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#FreeMuay: associazioni chiedono il rilascio di una net idol e ambientalista laotiana

Attivisti da diversi paesi asiatici supportano la campagna #FreeMuay.

Molte associazioni per i diritti umani e gruppi mediatici [en, come i link seguenti] chiedono il rilascio di Houayheuang Xayabouly, anche conosciuta come Muay, una donna detenuta dal settembre 2019 per aver postato su Facebook un video di critica nei confronti del governo del Laos in merito alla gestione del disastro causato dall'inondazione. Settembre segna il primo anno dell'incarcerazione di Muay e per questo motivo alcuni gruppi della società civile hanno lanciato una campagna a favore del suo rilascio.

Muay, 31 anni, è madre, guida turistica, negoziante e influente ambientalista. I suoi video-denuncia sulla corruzione locale e sulle pratiche di affari illeciti l'hanno resa una net idol (termine utilizzato in paesi come Laos e Thailandia per indicare un social media influncer).

Dopo la disastrosa inondazione che si è verificata tra la fine di agosto e l'inizio di settembre 2019, Muay ha espresso su Facebook Live il suo disappunto per la lentezza nell'arrivo degli aiuti governativi. Nel video dichiara:

In this emergency situation, I am not in need of food and water yet, but yesterday [September 4], a huge flood came and people here were up on the roofs of their houses trying to escape. Where is the helicopter for rescuing those people?

I cannot be silent as we have been in the past. The era of the regime keeping the eyes and mouths of the people closed has come to an end.

In questa situazione di emergenza, ancora non ho bisogno di acqua e cibo, ma ieri [4 settembre] si è verificata una grande inondazione e le persone cercavano di fuggire dai tetti delle loro case. Dove era l'elicottero per salvarle?

Non posso rimanere in silenzio come facevamo in passato. L'era del regime che teneva chiusi gli occhi e le bocche dei cittadini è finita.

Il video dura 17 minuti ed è stato visto più di 170.000 volte.

Muay è stata arrestata il 12 settembre ed è stata indagata per diffamazione e propaganda anti-governativa secondo l'articolo 117 del Codice Penale. I media statali laotiani hanno riferito la notizia della sua confessione. È stata incarcerata a novembre ed è stata condannata a 5 anni di prigione.

Le associazioni civili impegnate nella campagna a favore del rilascio di Muay credono che sia stata arrestata a causa dei suoi post di denuncia delle anomalie imputabili al governo, come ad esempio la riscossione di pedaggi esorbitanti, la corruzione nei processi di selezione degli impiegati statali, l'appropriazione di terreni, le pratiche anti-ecologiste legate agli investimenti cinesi, l'impatto che la costruzione delle grandi dighe provoca sugli abitanti dei villaggi e la negligenza nel fornire aiuti alle vittime dell'inondazione.

Manushya Foundation riassume il caso di Muay:

She contributes to the protection and respect for the rights of the Lao people, by highlighting the harms caused from business activities and corruption, as well as calling for solutions to redress the same.

As a result of Muay's contribution to ensure the protection and respect for the rights of the Lao people, she was made an example of by the government of Lao People’s Democratic Republic.

Segnalando i danni causati dalle attività economiche e dalla corruzione e proponendo delle soluzioni per ripararli, ha contribuito alla protezione e al rispetto dei diritti dei laotiani.

Il contributo di Muay nell'assicurare la protezione e il rispetto dei diritti dei cittadini del Laos, l'ha portata ad essere presa a esempio da parte del governo della Repubblica Democratica Popolare del Laos.

La lunga pena di detenzione inflitta a Muay serve da deterrente per evitare ulteriori critiche alle autorità da parte dei cittadini, sostiene  Andrea Giorgetta dall'ufficio dalla Federazione Internazionale per i Diritti Umani di Bangkok.

The incredibly harsh prison sentence against Mouay is designed to send a warning to the entire population that no dissent and no criticism of the government is acceptable.

La condanna di reclusione incredibilmente severa riservata a Muay è stata emessa per mettere in guardia l'intera popolazione che nessun dissenso o critica al governo è accettabile.

Gli esperti dei diritti umani delle Nazioni Unite hanno inviato una lettera al governo laotiano per chiedere informazioni sul caso di Muay e per esprimere preoccupazione sulla sua prolungata carcerazione.

We wish to express our concern regarding the sentencing of human rights defender Ms. Xayabouly for the legitimate exercise of her right to freedom of opinion and expression. We are particularly concerned that the arbitrary detention and lengthy prison sentence handed down to her may have a chilling effect on civil society in the Lao PDR discouraging human rights defender and other members of civil society from sharing opinions on the observance of human rights in the country.

Vogliamo esprimere la nostra preoccupazione in merito alla sentenza a cui è stata condannata l'attivista per i diritti umani, la signora Xayabouly, alla luce del legittimo esercizio del diritto alla libertà di opinione ed espressione. Siamo fortemente preoccupati che la detenzione arbitraria e la lunga pena detentiva potrebbe avere effetti dissuasivi sulla popolazione della Repubblica Democratica del Laos e scoraggiare la condivisioni di opinioni sull'osservanza dei diritti umani nel paese da parte dei difensori dei diritti umani e altri membri della società civile.

Ciò è stato confermato da Mary Lawlor, Relatore Speciale delle Nazioni Unite per la Difesa dei Diritti Umani, in un tweet pubblicato il 17 settembre:

La comunicazione congiunta riguardante la sentenza di Houayheuang Xayabouly #WHRD inviata il 13 luglio 2020 al governo del Laos è ora disponibile: https://t.co/Q7191yZ9tZ @ManushyaFd

Un articolo scritto da Netiwit Chotiphatphaisal e da Suppakrit per la rivista New Bloom racconta la vicenda di Muay, che da guida turistica, negoziante e ambientalista si è trasformata in una net idol con migliaia di follower.

This dark time in Laos makes us realize that young people in Laos who grew up in a time when information is not that easily controlled are challenging the long obstruction of freedom and human rights which has lasted for over 40 years in Laos. Muay was one of their most important inspirations.

Questo periodo buio che il Laos sta attraversando ci fa riflettere sul fatto che i giovani laotiani che sono cresciuti in un'epoca in cui l'informazione non è così facile da controllare stanno sperimentando l'ostruzione alla libertà e al rispetto dei diritti umani, presente nel paese da più di 40 anni. Muay è stata una delle loro più importanti fonti d'ispirazione.

L'articolo si appella alla solidarietà globale per Muay:

Muay is a regular person who loves her country, her community, her land, and the forests there. She was not afraid to speak out, speak up for the people, for the trees which are being destroyed to build dams, against corruption in Lao and against Chinese companies.

Muay bravely stood up to protect the environment. She was acting on behalf of Laos and the world in doing so. Muay does not deserve to be let alone imprisoned from taking this stand.

Muay è una persona comune che ama il suo paese, la sua comunità, la sua terra con le sue foreste. Non ha avuto paura di parlare apertamente, di battersi per il suo popolo, per gli alberi che vengono abbattuti per costruire dighe, di lottare contro la corruzione in Laos e contro  le aziende cinesi.

Muay ha difeso coraggiosamente l'ambiente. Così facendo, ha agito per conto del Laos e del mondo. Muay non merita di essere lasciata da sola in prigione per aver preso questa posizione.

Il Laos impone un rigido controllo sulla diffusione delle notizie. Per questo motivo molti laotiani si informano in maniera alternativa tramite internet, incluso via Facebook.

Il caso di Muay riflette la crescente persecuzione che gli utenti di internet in Laos si trovano a dover fronteggiare per poter dare voce alle loro opinioni riguardo a tematiche sociali. Il 26 agosto, Sangkhane “Thitsy” Phachanthavong è stato arrestato per aver esposto il problema della corruzione su Facebook.

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