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Per Taiwan, il coronavirus di Wuhan è anche una battaglia diplomatica

Cittadini anziani, i più a rischio in caso di infezione da nCoV 2019, seduti ad un parco pubblico a Tainan, la quarta città di Taiwan il 20 gennaio, la metà di loro indossa la mascherina. Foto di Filip Noubel, usata con permesso.

Taiwan si trova in prima linea rispetto al coronavirus di Wuhan, anche noto come 2019-nCoV [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazionepandemia da coronavirus [it] a causa dei molti modi con cui è legata alla Cina. Ma tale sfida si fa due volte più difficile perché Pechino impedisce all'isola di partecipare a organizzazioni internazionali come l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che svolge un ruolo chiave nella prevenzione e nelle crisi della sanità pubblica mondiale.

Relazioni inter-Stretto presenti in tutti gli aspetti della vita di Taiwan

Nonostante Taiwan sia separata della Repubblica Popolare Cinese (PRC) dallo Stretto di Taiwan [it] largo 180 km, e finora abbia confermato solamente 8 casi di infezione da coronavirus 2019-nCoV, i due paesi continuano ad avere strette relzioni economiche, lavorative, accademiche e turistiche che spiegano il gran numero di persone che attraversa diffusamente lo Stretto di Taiwan ogni giorno.

Si stima che da uno a due milioni di cittadini taiwanesi vivano nella Cina continentale, dove lavorano, studiano o accompagnano le loro famiglie. I lavoratori taiwanesi sono impiegati principalmente in aziende o fabbriche taiwanesi che hanno investito in Cina o sono impiegati da aziende cinesi e straniere. Si stima che 12.000 giovani taiwanesi scelgano la Cina come terza destinazione più popolare dove studiare dopo Stati Uniti e Australia e che studiando in Cina godano di speciali vantaggi. Nel 2019, la RPC è stato il principale partner commerciale di Taiwan, rappresentando quasi il 30% delle esportazioni taiwanesi.

Taiwan ospita sul suo territorio all'incirca 10.000 [zh] studenti continentali. Il 29 gennaio, le autorità del Ministero dell'Istruzione taiwanese hanno annunciato un divieto temporaneo di scambi per gli studenti e i tirocinanti della RPC.

Inoltre, molte famiglie divise dal Kuomintang, che si rifugiarono sull'isola nel 1949 dopo una lunga gerra civile nella Cina continentale, possono ora farsi visita. Nel 2019, circa 100.000 cittadini della RPC hanno visitato Taiwan.

Tawian si trova senza dubbio in uno dei luoghi più vulnerabili alla diffusione del virus dopo la RPC visto che ci si aspetta che molti dei taiwanesi che vivono o sono in visita nella RPC torneranno a Taiwan se l'epidemia dovesse continuare a propagarsi. Secondo alcuni dati rilasciati nella RPC:

Among the 5 million people who fled the novel coronavirus-affected Chinese city of Wuhan during the Lunar New Year holiday, 7,515 headed to Taiwan.

Dei 5 milioni di persone che sono fuggite dalla città cinese di Wuhan colpita dal nuovo coravirus durante le vacanze del capodanno lunare, 7.515 si sono dirette a Taiwan.

Wuhan è un grande centro industriale che ospita le 500 aziende più importanti nelle quali è impiegato un certo numero di taiwanesi. In questo contesto non sorprende che i primi sette casi del coronavirus  2019-nCoV fossero tutti casi confermati di persone di Wuhan o che avevano recentemente viaggiato a Wuhan.

Pechino blocca la partecipazione di Taiwan all'OMS

Ciò che forse sorprende ancor di più è che malgrado una così forte integrazione di scambi umani e economici, l'OMS si rifiuta, sotto le pressioni di Pechino, di integrare Taiwan nella prevenzione e lotta mondiale all'epidemia.

Nel 1971, Pechino prese il posto di Taipei alle Nazioni Unite mentre la comunità internazionale gradualmente cambiava alleanza diplomatica [it] dalla Repubblica di Cina (RDC), il nome ufficiale di Taiwan, alla RPC. I funzionari di Taiwan vennero messi da parte agli incontri ONU, compresi quelli dell'OMS, ma spesso furono tollerati fino al 2013, quando Pechino, guidata da Xi Jinping, decise di imporre una politica di totale isolamento.

Come conseguenza, Taiwan è stata esclusa da un’assemblea d'emergenza chiave del 22 gennaio presso l'OMS, dove sono state discusse le misure da adottare per combattere il coronavirus 2019-nCoV.

Da quel momento la lista si è estesa a un altro organismo ONU, l'Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile (ICAO) che fino al 2013 ha tollerato la presenza dei funzionari taiwanesi ma da allora ha bloccato ogni partecipazione, anche agli incontri più recenti dedicati al virus 2019-nCoV. Il controllo sanitario negli aeroporti e sugli aerei è cruciale in questo momento per contenere l'epidemia, ora che la pausa per il Capodanno cinese [it] sta per terminare e ci si aspetta che molti viaggiatori volino in tutto il mondo.

Il rifiuto è stato accolto dalle critiche di tutti i partiti politici di Taiwan e ha avuto eco dai cittadini della rete che postano con un hashtag di tendenza a Taiwan: #TaiwanCanHelp (TaiwanPuòAiutare)

Cosa ti rende così silenzioso?
Blocchi tutte le conversazioni sul discorso di #Taiwan?
O l'ONU è un'organizzazione governativa della #Cina? Negando il contributo di Taiwan alla comunità internazionale. Provo vergogna nell'avere questo tipo di organizzazione a livello internazionale.

Gli alleati tradizionali di Taiwan, principalmente Giappone e Stati Uniti, hanno da tempo espresso il loro favore al tentativo di Taiwan di essere reintegrata in queste organizzazioni internazionali fondamentali. Il 30 gennaio, il Primo Ministro giapponese Abe Shinzo ha ribadito il suo sostegno a Taipei, come nota un cittadino della rete:

Sapevi che Taiwan è stata tagliata fuori dall'OMS a causa delle pressioni dalla Cina? Mentre i casi da #WuhanCoronavirus continuano ad aumentare – anche a Taiwan – il Primo Ministro giapponese Abe ha affermato che è necessario che Taiwan faccia parte dell'organismo mondiale della sanità per contrastare questo virus #MadeinChina.

Appelli simili sono stati fatti a gennaio dai funzionari di Stato degli Stati Uniti e più recentemente dal Canada. Nel frattempo, Pechino ha negato il permesso alle autorità di Taiwan di evacuare i cittadini taiwanesi che risiedono attualmente a Wuhan.

Taiwan si prepara a una più grande epidemia

Intanto, Taiwan ha preso diverse misure per proteggere la sua popolazione, tra cui il divieto di esportazione delle mascherine che ora nella maggior parte delle farmacie non sono più disponibili–il sistema di rifornimento è stato sospeso durante la pausa per il Capodanno cinese. Il governo giustifica questa misura sottolineando che gran parte delle mascherine vendute a Taiwan sono importate dalla Cina:

Alcuni hanno definito disumana la decisione di Taiwan di bloccare le esportazioni di mascherine. Tuttavia, Taiwan ha solitamente fatto affidamento sulle mascherine importate dalla Cina. #WuhanCoronavirus probabilmente ridurrà la capacità della Cina di esportare le mascherine. Il blocco delle esportazioni mira a garantire a Taiwan una sicura scorta di mascherine.

Nonostante le autorità prendano la minaccia seriamente, arrivando a multare un cittadino taiwanese 10.000 dollari statunitensi per non aver dichiarato la sua malattia di ritorno da Wuhan, non hanno ancora imposto l'uso delle mascherine negli spazi pubblici. Tuttavia, una rapida occhiata per le strade rivela che quasi la metà delle persone le indossa già. Un negozio di alimentari a Tainan ha un cartello in cinese, inglese e giapponese dove l’originale in cinese dice: “Per prevenire il nuovo coronavirus Wuhan, si prega di indossare una mascherina quando necessario”:

Cartello affisso in un negozio a Tainan in cinese, inglese e giapponese. Foto di Filip Noubel, usata con permesso.

Alcuni grandi eventi pubblici in programma a febbraio, come la Fiera Internazionale del libro di Taiwan (TIBE), con cinesi, taiwanesi altri scrittori e mezzo milione di visitatori previsti, in programma per il 4 febbraio, sono stati cancellati.

Una ricerca su Google in cinese sulle notizie di tendenza a Taiwan oggi, mostra come tutte le notizie principali riguardino il 2019n-CoV.

Guarda lo speciale di Global Voices sull'impatto del coranavirus di Wuhan [it].

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