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Ecco a voi le persone che stanno bloccando il nuovo mega-gasdotto TAP nel sud Italia

Uno screenshot di un video di protesta contro la Trans Adriatic Pipeline. Foto: Paolo Zuccotti / 350.org, usato con permesso.

Uno screenshot di un video di protesta contro la Trans Adriatic Pipeline. Foto: Paolo Zuccotti / 350.org, usato con permesso.

Questo post è basato su un contenuto originariamente pubblicato su 350.org [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] nel quadro di un accordo di partnership con Global Voices.

Nell'Italia meridionale, madri, insegnanti, operatori sanitari, nonni e coltivatori di ulivi stanno conducendo una resistenza pacifica per proteggere le loro terre e la loro comunità dalla costruzione di  un mega-gasdotto.

Dal 13 novembre, centinaia di poliziotti hanno imposto una “zona rossa” attorno al cantiere del Trans Adriatic Pipeline (TAP), impedendo a giornalisti, cittadini e funzionari del governo locale di accedere all'area.

Ciononostante e malgrado una risposta violenta da parte della polizia e multe individuali fino a 10.000 euro, le comunità locali di Melendugno sono determinate a continuare la loro resistenza per fermare la costruzione del TAP.

Queste sono alcune delle persone che bloccano il progetto:

Valentina è un'artigiana locale che non è più disposta a farsi da parte mentre il denaro pubblico viene speso per il guadagno privato di società multinazionali. Critica la corruzione e gli interessi criminali che circondano i progetti.

Anna Maria si definisce una nonna NoTAP, che combatte per il bene della sua terra. È sensibile alla protezione dell'ambiente, visto che suo nipote soffre di problemi di salute causati da problemi ambientali.

Simone Dima è il vice sindaco di Melendugno. Vede il TAP come un progetto non necessario che distrugge il clima e l'economia locale, che si basa sul turismo e l'agricoltura.

Francesco si oppone al TAP perché vuole che la sua terra sia protetta. È previsto che il gasdotto e il terminale siano costruiti su un'area protetta con uliveti secolari, falde acquifere, foreste incontaminate e una splendida costa.

Aurora è una giovane donna che agisce per resistere ad un progetto imposto e indesiderato, costruito da un consorzio multinazionale con l'aiuto dello stato, senza lasciare che la gente possa dire la propria e nonostante l'opposizione locale negli ultimi sei anni, sin dall'inizio del progetto.

Sabina resiste al TAP, che considera un progetto inutile e pericoloso, che minaccia la sua fonte di sostentamento nel turismo a San Foca. Sottolinea che il progetto TAP non è solo un problema locale, ma anche europeo, che non si dovrebbe realizzare né nel Salento né altrove.

La gente del posto riceve un sostegno crescente mentre le banche vengono sottoposte a pressioni internazionali, per rifiutare i prestiti su cui il progetto si basa per andare avanti. Ad esempio, sempre più persone chiedono alla Banca Europea degli Investimenti di impegnarsi contro il finanziamento del progetto TAP per un importo di 1,5 miliardi di euro.

TAP fa parte del progetto energetico di punta della Commissione Europea, il Corridoio Meridionale del Gas [it]. L'UE spinge per lo sviluppo massiccio di nuove infrastrutture per il gas anche se le infrastrutture esistenti funzionano già al di sotto della loro capacità, e nonostante l'espansione del mercato del gas sia incompatibile con l'Accordo sul clima di Parigi.

Filmati di Paolo Zuccotti e Jan Hajdelak per 350.org. Musica: Am-Trans di Podington Bear (Attribuzione-NonCommerciale 3.0 Licenza Internazionale – www.soundofpicture.com).

Per saperne di più, consultate il nostro articolo precedente sul tema: Proteste in Italia contro la rimozione degli ulivi pugliesi e la costruzione del gasdotto TAP.

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