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Cambogia e sindrome del nido vuoto: le giovani famiglie di pescatori del Mekong lottano per la loro sopravvivenza

Cambogia – 30/01/18 – Phnom Penh. Sami (16 anni) e Luc (25 anni) sono entrambi cresciuti sull'acqua. Le loro famiglie rappresentano la storia della pesca e la marineria che risalgono a 4000 anni fa – una storia che include la migrazione attraverso il Sud-est asiatico e la sopravvivenza al genocidio dei Khmer rossi del 1975-1979, fino ai giorni nostri. Ma Sami e Luc fanno anche parte di una nuova generazione di genitori adolescenti che faticano a sopravvivere sul fiume. (FOTO: Francesco Brembati, usata con permesso).

Di Corinne Redfern

Due settimane fa, poco dopo le due del mattino, la barca di Sami si scontra con le onde del fiume Mekong e tutti i suoi averi cadono in acqua, incluso Lydie, la figlia appena nata. “È andata proprio cosí “, ricorda la sedicenne.

Incapace di dormire mentre il vento lacera il telone, unico e scarso riparo dalle intemperie, Sami aveva trascorso le due ore precedenti seduta con le ginocchia che spingevano sullo stomaco, desiderando di essere di nuovo a terra. La tempesta infuria intorno a loro e suo marito Luc , 25 anni, muso imbronciato, era impegnato a bilanciare con il peso del suo corpo lo scafo di legno intagliato a mano nel tentativo di impedire alla loro piccola casa di capovolgersi. Nel frattempo la figlia dormiva pacificamente nella sua amaca verde scura. “Non ho dovuto nemmeno cullarla”, dice adesso Sami. “Il vento era abbastanza forte da farlo per me.” Durante la tempesta Sami aveva pensato di afferrare Lydie tra le braccia, per proteggerla. “O meglio lasciarla dove stava. E nel momento dell'impatto , non sono riuscita a prenderla in tempo: improvvisamente mi sono ritrovata sott'acqua e tutto era freddo e scuro.”

Cambogia – 30/01/18 – Phnom Penh. Anche se Samy e Luc vivono e conservano tutti i loro effetti personali sulla barca, per ragioni di sicurezza e praticità attraccano sempre a terra . (FOTO: Francesco Brembati. Usata con permesso)

Luc raggiunge prima Lydie. Immergendosi più a fondo sott'acqua, allontana le pentole, le padelle e gli abiti che stanno affondando per soccorrere e liberare la figlia da tutti i detriti che la immobilizzavano. Quando la bambina di solo sei settimane inizia a urlare dopo aver raggiunto la superficie, Sami scoppia in lacrime. “Pensavo fosse morta. I bambini muoiono costantemente qui. Non sai mai se riuscirai a vedere i tuoi vivi per sempre o solo per un po’. “

Sami e Luc sono entrambi cresciuti sull'acqua. Da membri della comunità Cham [en] – un gruppo di minoranza di circa 288.000 musulmani cambogiani che vivono in gran parte lungo il fiume Mekong e ai margini del lago Tonle Sap nelle province di Kompong Chhnang e Kompong Cham, le loro famiglie rappresentano la storia della pesca e la marineria risalente a 4000 anni fa – una storia che include la migrazione attraverso il Sud-est asiatico e la sopravvivenza al genocidio dei Khmer rossi del 1975-1979, fino ai giorni nostri.

Ma Sami e Luc fanno anche parte di una nuova generazione di genitori adolescenti il cui numero è quasi raddoppiato in Cambogia dal 2010, anche se il matrimonio è illegale per i minori di 18 anni. Ciononostante, le ragazze di 15-17 anni si innamorano dei loro vicini di casa-barca e la mancanza di educazione sessuale – o qualsiasi tipo di educazione, in questo caso – fa rapidamente, se non involontariamente, nascere nuove famiglie. La mancanza di esperienza di vita, insieme a un'eredità culturale difficile da gestire, ha dato origine a una nuova crisi legata alla pura sopravvivenza.

Anche se apparentemente i genitori sono sempre più giovani, poco è cambiato nel modo in cui vive la comunità. Ogni mattina, all’ alba, le famiglie si spostano dai loro alloggi a bordo di piccole barche di legno, e insieme si dirigono verso acque più profonde per pescare anguille e carpe color argento conosciute come “trey riel”. Le madri adolescenti stanno in piedi sulla prua, coperte da un velo leggermente avvolto che protegge il loro collo dal sole, mentre i loro mariti lanciano le reti intrecciate a mano nell'acqua e aspettano che si gonfino.

Quando la giornata va bene, i locali sotto i pontili brulicano di pesce fresco e le famiglie si dirigono direttamente al mercato di Prev Pnov, a 12 chilometri a nord di Phnom Penh, dove il prezzo di un chilo di pesce arriva fino a 6000 riel, ovvero 1,50 dollari. Zuppa di pesce e riso sono serviti per colazione e pranzo. Il pesce e il riso fritto vengono preparati per cena.

Ma le giornate di pesca copiosa sono sempre più rare, e sembra che per questa nuova generazione non valga più la pena aspettare.

Negli ultimi anni, le nuove tecnologie e i metodi di pesca illegali – come l'uso di batterie usate per le scariche elettriche su interi banchi di pesce – hanno iniziato a esaurire la pesca locale. L'obiettivo del governo di produrre 1,2 milioni di tonnellate di pesce entro il 2019, per ridurre le importazioni dai paesi vicini come il Vietnam, sta incoraggiando la creazione di allevamenti ittici industrializzati. Entrambi gli sviluppi stanno costringendo le famiglie di Cham a navigare con le loro imbarcazioni per più di tre ore controcorrente per ottenere una pesca decente. Quando arrivano con i loro secchi di carpe al mercato di Prek Pnov scoprono che i prezzi sono sempre più bassi, riducendo ancora di più i loro guadagni. E mentre lo sviluppo degli hotel di lusso si estende lungo le rive del fiume Tonle Sap, la pressione sulla comunità di Cham per abbandonare i suoi campi si fa sempre più insistente tanto da costringerla a rimanere ormeggiata nel mezzo del fiume durante la notte, aumentando il rischio di ribaltamento e annegamento.

Cambogia – 15/02/18 – Phnom Penh. Nella comunità islamica di pescatori sul fiume del Mekong a Phnom Penh non tutti i bambini imparano subito a nuotare, anche se vivono sull'acqua. Per tale motivo la possibilità di annegare è alta. Tuttavia, mentre i maschi imparano prima, le ragazze spesso imparano proprio quando lasciano la famiglia per sposarsi. Qualcuna, tra le donne più anziane della comunità, non sa ancora nuotare.

Quindi oggi, per questi genitori-ragazzi con bambini da sfamare, la vita sull'acqua sta iniziando a perdere parte del suo fascino. “Mia figlia Lyna piange tutto il giorno perché ha fame e non ho niente da darle”, spiega Ros Herny, 17 anni, che ha imparato a nuotare solo due anni fa, nonostante vivesse a bordo delle barche sin dalla nascita.

“Da bambino, mangiavo pesce per colazione, pranzo e cena, con un po ‘di riso per riempirmi. Ma il pesce è diventato un lusso che non possiamo più permetterci. Quindi a Lyna per colazione, pranzo e cena do riso bollito in acqua di fiume, e non mangia mai pesce. Non ha energie ed è molto minuta per la sua età. Mi chiedo perché viviamo in questo modo.”

La generazione dei suoi genitori ha vissuto meglio, dice Herny. “I miei amici ed io stiamo creando le nostre famiglie ora, ma non abbiamo le competenze necessarie per entrare in concorrenza con le grandi aziende, quindi ai nostri figli non resta niente da mangiare. Nel frattempo, i miei genitori devono solo badare a loro stessi. A volte hanno ancora un sacco di pesce che avanza”.

Dak Gneng, project manager dell'ONG Friends International a Takmao, afferma di incontrare sempre più madri adolescenti della comunità di Cham che non sono in grado di nutrire adeguatamente i propri figli.

“Quando parlo con loro, tutti mi dicono quanto sia pericoloso condurre questa vita”, spiega Gneng. “I loro genitori dicono ‘questa è la nostra cultura, devi vivere lungo il fiume e rispettare l'acqua’, ma la generazione più giovane è quella che deve nutrire la famiglia e allo stesso tempo competere con le grandi multinazionali. Sono sempre più infelici qui. “

Cambogia – 22/02/18 – Phnom Penh. Mentre gli hotel come il Sokha continuano ad espandersi lungo le rive del fiume Tonle Sap, la pressione esercitata sui pescatori islamici è tale da disperdere i loro campi e costringerli a sostare nel mezzo del fiume durante la notte; aumentando il rischio di ribaltamento e annegamento. (FOTO: Francesco Brembati. Usato con permesso)

Molti giovani genitori hanno già iniziato a cercare lavoro in altri settori come l'industria tessile o la vendita ambulante. Alcuni addirittura considerano l'accattonaggio lungo il fiume come un'alternativa più valida. (“Non mi piace, ma è tutto ciò che posso fare a volte”, dice Herny). Il marito di Sami, Luc, di recente, ha trovato un lavoro su un’ imbarcazione turistica, navigando lungo il fiume al tramonto, mentre i visitatori fotografano i contorni della comunità che lui chiama casa. “Dice che vuole risparmiare abbastanza denaro per poter affittare un appartamento nel centro della città”, dice Sami. “Non vogliamo che nostra figlia cresca senza cibo o spaventata come noi.”

Ma la stessa giovinezza che ha generato insoddisfazione può anche rendere loro difficile abbandonare la comunità, soprattutto quando si tratta di dire addio ai genitori. Hasanas Rong ha 17 anni e sta crescendo da sola la figlia di due mesi, Eyni, da quando il marito l'ha lasciata per trasferirsi in città. “Ha detto che non voleva più essere un pescatore, perché non ci sono pesci”, spiega. “Abbiamo litigato, perché non mi sentivo pronta a lasciare la mia famiglia, e cosí ha detto che avrebbe divorziato da me.” Era incinta di tre mesi all'epoca, e da allora non lo ha più visto.

Cambogia – 04/02/18 – Phnom Penh. Hasanas Rong (17 anni) con la figlia Eyni Not (2 mesi). Dopo essere stata lasciata dal marito mentre era incinta, Rong è tornata a vivere con la sua famiglia perché senza lavoro. Rong e Eyni patiscono spesso la fame, ma starebbero ancora peggio se la sua famiglia non le aiutasse affatto. (FOTO: Francesco Brembati. Usata con permesso)

Hole Son, suo fratello di 34 anni crede che Hasanas avrebbe dovuto lasciare la famiglia e seguire il marito in cerca di un reddito più stabile. “Rong è troppo giovane per avere un figlio, ma qui è normale,” dice. “La maggior parte delle ragazze sono adolescenti quando rimangono incinte per la prima volta. Ora dobbiamo sostenerla, perché lei non ha un lavoro, e sua figlia non ha niente da mangiare. Vedo spesso Rong digiunare per giorni interi, un modo per non doversi vergognare di chiedere a nostra madre e mio padre un ulteriore aiuto. “

Hole Son dice che quando la pesca va bene, può comunque guadagnare fino a 60.000 riel (15 dollari) in un solo giorno e che aiuterà la sorella. “Ma quando va male, non guadagno niente”. In questi momenti, la vecchia generazione ha la priorità. “Come segno di rispetto, i nostri genitori mangiano per primi, anche se questo significa che ai giovani non resta nulla”, dice.

Rong si zittisce quando le viene chiesto della sua situazione. “È una crudeltà per la mia bambina”, dice alla fine. “Non posso allattarla al seno, perché non ho abbastanza latte, e piange tutto il giorno perché ha fame. Stiamo fuori sedute sotto il sole tutto il giorno, e credo che questo ci faccia anche ammalare. Tutto è molto brutto per noi qui. Sono molto spaventata per la mia bambina.”

Sami è d'accordo. “Quando ero un bambino, pur avendo fame, non ero mai così affamato. Quando guardo Lydie, penso ‘forse staresti meglio lontana dall'acqua. Forse l'acqua dopotutto non è nostra amica .”

Corinne Redfern è una  giornalista freelance pluripremiata il cui lavoro è apparso su Telegraph, Guardia, Marie Claire, Stylist, Sunday Times e BBC. Attualmente vive in Cambogia. Questo articolo fa parte del progetto Crying Hunger, prodotto con il supporto dell’ European Journalism Centre.

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