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Netizen di Hong Kong, Taiwan e Thailandia uniti nella ‘Milk Tea Alliance’ contro la sorveglianza cinese

“Milk Tea Alliance”, immagine da Stand News. Utilizzo previa autorizzazione.

Gli insistenti sforzi dei patrioti cinesi di controllare gli interventi su Twitter — piattaforma il cui uso è proibito ai comuni cinesi — ha finito per dar vita a involontarie conseguenze.

Facciamo la conoscenza della “Milk Tea Alliance” [en, come tutti i link seguenti salvo diversa indicazione], un'alleanza che si è venuta a formare tra i netizen di Hong Kong, Taiwan e Thailandia per respingere gli arroganti leoni da tastiera di Pechino sulla piattaforma.

L'alleanza ha visto la luce il mese scorso, in seguito ad uno scontro online tra i patrioti cinesi continentali e i netizen thailandesi.

La scintilla è stata accesa da un retweet di una serie di quattro foto ritraenti gli skyline di città, da parte del famoso attore thailandese Vachirawit Chiva-aree o Bright (@bbrightvc). Uno degli skyline era di Hong Kong. Il tweet riportava profeticamente che le foto erano state scattate in “quattro paesi”.

I patrioti cinesi hanno invaso il tweet, adesso non più in rete, poiché era stato interpretato come un supporto all'indipendenza di Hong Kong. Sebbene Bright si sia velocemente scusato, definendo il suo retweet “avventato”, i troll patriottici hanno deciso di andare più a fondo e di scavare nel passato dei suoi social.

Ciò li ha portati a Weeraya Sukaram, un'amica di Bright, chiamata anche Nnevvy (@nvy_weeraya) su Twitter, la quale aveva condiviso un post in cui si supponeva che il virus del COVID-19 avesse avuto origine nel laboratorio virologico di Wuhan.

I patrioti hanno anche riesumato un post del 2018 da Instagram, nel quale Nnevvy rispondeva ad un complimento fattole da Bright per il suo look “cinese”, dicendo che lei preferiva “lo stile taiwanese”.

I patrioti cinesi online hanno interpretato il commento di Nnevvy come anti cinese e a favore dell'indipendenza di Taiwan e hanno iniziato a trollare Nnevvy con l'hashtag #Nnevvy.

Alla fine Nnevvy si è vista costretta a rendere privati i suoi account di Instagram e di Twitter.

Sorveglianza degli interventi online

Dal 2014, il governo cinese ha ulteriormente rafforzato il controllo su uno spazio informativo già pesantemente represso.

Sempre più ci si aspetta che le pop star della Cina non continentale e altre celebrità che godono di successo nel mercato cinese, promuovano un'immagine positiva della Cina, o che almeno si mostrino in sintonia con le dichiarazioni ufficiali di Pechino.

Questa nuova enfasi ha visto celebrità di Taiwan e Hong Kong costrette in questi ultimi tempi a dichiarare il loro amore per la Cina.

I patrioti cinesi online hanno ampiamente collaborato con i censori dello stato in questo loro intento.

Solitamente scovano gli interventi che si discostanto dalle dichiarazioni ufficiali, li riportano alle autorità e reclamano il pubblico boicottaggio.

Questo esempio di sorveglianza degli interventi, è stato esteso anche a Twitter, sebbene questa piattaforma non sia accessibile agli utenti cinesi non in possesso di proxy.

Ad esempio, il direttore generale degli Houston Rockets, Daryl Morey l'anno scorso ha scatenato una tempesta di fuoco online postando un tweet a sostegno delle proteste anti estradizione di Hong Kong.

Il tweet ha provocato rapidamente una crisi tra la Cina e la National Basketball Association (NBA) statunitense, per la quale il pubblico cinese è un mercato vitale.

Morey è stato costretto a scusarsi.

Bright è diventato un attore famoso in Cina da quando la commedia romantica thailandese 2gether [it] ha iniziato ad essere trasmessa online.

Non contenti di aver provocato una serie di reazioni negative su Twitter, i patrioti cinesi hanno deciso di riportare l'intervento ritenuto politicamente scorretto di Bright e Nnevvy anche su Weibo [zh], l'equivalente di Twitter in Cina, con 300 milioni di utenti mensili attivi e anche su altre piattaforme cinesi.

Hanno richiesto a gran voce di boicottare 2gether, mobilitando contemporaneamente i netizen cinesi ad insegnare ai netizen thailandesi il principio della politica della Cina unica su Instagram e Twitter.

Di seguito è riportata una tipica reazione di un patriota cinese.

#nnevvy Esiste un'unica Cina. Esiste un'unica Cina. Esiste un'unica Cina. Esiste un'unica Cina. Esiste un'unica Cina. Esiste un'unica Cina. Esiste un'unica Cina.

Una campagna che si ritorce contro

La resistenza a questa campagna è iniziata quando alcuni netizen thailandesi hanno iniziato a scrivere tweet servendosi dell'hashtag #nnevvy.

I temi hanno spaziato dal COVID-19 al complesso su Winnie the Pooh del leader Xi Jinping.

La politica di un'unica Cina ha il mio pieno supporto. Voglio dire, esiste un'unica Cina, non due o tre. Quindi avremo un'unica Taiwan, un'unica Hong Kong e un unico Tibet e così via. #nnevvy.

@flzgdnmsl: So che voi thailandesi siete ignoranti e francamente non è colpa vostra, la vostra è una nazione povera e piccola. Questa canzone è per voi. Non credo che riuscirò ad insegnarvi come comportarsi da essere umani, ma almeno vi insegnerò ad essere degli animali adeguati.

@Tichaploy: Insegnami a mangiare i pipistrelli.

@tiffanywilsonxo: La mia nazione è povera me la vostra è governata da Pooh.

@q3XQZQIUfXDW7Ae in risposta a @prigruto: Se il tuo commento potrà aiutare a farlo accadere, prova a scrivere “la Thailandia è una superpotenza”, magari aiuterai la tua povera nazione a risorgere. Scusa la cattiveria, ma è la verità.

Molti thailandesi hanno anche tirato in ballo la mancanza di libertà su internet in Cina:

Salve Xi Jinpooh. I tuoi cittadini usano un VPN per vedere cose proibite in Cina e seguono l'attore thailandese, invadendo anche la privacy della sua amica.

Cari cinesi, se riuscite ad uscire dalle reti della Cina, andate a vedere cosa sta accadendo nel “MONDO REALE”, non solo ciò che il vostro governo vuole che vediate e crediate. Rispettate inoltre il diritto di libertà di parola, non accanitevi contro chi non la pensa come voi.

E mentre i patrioti cinesi in risposta denunciavano la povertà in Thailandia e deridevano il governo thailandese, molti thailandesi li applaudivano ironicamente.

Visto che dite che il governo e il re thailandesi sono così pessimi, sì non potrei essere più d'accordo.

I patrioti cinesi hanno poi fatto ricorso a parole in codice, incluso NMSL, che significa “tua madre è morta”, nei commenti a tali messaggi. Il netizen tailandese @sleepless ha pubblicato un'immagine di una tastiera per deridere i commentatori sponsorizzati dallo stato cinese, noti come Wumao (50 centesimi):

Con l'intensificarsi di questi scontri, i netizen di Hong Kong e Taiwan hanno iniziato a mobilitarsi a sostegno dei thailandesi. Verso la metà di aprile questa solidarietà ha finito per tradursi nella Milk Tea Alliance.

#MilkTealAlliance per la vittoria #Taiwan #Thailandia #HongKong #Milktealogy

L'alleanza costituita da sole tre settimane, ha iniziato a rispondere al controllo degli interventi da parte dei patrioti cinesi continentali, promettendo solide basi per combattere ulteriori battaglie nella regione.

Recentemente è in corso una campagna guidata dalla Milk Tea Alliance, che sta promuovendo una petizione online contro il progetto cinese della diga del Mekong, che sembra aver causato gravi siccità in Vietnam, Laos, Cambogia e Thailandia. La petizione ha raggiunto oltre 52.000 fire dalla sua pubblicazione.

Oggi concediti un buon tè al latte. Carissimi membri della #MilkTeaAlliance, per favore firmate la seguente petizione per fermare la diga sul Mekong. La diga sul Mekong voluta dalla Cina, ha causato gravi siccità limitando l'afflusso del fiume. Dobbiamo fermarlo. Grazie.

1 commento

  • Aleban Bolafy

    Quindi se qualche netizen italiano o straniero iniziasse a pubblicare hashtag e interventi tipo “esiste l’Italia ed esiste l’Alto Adige” oppure “il mio look non è italiano, io preferisco il look valdostano” e via dicendo… Potremmo dare il via all’alleanza della fontina e dello speck, contro il centralismo e il controllo di Roma?
    …Ridicoli, questi bisticci da leoni della tastiera!

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