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‘Non puoi essere liberatore e ladro allo stesso tempo': forze russe puniscono soldati siriani per sciacallaggio in un video

Screenshot del video ampiamente diffuso che mostra soldati Russi punire soldati del regime Siriano. Source: Al Aan TV YouTube Channel.

A metà maggio 2018 è diventato virale un video che mostra le forze russe mentre puniscono soldati del regime siriano [en,come tutti i link a seguire] sorpresi a saccheggiare nel villaggio di Babila, nel sud di Damasco, pochi giorni dopo che le forze pro-regime hanno riconquistato il controllo della città dalle fazioni dell’esercito siriano libero (FSA).

In una scena di umiliazione pubblica, si vedono i soldati con la faccia a terra vicino a degli edifici demoliti, con dei fucili puntati alla testa. Secondo le testimonianze, i soldati del video sono stati poi arrestati con minacce da parte dei russi di punizioni più dure nel caso l’episodio si verificasse nuovamente.

Il video che sta diventando virale. I soldati russi in un villaggio della parte rurale di Damasco scoprono dei soldati siriani (dell’esercito di Assad) mentre saccheggiano delle case. I russi hanno arrestato i soldati siriani, costringendoli a stare con la faccia a terra in mezzo agli applausi del pubblico.

Questo è il prezzo che paga Bashar per avere la protezione di Putin.

Il saccheggio diffuso

Le scene di saccheggio non si limitano solo a Babila.

A metà aprile, i militari siriani aiutati dalle forze russe e dalle milizie palestinesi, hanno iniziato un’offensiva per prendere il controllo del campo di Yarmouk (dove abitano rifugiati palestinesi di Damasco) e l’area vicina di Al Hajar Al Aswad, che ai tempi erano in mano all’Isis e al fronte Nusra.

Dopo un mese di battaglie, l’esercito siriano ha dichiarato Damasco e le aree circorstanti “completamente sicure”, dopo aver costretto i combattenti dell’Isis a lasciare la loro ultima area controllata vicino alla capitale.

Dopo la vittoria, ci sono state numerose testimonianze che le forze affiliate al governo del Presidente Bashar Al Assad hanno iniziato con lo sciacallggio sfrenato. I social media sono stati inondati da foto e video che mostravano i soldati rubare frigoriferi, lavatrici e mobili.

Conosciuto come “taafish” nel gergo colloquiale siriano, la pratica di saccheggiare le proprietà dei residenti delle aree conquistate ha avuto inizio negli ultimi anni. Di solito i mobili vengono venduti ai mercati dell’usato, dove alcune persone che cercano di riottenere ciò che hanno perso si vedono obbligate a ricomprare i propri oggetti a prezzi alti.

In alcune aree questi mercati hanno delle implicazioni settarie, come a Homs, che ha visto uno dei più brutali inasprimenti da parte del governo e dove uno dei mercati si chiama “Souq Al Sunna” (Mercato dei sunniti), in una cruda allusione alla religione degli abitanti di quella zona espropriati dei loro oggetti.

Gli abitanti di Damasco sud si sono ritrovati a guardare il furto dei propri oggetti alla luce del sole, dopo che era stata portata a termine l’offensiva militare. Queste testimonianze non provengono solo da parte di chi supporta l’opposizione ma anche da coloro che sono favorevoli al governo.

Un video postato su YouTube mostra un giornalista affiliato a Liwa al Quds (una milizia del governo palestinese che ha preso parte alle battaglie a sud di Damasco insieme al regime siriano) mentre litiga con le forze del regime siriano, dopo aver sorpreso i soldati mentre saccheggiavano la sua abitazione nel campo di Yarmouk.

Ci sono anche dei racconti su militanti Shabiha affiliati al governo, che hanno ucciso due bambini che protestavano contro il saccheggio.

Alcuni sciacalli si giustificano dicendo che hanno difficoltà economiche a causa dei bassi stipendi o che considerano gli oggetti come una giusta ricompensa per i loro sforzi durante le battaglie.

‘Chi è che conduce le danze?’

Ci sono vari tipi di ironia sull’incidente in cui isoldati russi puniscono i soldati siriani sorpresi a rubare. La prima satira fa paragoni sarcastici alle scene di degrado e tortura messe a punto dalle forze del regime contro gli attivisti dell’opposizione.

Sui social media alcuni sottolineano la somiglianza tra questo video e quello che mostrava le forze di sicurezza mentre picchiavano e umiliavano dei detenuti nel villaggio di al-Bayda, nella città costiera di Baniyas nell’aprile 2011, durante i primi giorni della rivoluzione. Tuttavia secondo alcuni utenti che supportano il regime, il video del 2011 era falso e mostrava in realtà combattenti Peshmerga del Kurdistan iracheno e non i soldati siriani.

Polizia militare russa a sud di Damasco arresta dei soggetti delle forze del regime accusandoli di saccheggiare le case. Chi è che conduce le danze?

La seconda satira afferma che la Russia nel video si erge come protettrice di quelle stesse persone che ha ucciso, mutilato e cacciato di casa, dopo mesi di bombardamenti aerei nelle aree a sud di Damasco che erano in mano all’opposizione.

Ora che la scia delle battaglie si è fermata a Damasco e nelle aree circostanti, cresce il dubbio su come saranno lo stato e l’ordine futuro della Siria. C’è una proliferazione delle milizie e una incontrollata diffusione di armi in mano a fazioni militari non statali, tra cui russi e iraniani. E dopo la vittoria militare, il regime sembra non essere in grado o non volere fermare i saccheggi sempre più diffusi.

Maram, una studentessa palestino-siriana di letteratura inglese di Yarmouk ha detto a Global Voices:

They claim to be liberating us from terrorists but are looting our belongings and no one can stop them. You cannot be a liberator and a thief at the same time. This is the law of the jungle. I wonder what future awaits us.

Dicono che ci stanno liberando dai terroristi, ma saccheggiano le nostre proprietà e nessuno li può fermare. Non puoi essere un liberatore e un ladro allo stesso tempo. Questa è la legge della giungla. Mi chiedo che futuro ci aspetta.

Maram ha poi citato una famosa frase di George Orwell del romanzo “1984” che secondo lei racchiude la sua idea di futuro della Siria: “Se vuoi un'immagine del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano — per sempre”.

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