Port Harcourt: la città nigeriana ‘avvolta in una coltre di fuliggine’

Screenshot della campagna #StoptheSoot scattato a Port Harcourt, Nigeria

Port Harcourt, il centro nigeriano dell'industria petrolifera, è soffocata [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] da tempo da una spessa coltre di fuliggine tossica in polvere che sta mettendo a rischio la salute dei suoi oltre un milione di abitanti.

L'aria tossica, che costringe i residenti a pulire continuamente le loro macchine e case, nonché ad indossare dispositivi di protezione a titolo precauzionale, ha finito per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica per la gravità e la portata di questa crisi. Saatah Nubari ha raccontato a CNN:

“You're wiping your face with a handkerchief and everything is black. You're trying to clean your car and everything is black. Or you look at the soles of your feet and it is just pitch black.”

“Ti pulisci la faccia con un fazzoletto e diventa subito nero. Tenti di pulire la macchina ed è tutto nero. Guardi le piante dei tuoi piedi e sono color pece.”

George Kerley, che scrive per TheCable, ha lanciato il seguente allarme:

The increasing level of soot in the air and environment of Port Harcourt is largely due to two factors, the activities of security agencies who burn off illegally bunkered petroleum products and the activities of illegal oil refinery operators who run their operations from the creeks and hinterlands of some of the communities around and surrounding Port Harcourt. It has been established that soot causes cancer and lung disease and maybe the second biggest human cause of global warming. It has also been established that long-term exposure to urban air pollution containing soot increases the risk of coronary artery disease.

I livelli elevati di fuliggine nell'aria e nell'ambiente di Port Harcourt sono principalmente dovuti a due fattori: le attività delle agenzie di sicurezza che bruciano illegalmente combustibili petroliferi pesanti e le attività dei gestori di raffinerie illegali che svolgono le loro operazioni nelle insenature e nell'entroterra di alcune delle comunità situate attorno a Port Harcourt. È risaputo che la fuliggine causa tumori, malattie polmonari e potrebbe essere la seconda causa al mondo del riscaldamento globale causato dall'uomo. È stato accertato anche che l'esposizione nel lungo termine ad aria inquinata contenente fuliggine aumenta il rischio di sviluppare coronopatie.

In risposta alla crescente preoccupazione dei cittadini per la crisi ambientale, il Ministro dell'Ambiente della Nigeria ha dichiarato l'inquinamento dell'aria “un'emergenza” già agli inizi dello scorso anno, ma ha attribuito la colpa di questo problema alle raffinerie illegali di petrolio grezzo e all'incenerimento di pneumatici.

Questo incolparsi a vicenda non ha fatto sparire la fuliggine né ha contribuito a rendere l'aria più pulita, spingendo i netizen ad esprimere la propria rabbia su Twitter utilizzando l'hashtag #StoptheSoot.

Un utente di Twitter ha pubblicato una foto del panorama della città avvolto da fumo nero:

Il problema non interessa solo PH, ma quasi tutte le aree di SS. È terribile.

Un altro ha condiviso una foto della fuliggine che copre la sua abitazione:

Questo è quello che respiriamo a Port Harcourt! Stamattina sto pulendo la mia stanza. Qui stiamo morendo.

#StoptheSoot si è trasformato da un semplice hashtag di Twitter in un vero e proprio movimento ambientalista che reclama aria pulita e un ambiente sicuro nello stato di Rivers, situato nel delta del Niger. I gruppi di difesa dell'ambiente si sono riversati per le strade per protestare ed organizzato incontri con il governo dello stato di Rivers.

Un'altra iniziativa dei cittadini lanciata da Global Shapers Community Port Harcourt ha richiamato l'attenzione globale sul disastro ambientale di Port Harcourt presentando una petizione al Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente.

Ebenezar Wikina, un membro del gruppo ha precisato quanto segue:

The funniest thing is people who are freaking out the most about the soot are people who just got to know about it only few weeks or days ago. The soot thing was first noticed by Port Harcourt residents as far back as October 2016. Yes, October…. Although the Commissioner for Environment, Prof Roseline Konya, eventually came out to engage citizens through various radio stations in Port Harcourt, but in the heat of our advocacy the authorities were silent. The best we heard was that testing was currently being done. Testing, Testing. Testing what? Is it a microphone? People were vexed! The hashtag trended for days as people kept showing evidence of the soot around them — at home, at work, and even in their nostrils.

It was at this time the Port Harcourt Global Shapers decided to call for higher powers. We started a petition on Change.org (which at the moment is closing in on 300 signatures). We have taken it further by informing [United Nations] UN Environment officially about the issues. Of course, the UN cannot come down to solve our problems for us but maybe if the international community is aware, the challenge we’re facing will be handled with more urgency.

 La cosa più divertente è che le persone che sono più spaventate dalla fuliggine sono quelle che sono venute a conoscenza del problema solo qualche settimana fa. Il problema della fuliggine era stato segnalato dai cittadini di Port Harcourt nel lontano ottobre del 2016. Sì, ottobre…. Fatta eccezione per il Commissionario per l'ambiente, il Prof. Roseline Konya, che alla fine si è deciso a informare i cittadini tramite varie stazioni radio di  Port Harcourt, il resto delle autorità è rimasto in silenzio mentre le proteste si moltiplicavano. La battuta migliore che abbiamo sentito è che stavano effettuando dei test. Test, test e sempre test. Ma test di cosa? Mica si stava parlando di un microfono. Tutto ciò ha irritato la gente. L'hashtag è diventato di tendenza in pochi giorni e sempre più persone hanno iniziato a pubblicare immagini della fuliggine che invadeva le loro case, i loro posti di lavoro e perfino le loro narici.

È stato allora che Port Harcourt Global Shapers ha deciso di rivolgersi ai poteri superiori. Abbiamo lanciato una petizione su Change.org (alla quale per il momento hanno aderito quasi 300 persone). Tuttavia, non ci siano limitati solo a questo, ed abbiamo deciso di segnalare ufficialmente il problema al Programma della Nazioni Unite per l'Ambiente. È ovvio che le Nazioni Unite non possono risolvere i nostri problemi, ma se la comunità internazionale viene informata del problema che abbiamo, è possibile che venga risolto con maggiore urgenza.

Il movimento richiede l'applicazione di misure urgenti e più severe per proteggere l'ambiente, affermando che un ambiente sicuro e salutare è un elemento chiave per promuovere uno sviluppo sostenibile e per tutelare i diritti umani.

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