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I lealisti pechinesi del Fujian minacciano di attaccare i manifestanti anti estradizione di Hong Kong

Lo scorso 5 agosto, più di venti abitanti dek Fujian hanno attaccato i manifestanti anti estradizione a North Point. Immagine tratta dal video pubblicato su Youtube.

Un gran numero di abitanti del Fujian, una provincia [it] della costa sud est della Cina, ha fatto sapere che partirà appositamente in direzione Hong Kong per attaccare i manifestanti anti estradizione [en, come i link successivi, salvo diversa indicazione] durante le proteste che avverranno nei prossimi giorni.

I messaggi di reclutamento degli attaccanti transfrontalieri sono stati diffusi la settimana scorsa sulle piattaforme social cinesi di WeChat e Weibo. I commenti e le reazioni a tali messaggi mostrano come una mossa così aggressiva venga in realtà lodata come “eroica” da moltissimi cittadini cinesi provenienti dal continente.

A Hong Kong però i residenti hanno paura, dal momento che le autorità cittadine non hanno adottato molte misure per fermare gli atti criminali preannunciati – eccezion fatta per le comunicazioni installate l’11 agosto sugli edifici residenziali, e volte ad avvisare gli abitanti delle zone in prossimità della protesta di non uscire di casa e di chiudere le finestre dei loro appartamenti.

Avviso emesso dal Dipartimento della Polizia Stradale che ricorda ai residenti di stare lontano dalle proteste e di chiudere le finestre per evitare che i gas lacrimogeni possano entrare nei loro appartamenti. Foto di Oiwan Lam.

Le aggressioni di massa a Tsuen Wan e North Point del 5 agosto

Dopo le aggressioni di massa contro i manifestanti anti-estradizione avvenute a Yuen Long lo scorso 21 luglio, vari media hanno riferito che, durante una riunione con i capi villaggio, il China’s Liaison Office di Hong Kong avrebbe incoraggiato le forze pro Pechino a bloccare le proteste a livello distrettuale.

Nonostante l’indignazione pubblica, aggressioni simili sono state osservate in almeno altri due quartieri, tra Tsuen Wan, nella parte occidentale di Kowloon, e North Point, nella parte orientale dell'isola di Hong Kong, sia durante lo sciopero generale che in varie manifestazioni distrettuali del 5 agosto.

A Tsuen Wan, una folla vestita con magliette blu è stata avvistata per le strade intorno alle 20:00, mentre portava con sé bastoni e altre armi. Dopo aver ricevuto tale notizia, un folto gruppo di manifestanti anti estradizione si è precipitata sul posto e li ha cacciati via. Intorno alle 23:00 però, dopo che la maggior parte dei manifestanti aveva già lasciato l’area, un gruppo armato è sceso in strada per attaccare briga, e un ragazzo di 18 anni, che indossava una maglietta nera, è stato gravemente ferito con un'arma da taglio [zh] alla testa, a un braccio e a una gamba, mentre era sul marciapiede per mano di due delinquenti vestiti di bianco. Alcuni passanti sono corsi in soccorso della vittima, e l'incidente ha innescato l'ennesima rissa di strada tra i manifestanti e i teppisti. Le tre persone sospettate di aver dato origine all'attacco sono state malmenate, legate e lasciate in strada dai manifestanti in attesa di un’ambulanza e dell'arrivo della polizia.

A North Point, un gruppo di teppisti è stato invece avvistato in un angolo di strada mentre era in attesa dell’arrivo dei manifestanti, pronto così a voler iniziare una rissa.Tuttavia, essendo in inferiorità numerica, il gruppo è stato immediatamente bloccato dai protestanti. L'utente @jesuispopple ha postato il video dello scontro su Twitter:

Ecco il video completo di ciò che è accaduto poco fa a North Point. Non capisco perché le magliette bianche abbiano assalito un gruppo meglio equipaggiato, molto più giovane e molto più agile (alcune magliette bianche non riescono nemmeno ad arrampicarsi sulle ringhiere) di manifestanti che non hanno certo paura di combattere. #antielab #hongkongproteste

In entrambi gli episodi gli agenti di polizia non si sono presentati in strada, e nel caso di North Point sono arrivati sulla scena del conflitto solo quattro ore dopo che la folla si era già dispersa. Le autorità hanno in seguito affermato [zh] che la stazione di polizia di North Point era stata bloccata dai manifestanti, anche se ad Hong Kong ogni distretto ha una propria stazione di polizia e ci vogliono meno di 15 minuti per inviare agenti di rinforzo tra un distretto e l’altro.

I lealisti fujianesi di Pechino si mobilitano su WeChat e Weibo

I residenti di North Point e Tsuen Wan hanno rapidamente identificato l’origine fujianese dei teppisti, poiché sentiti mentre parlavano il dialetto hokkien o minnan [it].

Hong Kong è una società di immigrati e la maggior parte delle persone che si trasferiscono nel territorio provengono dalla Cina continentale. Circa 1.68 milioni [it] sono gli immigrati fujianesi e i loro discendenti. Sia Tsuen Wan che North Point sono diventati quartieri residenziali tipici delle persone che si identificano come fujianesi e che sono migrate a Hong Kong negli anni ‘80 e ‘90. Questa comunità mantiene stretti legami con i loro parenti rimasti nella provincia cinese del Fujian. Tali comunità socializzano anche a Hong Kong attraverso alcune organizzazioni parentali di città o di paese chiamate Tongxianghui, attraverso le quali si mettono in contatto con i compatrioti della loro stessa città natale.

Dopo il passaggio di Hong Kong alla Cina nel 1997, Pechino ha iniziato a considerare e utilizzare le Tongxianhui di Fujian e di altre province della Cina come un meccanismo chiave per esercitare influenza politica sulla città, in particolare durante le elezioni. Tra le centinaia di Tongxianhui presenti a Hong Kong, quelle delle provincia del Fujian sono le più fedeli a Pechino. Tuttavia, la seconda e la terza generazione fujianese di Hong Kong hanno preso le distanze dal controllo politico di Pechino, e alcuni loro appartenenti si sono uniti alle proteste anti estradizione.

Risulta interessante notare che l'attuale direttore del Liaison Office della Cina a Hong Kong, Wang Zhiming, è fujianese. Si è infatti laureato alla Università Normale del Fujian, ed è diventato un membro del Comitato Provinciale del Fujian del Partito Comunista Cinese (PCC). Successivamente, è diventato direttore del Liaison Office nel 2017.

Dopo gli scontri tra la folla fujianese e i manifestanti anti estradizione avvenuti il 5 agosto, un gran numero di messaggi di mobilitazione è apparso su gruppi WeChat. Ma i sostenitori fujianesi delle proteste anti estradizione hanno fatto trapelare un messaggio sul portale di LIHKG, simile a Reddit, e su Facebook. Di seguito, una foto del messaggio postato all’interno di un gruppo WeChat fujianese:

Cattura immagine di un gruppo fujianese su WeChat. Fonte riservata.

Avviso urgente: il capo della Hong Kong Jinjiang [it] Tongxianghui, Shi Nengshi, e il capo dell’associazione Hong Kong Anhai, Yan Kangcheng, hanno fatto una dichiarazione congiunta: la notte scorsa circa 20 compagni patriottici jinjiang hanno combattuto contro gruppi di 2 fino a 3000 teppisti. Erano in inferiorità numerica e sono stati costretti a ritirarsi. Non sono rimasti colpiti e sono riusciti a ferirne 30 di loro. Per prevenire ulteriori molestie da parte di questi teppisti, vorrei invitare 500 giovani combattenti di Anhai a sostenere i compagni di Jinjiang. Avremmo così 3000 persone in prima linea e 1500 persone come rinforzo. Prenoterò io stesso delle camere d’hotel allo Sheraton e al Shangrila per i nostri compagni patriottici di Anhai. Vi prego di iscrivervi all’evento.

Il poster online di “fujianesi patriottici” che è diventato virale sulle principali piattaforme social in Cina.

Ma le chat volte alla mobilitazione dei “combattenti” fujianesi a Hong Kong sono state fatte circolare anche su Weibo. Alla lettura di tali conversazioni, un gran numero di utenti del web si è dimostrato a sostegno di questo “gesto patriottico”. Ecco un esempio di post [zh] pubblicato su Weibo [zh]:

#福建人打废青# 福建人真的很难,要牵制台湾,要抵御台风,要开渔船去钓鱼岛绕圈,要防广东人的捕食,现在还要赶着去教育香港废青。之前有英勇的元朗人民组成白衫军,现在有福建人组成蓝衫军,反击爆徒的力量在壮大。如果有人把香港比喻成人体,那废青就是侵入肌体的病毒,这些英勇的人民便是白红胞,只有白细胞多了,才能将病毒消灭完,吞噬掉。这里真的要福建人致敬,对徒爆徒绝不要手软。

I #fujianesi attaccano i giovani perdenti. I #fujianesi hanno una vita molto difficile. Devono lottare con Taiwan [Fujian si trova di fronte allo stretto dell’isola principale di Taiwan, e gli abitanti parlano la stessa lingua cinese, ovvero il min-nan]. Devono affrontare i tifoni [Fujian si trova infatti in una zona soggetta a tifoni]. Devono difendere le isole Diaoyu [note anche come Isole Senkaku [it], un territorio conteso tra Giappone e Cina]. Devono competere con la provincia di Guangdong, e ora devono anche educare i giovani perdenti di Hong Kong. Tempo fa, gli abitanti del villaggio di Yuen Long hanno coraggiosamente formato un esercito di magliette bianche; ora alcuni fujianesi stanno formando un esercito di magliette blu per la lotta contro i teppisti. Se paragoniamo Hong Kong a un corpo umano, i giovani perdenti sono il virus che invade il corpo, mentre le persone coraggiose sono i globuli bianchi e rossi. Abbiamo bisogno di più globuli bianchi per sconfiggere il virus e per inghiottirlo. Dobbiamo rendere omaggio alle persone di Fujian, non abbiate paura di calcare la mano.

Sempre su Weibo, un altro utente ha scritto [zh]:

食国之粮,护国家安全如果有需要,别说福建人,全国人民都会买票去香港,给港独分子好好上一课。

La nazione vi ha nutrito. Proteggete la sicurezza nazionale. Se necessario, non solo i fujianesi, ma le persone provenienti da tutto il paese possono acquistare i biglietti per Hong Kong, per dare così una lezione ai criminali pro-indipendenza.

Come risultato della censura, la maggior parte dei cinesi che vivono nella zona continentale sa molto poco circa le proteste anti-estradizione. Essi credono infatti che la protesta attuale di Hong Kong sia in realtà una rivoluzione colorata e pro-indipendenza promossa da forze straniere.

Sia i mezzi di comunicazione locali che le autorità della polizia sono stati avvisati del piano dei fujianese, intenzionati a dare vita ad una lotta contro i manifestanti. L'unica autorità che può fermare un così imponente scontro, tuttavia, è il China's Liaison Office di Hong Kong.

Per saperne di più sulle proteste anti estradizione di Hong Kong, visitate la pagina dedicata di Global Voices.

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