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10 parole di uso comune che non sapevi provenissero dalla lingua quechua

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Immagine di elisa la su Flickr. Usata con la licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-NC-SA 2.0)

Il quechua [it], la lingua dell’ Impero Incaico [it] è stato quasi 500 anni a contatto con il castigliano, ragion per cui è logico che si siano influenzati a vicenda. Ciò che più si nota, oltre ai modi di parlare del quechua che rimangono nel castigliano dei bilingui, sono i prestiti linguistici. Ed è cosi che nel quechua di tutti i giorni si incontrano parole di origine castigliana e viceversa, solo che quest'ultimo fenomeno non è molto noto.

Oltre a parole che indicano la gran quantità di animali e prodotti agricoli originari del Perù,che si immettono nel patrimonio castigliano con alcune modifiche, come llama [es, come tutti i link successivi salvo diversa indicazione], guanaco o vicuña,solo per citare i camelidi americani o patata (papa), quinoa, avocado (palta) o lúcuma se parliamo di prodotti agricoli di origine peruviana, ci sono altre parole che a volte nemmeno immaginiamo provengano dal quechua.

A seguire una lista informale e non completa.

1 – Cancha (campo da calcio)

Arrabuarrena su @SoloBocaRadio ”La squadra in campo deve rispondere al tifo di Boca”.

Questa parola, che deriva dal quechua kancha, si usa in pratica in tutta l'America castigliana per indicare il luogo dove si gioca una partita, di solito di calcio. Però ha anche diverse accezioni più locali. Ad esempio anche il mais tostato viene definito cancha o canchita…mmmm.

2 – Poncho [it]

Inoltre, è impossibile essere infelici indossando un poncho…

L'uso di questa parola è praticamente mondiale, però la RAE non la riconosce come di origine quechua. Senza dubbio la parola quechua ponchu ha lo stesso significato, perciò salvo diversa opinione noi la includiamo nella nostra lista. Ha inoltre un uso diverso in una frase di uso comune in alcuni paesi del Sudamerica: ” Non lasciarsi pestare il poncho” o simili, che si usa per indicare il non lasciarsi umiliare o intimidire.

3 – Cura (prete)

Il prete ai confini del mondo: celebra la messa in Antartide.

”Cura” è il nome usato colloquialmente per indicare un sacerdote. Il suo utilizzo è comune a quasi tutto il Sudamerica castigliano, originandosi dalla parola quechua kuraka o kuraq, che si usava per indicare il capo di una comunità nell'Impero Inca. La frase ”figlio di un cura” che ad un certo punto fu considerata offensiva come riferimento alla condizione di bastardo, si usa in alcuni luoghi ironicamente per far indicare qualcuno che viene ignorato.

4 – Gaucho (cowboy argentino)

Festival della carne in stile Gaucho

Praticamente in tutto il mondo si usa ”gaucho”, il cowboy delle pianure argentine, come sinonimo di argentino. È molto probabile che la sua origine sia la parola quechua wakcha, che significa orfano e che ha inoltre dato origine alla parola peruviana ”huacho”, che significa solitario.

5 – Morocho (persona dalla pelle scura)

Come è possibile che nessuno chieda di questo brunetto. Vuoi conoscerlo? Visitaci

Dal quechua muruch'u, che indica una varietà di mais molto duro, la sua accezione più comune è ”persona di pelle scura”. In alcuni paesi si usa per persone di pelle bianca ma coi capelli scuri. Per estensione viene applicato anche agli animali dal pelo scuro. In Ecuador il ”morocho” è una bevanda densa e deliziosa .

6 – Chacra (ranch)

Il consiglio comunale e Fac Veterinaria avanzano nel progetto dell'Ospedale veterinario nella fattoria di Brío Uruguay.

In molti paesi sudamericani chacra si usa al posto di granja, una casa con campi coltivati in un'area rurale. Deriva dal quechua chakra o chajra, che indica una piccola porzione di terra coltivabile. Nel gergo peruviano è definito chacra qualcosa fatto male.

7 – Chullo (cappello con paraorecchie)

Quando compri un bB, fai del mondo un posto migliore per bambini bisognosi.

Questo capo che alcuni artisti usano per darsi un tocco esotico è di origine peruviana e ovviamente il suo nome è quechua. Deriva dalla parola ch'ullu, che indica un cappello con paraorecchie fatto di lana, tradizionalmente d'alpaca.

8 – Carpa (tenda)

Padiglione per informazioni ieri a Vallmoll. Bell'atmosfera e buona compagnia.

In questa parte del mondo e in Spagna (incluso in catalano), il padiglione di una campagna è una carpa, anche il tendone di un circo è una carpa. Karpa è la voce quechua che da origine a questa parola. C'è anche un uso molto colloquiale in alcuni paesi del Sudamerica: ”estar carpa”, ma non chiedetemi il significato perché siamo in una fascia d'orario protetta.

9 – Pucho (mozzicone di sigaretta)

È così che si studia…

Questa parolina che deriva dal quechua puchu si usa generalmente per indicare le cicche delle sigarette o le sigarette mezzo fumate, e in alcuni paesi anche per la sigaretta intera. In altri, quando usata nella frase ” sobre el puchu” significa ”subito”, ”immediatamente”.. com'era l'altro? ah si, ora.

10 – Guano

Il guano dei pipistrelli contiene il fungus Histoplasma capsulatum, che può infettare il cervello rendendoti psicopatico.

Usata in origine per indicare gli escrementi degli uccelli marini usati come concime, deriva dal quechua wánu e per estensione è usato anche per gli escrementi degli altri animali. Il suo uso è più vario di quanto si pensi.

Forza quechua!

PS: Nessun linguista è stato maltrattato durante la scrittura di questo post.

Altri post sul quechua:

Buscando al quechua en internet
Cinco aplicaciones, podcasts y blogs gratuitos para aprender quechua
T’ikray, poesía de Jorge Vargas Prado
Lingue: su Twitter si parla Quechua [it]
Perú y el #RetoDeLasLenguas

Post pubblicato in origine sul blog Globalizando.

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