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AMLO, il nuovo presidente pacifista del Messico creerà un corpo di polizia militarizzato contro la criminalità di strada

Immagine pubblicata da www.terceravía.mx. Frase in alto: “Tutto sembra puntare verso il perpetuarsi della strategia militare per la sicurezza pubblica fallita, portata avanti da Felipe Calderón ed Enrique Peña Neto”. Frase centrale: “Il perché di questa affermazione?” Riquadro in basso a sinistra: “Coinvolgerebbe le forze della marina, militari e federali.” Riquadro in basso centrale: “Servirebbe a controllare la criminalità, garantire la sicurezza pubblica, ripristinare la pace e combattere il crimine“. Riquadro in basso a destra: “Per raggiungere questi obiettivi, sarebbe necessario arruolare altri 50.000 soldati che dovrebbero essere dispiegati per le strade”.

Andrés Manuel López Obrador, il nuovo Presidente messicano di sinistra, ha prestato giuramento il 1° dicembre scorso promettendo di migliorare le condizioni economiche del paese. Una delle sue proposte [en] ha però stupito i suoi sostenitori e la società civile in generale: l'idea di creare una Guardia Nazionale costituita da divisioni delle forze armate per occuparsi della sicurezza pubblica.

AMLO, come viene chiamato in Messico, ha vinto le elezioni presidenziali [en] di luglio con una schiacciante vittoria grazie alle sue proposte pacifiste, ovvero promettendo di demilitarizzare gli spazi urbani e porre fine al conflitto armato. Si è assicurato anche una buona maggioranza a livello legislativo. Con tanto potere in mano, è di fatto nella posizione di attuare progressivamente ampie riforme istituzionali.

Si augura che la Guardia Nazionale possa aiutare il Messico a risolvere i suoi annosi problemi di sicurezza, ossia la “guerra” contro il crimine organizzato [it] iniziata dall'ex Presidente Felipe Calderón, che negli ultimi dodici anni ha già causato 250.000 morti [en].

Questo annuncio, fatto il 15 dicembre, non è stato accolto molto bene dalle organizzazioni dei diritti umani. L'esercito messicano è stato più volte accusato di gravi violazioni contro i diritti umani [en],come nel caso di Tlatlaya [en], quando il personale militare ha ripetutamente ordinato di giustiziare 22 civili nella cittadina di Tlatlaya, nello stato del Messico, nel giugno 2004.

Il direttore messicano di Amnesty International, Tania Reneaum, ha dichiarato [es, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] che AMLO dovrebbe rettificare la proposta in modo da incentrarla invece sul rafforzamento e il miglioramento della professionalità dei corpi di polizia civili. Secondo lei, il nuovo governo dovrebbe lasciare alle spalle il paradigma militare e definire un nuovo modello”.

Human Rights Watch ha rilasciato una dichiarazione [en] in cui afferma che la creazione di una Guardia Nazionale sia una “strategia preoccupante” e una “politica sbagliata e pericolosa” per risolvere i problemi della sicurezza in Messico.

Per molti, la decisione di attribuire le responsabilità tipiche della polizia alle forze armate equivale al mancato rispetto di una promessa fatta dal presidente di recente insediamento durante la campagna elettorale.

Come la pensano i messicani?

L'analista Diego Petersen ritiene che il presidente sia stato apparentemente arreso alle pressioni delle forze armate che da tempo influenzano la politica del paese. Scrive su SinEmbargoMX:

La militarización de la seguridad se venía fraguando desde mediados del sexenio de Peña. Si el Ejercito tiene ya listos varios miles de efectivos para formar la Guardia Nacional es porque son años de trabajo en este cuerpo de policía. Las fuerzas armadas terminaron imponiendo su visión y sus condiciones.

I militari si stanno infiltrando nel settore della sicurezza dai tempi dell'ex presidente Enrique Peña Nieto. Se l'esercito ha migliaia di personale da destinare alla Guardia Nazionale, è solo perché ha passato anni a rendere tutto ciò possibile. In ultima analisi, le forze armate stanno imponendo la loro visione e le loro condizioni.

L'escalation del coinvolgimento dei militari nel campo della sicurezza pubblica è per lo più l'effetto della “Legge sulla sicurezza interna”, approvata dalla precedente amministrazione e recentemente dichiarata incostituzionale dal sistema giudiziario. L'obiettivo di tale legge era quello di legittimare l'uso delle forze armate per garantire la sicurezza pubblica, ossia permettere loro di svolgere quella stessa funzione che AMLO sta attualmente proponendo.

Su Twitter, l'utente Lucía Riojas, una legislatrice dell'opposizione e un'attivista che si batte in difesa della diversità di genere, ha voluto ricordare i casi di abusi da parte di quelle istituzioni che diventeranno parte della Guardia Nazionale:

Non ci sono prove che dimostrino che la presenza di un maggior numero di militari per le strade ad occuparsi di sicurezza pubblica significhi meno violenza. Ricordiamo tutti Ayotzinapa, Tlatlaya, Palmarito, Ostula, l'omicidio di Jorge e Javier [due studenti universitari uccisi dalle forze armate [es] perché li avevano scambiati per criminali durante uno scontro a fuoco nel 2010].

Il commentatore politico Rodrigo Ezarrás ritiene che la creazione di corpi di polizia fosse un obiettivo che altri presidenti messicani si proponevano di fare da anni [es]:

Zedillo aveva creato la PFP [Polizia Federale Preventiva], Fox invece aveva istituito l'AFI [Polizia Ministeriale Federale], Calderón aveva creato la PF [Polizia Federale] simile alla PFP di Zedillo, Peña voleva una gendarmeria simile a quella francese e ora AMLO ha pensato alla Guardia Nazionale.

Cosa salta all'occhio?

Che non esiste un progetto chiaro in merito alla creazione di un corpo di polizia, ma solo 18 anni di decisioni affrettate.

Un utente di Twitter che ha scelto di chiamarsi “Madame Déficit” ha sottolineato che questa riforma non faceva parte del pacchetto delle promesse fatte durante la campagna elettorale:

La militarizzazione del corpo di polizia non era tra le cose che il santo patrono @lopezobrador_ ha offerto ai suoi devoti. Trasferire personale dell'esercito e della marina ai corpi di polizia è un errore.

Gliela lasciamo passare liscia?

Un altro utente di Twitter, Alejandro Madrazo Lajous, ha scritto su Twitter che secondo lui la militarizzazione del paese deve essere evitata:

Ora più che mai è importante chiarire che questa guerra di parole non ci porterà a niente.

I promotori di #LeyGolpista [una legge sulla sicurezza interna dichiarata incostituzionale nel novembre 2018] ci hanno già provato ed hanno fallito.

Per #SicurezzaSenzaGuerra, diciamo NO alla Guardia Nazionale. Firmate [la petizione] per la pace. #SeguridadSinGuerra [Nell'immagine si legge lo stesso messaggio]

Il regista Epigmenio Ibarra, che è un sostenitore di López Obrador, ha affermato che il piano di sicurezza annunciato non significa necessariamente militarizzare il paese:

Tutti parlano di militarizzazione, ma di fatto la proposta di @lopezobrador_ va in direzione opposta. Mira a ritirare le forze armate, a sostituirle con una polizia militare e a creare una Guardia Nazionale con giovani reclute che trasformeranno profondamente le forze armate.  

Un altro sostenitore di López, Ixchel Cisneros, ha condiviso le sue opinioni in un articolo dell'HuffPost, dove ricorda ai lettori delle persone che sono state vittime delle conseguenze della militarizzazione:

Yo voté por Andrés Manuel y por varios representantes de Morena y lo hice principalmente por su postura en contra de la militarización del país […] Presentaron su estrategia de seguridad, la cual incluía crear una Guardia Nacional formada por un grupo de fuerzas armadas de “élite” y fuerzas civiles que estará coordinada por la Secretaría de la Defensa Nacional. Es decir, el orden civil subordinado al militar. Es decir, continuar y reforzar la estrategia fallida de Felipe Calderón y Enrique Peña Nieto. Estrategia fallida que nos tiene con casi 250 mil personas asesinadas y más de 37 mis desaparecidas.

Ho votato per Andrés Manuel [López Obrador] e per altri rappresentanti di Morena, e l'ho fatto principalmente per la loro presa di posizione contro la militarizzazione del paese […] Hanno presentato la loro strategia per la sicurezza nazionale, che includeva la creazione di una Guardia Nazionale costituita da un gruppo di forze armate e civili d'èlite, che sarebbero state comandate dalla Segreteria della Difesa Nazionale. Ciò significa che l'ordine civile sarà controllato dai militari, e ciò non fa altro che continuare a portare avanti e rafforzare la strategia fallita di Felipe Calderón ed Enrique Peña Nieto. Una strategia fallita che ci è già costata circa 250.000 morti e oltre 37.000 sparizioni forzate.

Ci si aspetta molto dall'amministrazione di Lopez Obrador, anche perché sono molti a credere che rappresenti il lato populista di sinistra dell'America Latina, che negli ultimi anni ha perso campo. Resta da vedere quali saranno le prossime mosse e in che misure queste strategie risolveranno veramente le necessità politiche dei messicani.

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