on any dead animals in or close to a river.

Le autorità del Parco nazionale di Bwabwata nella Namibia nordoccidentale hanno segnalato una sospetta epidemia di antrace che, la scorsa settimana, ha ucciso oltre cento ippopotami. Sono stati prelevati dei campioni per le analisi, ma si attende ancora conferma della causa della morte degli animali. Nessun'altra malattia è tuttavia in grado di uccidere rapidamente un così grande numero di ippopotami in questo modo. Si teme anche che le spore possano aver contagiato anche altri animali del parco, in particolare i coccodrilli, che si cibano di animali morti o che vivono in prossimità delle rive dei fiumi.

Foto e video trasmessi da notiziari locali che mostrano le carcasse, molte a pancia in su.

Secondo la giornalista scientifica Stéphanie Schmidt di Trust My Science, le conseguenze potrebbero essere molto più gravi se la causa fosse veramente l'antrace perché altri animali e anche la popolazione locale che vive nell'area circostante potrebbero essere stati esposti:

S’il s’avère qu’il s’agit réellement de la maladie du charbon, qui aurait provoqué la mort de tous ces hippopotames (retrouvés couchés sur le flanc et dans les eaux fluviales), alors il se pourrait qu’ils ne soient pas les seuls à être les victimes de cette maladie. Un certain nombre de buffles d’eau morts auraient également été découverts. De plus, les crocodiles qui se nourrissent d’hippopotames morts pourraient également être infectés par la bactérie Bacillus anthracis.

Les habitants locaux et les autorités namibiennes soupçonnent les épidémies de fièvre charbonneuse comme étant responsables de la mort de 300 personnes en 2004 (après qu’elles aient bu de l’eau contaminée), ainsi qu’un autre incident moins grave, survenu en 2010. « Il s’agit d’une situation que nous avons déjà vue auparavant.Cela est déjà arrivé en Zambie, et cela se produit principalement lorsque le niveau de la rivière est bas », a expliqué Colgar Sikopo, directeur des parcs et de la gestion de la faune de la Namibie.

Se la causa della morte di tutti questi ippopotami (trovati a pancia in su nel fiume) è veramente l'antrace, potrebbero esserci anche altre vittime. Sono infatti stati trovati morti anche molti bufali d'acqua. Inoltre, è possibile che anche i coccodrilli che si sono cibati degli ippopotami morti siano stati infettati dai batteri del Bacillus anthracis.

Le autorità locali e quelle del parco nazionale sospettano che proprio l'antrace sia stata la causa della morte di 300 persone (che avevano bevuto acqua contaminata) nel 2004 e di un altro incidente meno grave verificatosi nel 2010. “È una situazione che abbiamo già visto prima. È già accaduto prima in Zambia. In passato si è verificato quando il livello dei fiumi era particolarmente basso”, ha spiegato Colgar Sikopo, il direttore dei parchi e responsabile della fauna in Namibia.

Nell'articolo aggiunge:

Hormis les épidémies de fièvre charbonneuse, les scientifiques ont également, récemment, enquêté sur une autre souche mystérieuse et hybride de l’agent pathogène, liée à la mort de chimpanzés, de gorilles et d’éléphants.

Cette souche serait responsable de près de 40% des décès d’animaux du parc national de Taï, en Côte d’Ivoire, au cours de la période d’étude des scientifiques. Cependant, il n’y a aucune preuve que cette souche particulière soit à l’origine des décès des hippopotames. […]

En plus de la faune sauvage, il y a environ 5500 personnes qui vivent dans la région du parc national de Bwabwata. Actuellement, les autorités les avertissent de se méfier de la zone touchée et surtout de ne pas consommer de la chair d’hippopotame. « Nous conseillons fortement de ne pas consommer cette viande. Nous faisons de notre mieux pour brûler chaque carcasse afin de prévenir la propagation de la maladie, mais aussi pour nous assurer qu’aucune personne n’atteigne ces animaux et n’exploite leur viande », a déclaré Sikopo New Era.

Oltre all'epidemia di antrace, gli scienziati hanno recentemente scoperto un altro misterioso ceppo ibrido di un agente patogeno, responsabile della morte di scimpanzé, gorilla ed elefanti.

Secondo gli studi scientifici effettuati, questo ceppo ha causato la morte di circa il 40% degli animali nel Parco Nazionale di Taï in Costa d'Avorio. Tuttavia, non esistono prove che questo particolare ceppo abbia causato la morte degli ippopotami. […]

Nella regione del Parco nazionale di Bwabwata insieme alla fauna selvatica convivono circa 5.500 persone. Al momento le autorità stanno suggerendo loro di prestare attenzione all'area contaminata e soprattutto di non consumare carne di ippopotamo. “Raccomandiamo vivamente di non consumare la carne di ippopotamo. Stiamo cercando di fare il possibile per bruciare ogni carcassa allo scopo di evitare che l'epidemia possa diffondersi, ma anche per essere certi che nessuno si impossessi degli animali e si nutra della loro carne”, ha raccontato Sikopo a New Era.

L'antrace è causata da un batterio, il Bacillus anthracis, le cui spore possono sopravvivere per anni o addirittura decenni, in attesa che vengano ingerite da essere umani, mammiferi e uccelli.

Charles Patrick Davis, MD, PhD, che scrive per MedicineNet.com, afferma che il batterio è presente in molte parti del mondo, tra cui l'Africa sub-sahariana, l'Asia, l'Europa meridionale, il Nord e il Sud America e l'Australia.

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