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Pia Klemp rischia 20 anni di carcere in Italia per aver salvato migranti in mare

La ex capitano e biologa Pia Klemp – Foto di sea-watch.org.

La ex capitano e biologa Pia Klemp [en] rischia una condanna in Italia che potrebbe raggiungere i 20 anni di carcere per reati legati all'immigrazione clandestina. Tutto ha inizio nell'agosto 2017 quando le autorità italiane sequestrano, nell’ambito di un’inchiesta partita nel 2016, la nave Iuventa che la Klemp comandava al largo di Lampedusa, insieme ai computer e i telefoni cellulari che erano a bordo. Nel maggio 2018 il procuratore di Termini Imerese, Ambrogio Cartosio, ha confermato il sequestro che era già stato posticipato più volte.

La redazione di la-notizia.net informa [it, come i link seguenti, salvo diversa indicazione]:

Pia Klemp voleva salvare delle vite, ora è nel mirino della giustizia italiana. Era capitano di due navi di soccorso di organizzazioni umanitarie nel Mediterraneo. Ha tirato fuori dall’acqua, con il suo equipaggio, diverse migliaia di profughi. Nel giugno dello scorso anno, tuttavia, la Klemp apprese che le autorità italiane stavano indagando su di lei e su altri volontari di varie navi. Allo stesso tempo, il suo avvocato le consigliò di sbarcare dalla nave. Se avesse portato a riva un altro migrante, la sua libertà personale sarebbe stata a rischio.

Mentre il ministro italiano dell’Interno Matteo Salvini si vanta di aver “salvato migliaia di vite umane”, secondo le ONG umanitarie Medici Senza Frontiere (Msf) e Sos Mediterranee, almeno 1151 persone sono morte e oltre 10.000 sono state riportate forzatamente in Libia, dove rischiano ulteriori e inutili sofferenze. Giulia Belardelli su Huffington Post Italia scrive:

L’inchiesta che ha portato all’attuale processo deve quindi determinare se il capitano Pia Klemp abbia “collaborato” con i contrabbandieri libici per salvare i migranti presi in mare con la sua nave: questa “complicità”, se fosse dimostrata dalla giustizia italiana, trasformerebbe lo status dell’ex capitano della Sea Watch da “soccorritore umanitario di migliaia di persone in mare” a “complice dell’immigrazione clandestina”.

Oltre alla signora Klemp è tutto il mondo delle ONG umanitarie che è sotto la lente d'ingrandimento delle autorità italiane. Gli inquirenti non risparmiano sui mezzi da impiegare né i metodi. Lara Tomasetta scrive su TPI.it che per incastrare la Klemp sono stati utilizzati quattro diverse autorità investigative:

Secondo le informazioni che Pia Klemp ha avuto dal suo avvocato, almeno quattro diverse autorità investigative italiane hanno lavorato sul suo conto e su quello del suo equipaggio, compresi i servizi segreti italiani. In un’intervista rilasciata al quotidiano Basler Zeitung, Klemp ha dichiarato che il processo a suo carico inizierà a breve.

Mentre diverse petizioni circolano sulla rete, tra cui questa che ha superato le 240.000 firme [de/en/fr] in pochi giorni, la solidarietà verso Pia ha invaso le reti social da tutto il mondo con l'hashtag .

Un post di Tommaso Fattori sulla sua pagina Facebook ha raccolto oltre 620 like e 370 condivisioni. In uno dei commenti, Hugo S. Chuhan dall'Argentina, a testimonianza del fatto che ci si trova davanti a due visioni drasticamente diverse dell'immigrazione, cita un articolo del sito pagina12.com.ar riguardo il caso del sindaco di Riace [es]:

En sintonía con el caso de Klemp y Maleno, ayer la justicia italiana abrió el caso contra el izquierdista Lucano, figura emblemática de la acogida y la integración de inmigrantes en su país. Al ex alcalde lo acusan por tráfico ilegal de personas y por uso irregular de fondos públicos para la asistencia de refugiados…Lucano se convirtió en alcalde en 2004 y fue reelecto en 2009 y 2014, hasta que fue detenido el dos de octubre de 2018. Sin embargo, nueve días después fue liberado y puesto bajo prisión domiciliaria. Ahora espera enfrentarse al Tribunal que ayer decidió posponer su audiencia hasta el próximo 17 de junio.

El caso de Lucano muestra la tensión entre dos visiones de Italia. La de los puertos cerrados de Mateo Salvini, por un lado y la de una política de municipios abiertos, por otro.

In linea con il caso di Klemp e Maleno, ieri la giustizia italiana ha aperto la causa contro l'uomo di sinistra Lucano, e una figura emblematica dell'accoglienza e dell'integrazione degli immigrati nel suo paese. L'ex sindaco è accusato di traffico illegale di persone e uso irregolare di fondi pubblici per l'assistenza ai rifugiati…. Lucano è diventato sindaco nel 2004 ed è stato rieletto nel 2009 e nel 2014, fino all'arresto il 2 ottobre 2018. Tuttavia, nove giorni dopo è stato rilasciato e posto agli arresti domiciliari. Ora aspetta di andare in tribunale, lo stesso che ieri ha deciso di posticipare l'udienza al prossimo 17 giugno.

Il caso di Lucano mostra la tensione tra due visioni d'Italia. Quella dei porti chiusi di Matteo Salvini da un lato e quella di una politica di comuni aperti dall'altro.

Il sito meltingpot.org, dopo aver rilevato che “probabilmente mai prima d’ora è stato visibile un così marcato campo di battaglia attorno alle migrazioni e alle molteplici forme di solidarietà e resistenza a supporto dei migranti e per la libertà di movimento”, continua:

La retorica usata contro le Ong non parte esclusivamente da Salvini, bensì avviene dopo il codice di condotta di Minniti, propedeutico agli accordi con la Libia, e dalle politiche dell’UE che hanno deciso di esternalizzare e sigillare i confini del vecchio continente. Di pari passo è aumentata la criminalizzazione verso tutte le organizzazioni umanitarie, autorganizzate, di volontariato o solidali che supportano i migranti lungo i confini o nelle città, e verso coloro che sono impegnati nel complicato mondo dell’accoglienza.

Di seguito un video di France24 sul caso di Pia:

A livello internazionale, sono stati condivisi innumerevoli messaggi su Twitter che ne chiedono la libertà. Gweniplodokus elogia il senso di eroismo della Klemp sottolineando [fr]:

Questa donna è un eroe. Non c'è essere umano più affascinante di uno che, come lei, ama senza se e senza ma, ignora l'odio e manda alle ortiche il nostro egoismo per affermare che nulla conta più di preservare la vita. Viva Pia #FreePia

Anche David Zylberberg che ha pubblicato diversi tweet, tra cui questo nel quale ricorda che ci furono dei tempi in cui la schiavitù, la segregazione razziale e l'olocausto erano legali [fr]:

La schiavitù e la segregazione erano legali, anche l'Olocausto. Liberare gli schiavi, nascondere gli ebrei era illegale in quel periodo. Che cos'è l'illegalità e in che modo trovare un equilibrio tra uguaglianza e moralità / obiezione di coscienza? Possiamo anche progredire, giusto?

Oppure questo tweet che è stato condiviso più di 5500 volte e con oltre 4900 mi piace [fr]:

Questa è Pia Klemp. Rischia 20 anni in prigione. Il suo crimine? Salvare circa 5000 #migranti dall'annegamento, tra il 2017 e il 2018. Il suo processo per “aiuto all'immigrazione clandestina” inizia in Italia. Pia è una donna comandante. È giudicata, nessuno ne parla.

Matteo Ernesto con ironia rileva:

E ancora, un tweet di Vivian Angrisani è stato ricondiviso ben 21.300 volte e apprezzato da oltre 48.500 persone [en]:

Pia Klemp, biologa tedesca e capitano, rischia 20 anni di carcere per aver salvato più di 1.000 migranti a rischio di annegamento mentre attraversano il Mediterraneo. Cercare asilo è un diritto umano. Solo 1 su 100 capitani di mare sono donne. Questa donna è una filantropa, non una criminale.

Con la criminalizzazione dell'immigrazione, l'Italia e l'Europa stanno calpestando la Dichiarazione universale dei diritti umani e il dovere degli operatori marittimi di soccorrere le persone in pericolo in mare.

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