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Il fotoreporter egiziano Mahmoud Shawkan sarà presto libero dopo cinque anni di detenzione

Il giornalista fotografico egiziano Shawkan è stato rilasciato, dopo aver trascorso cinque anni in carcere per accuse non confermate. Foto diffusa da Ayman Aref.

Il giornalista fotografico egiziano Mahmoud Shawkan ricevette una sentenza a cinque anni di reclusione da parte della Corte Penale del Cairo per aver documentato il massacro [it] di piazza Rab'aa El Adaweya nel 2013. Dopo essere stato detenuto per ormai oltre cinque anni, il suo difensore ha annunciato che egli sarà rilasciato [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] nei prossimi giorni.

Il verdetto di Shawkan fa parte di un processo di massa che ha coinvolto 739 persone, accusate in seguito alla violenta dispersione di un campo di protesta a sostegno dell'ex Presidente egiziano Mohamed Morsi, nel 2013. Nel corso dello stesso processo, 75 membri importanti ed affiliati dei Fratelli Musulmani hanno ricevuto la sentenza di morte.

Shawkan, trentun'anni, era stato accusato di assassinio e di affiliazione ai Fratelli Musulmani, designati come gruppo terroristico da diversi governi nella regione.

Il Presidente Morsi era stato spodestato dopo alcune dimostrazioni di massa in suo sfavore che ebbero luogo alla fine del giugno 2013. La cacciata di Morsi, capeggiata dall'incombente Presidente Abdelfattah Al Sisi, fu seguita da dissensi e da una delle più violente repressioni degli islamisti, lasciando un vuoto nell'opposizione in Egitto.

Detenzione prolungata

La detenzione di Shawkan è stata prolungata a causa di rinvii dei processi senza la conferma di accuse ufficiali. Sia le accuse che i rinvii sono stati criticati dall'opinione pubblica e hanno portato a campagne globali per il rilascio di Shawkan. Alcuni dei gruppi che hanno partecipato alla campagna per la sua liberazione includono Press Behind Bars, Press Uncuffed, Freedom for Shawkan, nonché lo Shawkan Photo Award, un concorso per premiare il giornalismo fotografico che si è contraddistinto in Egitto.

La prigione di Torah, una delle più famose in Egitto, conosciuta per aver detenuto prigionieri politici, è il luogo in cui Shawkan è stato tenuto prigioniero. Nel marzo 2015, Shawkan scrisse una lettera, pubblicata dal Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ), descrivendo la prigione di Torah come un cimitero:

It is a place where dreams come to die. A five-star paradise by Egyptian prison standards, I sleep on a cold tiled floor, I hang my bags of belongings on nails over my thin mattress. There is a tiny “kitchenette” where we prepare our food. We have a single element electric cooker, which we also use for warmth in the winter months. The “kitchenette” is adjacent to a squat-down drop toilet, which is basically a hole in the concrete floor. Both areas are separated by a hanging blanket to try and provide an element of privacy. Our dignity was left at the prison gates.

È un posto in cui i sogni muoiono. Un paradiso a cinque stelle, secondo gli standard delle prigioni egiziane, si dorme su un freddo pavimento di piastrelle, si appendono i propri averi su dei chiodi sovrastanti un sottile materasso. Abbiamo un minuscolo “cucinino” dove prepariamo i nostri pasti. Un solo fornello elettrico, che usiamo anche per riscaldarci nei mesi invernali. Il “cucinino” è adiacente a una toilette alla turca, che in pratica è un foro nel pavimento di cemento. Entrambe le aree sono tenute separate da una coperta appesa, allo scopo di concedere un po’ di privacy. La nostra dignità è rimasta fuori dai cancelli della prigione.

Nell'aprile del 2018, Shawkan è stato il primo egiziano a ricevere dall'UNESCO il premio Press Freedom, dopo essere stato selezionato da una giuria indipendente di professionisti dei media internazionali, un onore che era stato stigmatizzato dal Ministero degli Esteri e dal Parlamento egiziani.

Gioia per il verdetto

L'imminente rilascio di Shawkan è stato celebrato dai gruppi per i diritti e dagli attivisti dei social media. L'ex prigioniero politico Mohamed Soltan ha asserito che, in primo luogo, il giornalista freelance non sarebbe dovuto essere detenuto:

Shawkan, un giornalista pluripremiato, è stato condannato a 5 anni di carcere (i quali ha già scontato).
Shawkan sarà rilasciato. È davvero un'ottima notizia che sarà finalmente libero. MA egli non sarebbe dovuto essere imprigionato per essere un fotoreporter, prima di tutto.

Il giornalista Bel Trew reitera il tweet di Soltan, dichiarando:

Fantastica notizia che Shawkan sarà presto finalmente libero. Ma soltanto perché ha scontato già 5 anni di prigione – la sentenza è stata emessa oggi. Non avrebbe mai dovuto trovarsi dietro le sbarre. È stato arrestato mentre faceva il proprio lavoro di fotoreporter.

Il presentatore televisivo Osama Gawish ha criticato le condanne alle vittime del massacro di Raba'a [ar]:

Congratulazioni a Shawkan e a tutti gli eroi che saranno rilasciati. Si vergognino tutti i giudici senza coscienza che hanno macchiato la giustizia e condannato le altre vittime del massacro di Raba'a.”

L'attivista Mostafa Hegazy è felice per la famiglia di Shawkan:

Nonostante ci sia una sola buona notizia in mezzo a molte altre cattive, perlomeno una famiglia oggi è felice per la prima volta dopo cinque anni. Auguri per la tua libertà, Shawkan”

Condanna alla Corte per l'appoggio alla repressione?

Nonostante il rilascio di Shawkan rappresenti una vittoria per i difensori dei diritti umani, il suo verdetto è stato parte di un processo di massa che ha visto 75 individui ricevere la pena capitale.

La sentenza della corte è in linea con l'approccio sistematico del Presidente Abdelfattah Al Sisi sempre pronto ad arrestare i membri dei Fratelli Musulmani. Subito dopo la seconda vittoria alle elezioni presidenziali di quest'anno, durante le quali il suo unico avversario era un sostenitore della sua campagna, egli ha posto maggiore potere politico nelle mani delle forze militari.

Che sia attraverso arresti di massa, accuse politiche o attraverso la sistematica sparizione forzata, Al Sisi ha fatto il possibile per distruggere i Fratelli Musulmani sin da quando è diventato Presidente nel 2014.

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