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Blackout dei social media e repressione violenta dell'opposizione in vista delle elezioni presidenziali in Uganda

Manifesti per la campagna delle elezioni in Uganda del 2016. Immagine di Maxence, 7 gennaio 2016 (CC BY 2.0)

Con poche ore di anticipo sulle attesissime elezioni presidenziali del 14 gennaio in Uganda, la Commissione delle comunicazioni ugandese (UCC) ha ordinato ai fornitori del servizio di  tecomunicazioni [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] di spegnere tutti i social network e le applicazioni di messaggistica.

AGGIORNAMENTO: è stato registrato un blackout totale di Internet in Uganda dalle 19 di mercoledì 13 gennaio, come riferisce Netblocks.

Queste elezioni potrebbero potenzialmente vedere la fine del governo del presidente Yoweri Museveni di 35 anni e 5 mandati – o estenderla per altri cinque anni. Musicista trasformatosi in politico, Robert Ssentamu, 38 anni, ampiamente conosciuto con il suo nome d'arte, Bobi Wine, è il principale rivale dell'opposizione contro il 76-year-old Museveni in queste elezioni.

L'organizzazione Netblocks ha confermato che “una lunga lista di social preselezionati” come Twitter, Facebook, Whatsapp, Instagram, Snapchat, Skype, Viber, Google Play Store, sono stati colpiti dal blackout digitale.

Il blackout digitale ha lasciato gli ugandesi alle prese con le reti private virtuali (VPN) come unica opzione per rimanere online.

Il governo ha bloccato facebook in vista delle elezioni del 2021, è possibile accedere solo tramite VPN.

Tuttavia, il governo bloccando “più di 100 (VPN)” nel paese, rende più difficile per i cittadini aggirare l'arresto di Internet, dice Access Now, un gruppo di difesa internazionale. 

Il 12 gennaio, Facebook ha chiuso diversi account appartenenti al Citizens Interaction Center del Ministero dell'Informazione ugandese per aver utilizzato “account falsi e duplicati’ per promuovere il partito di governo del Movimento di Resistenza Nazionale (NRM), come riporta la BBC. Il Presidente Museveni ha criticato l'“arroganza” di Facebook per “decidere chi è buono o cattivo” in Uganda.

Non è la prima volta che il governo di Museveni blocca internet o reprime la libertà di espressione online.

Durante le elezioni generali del 2016, il governo ha chiuso le piattaforme dei social per motivi legati alla riduzione della propaganda e della sicurezza. Nel 2017, il governo ha introdotto una tassa mensile “over the top” (OTT) sui social per limitare le persone nel fare gossip susocial networks. Il blackout digitale del 2016 ha spinto molte persone all'uso delle reti VPN per accedere al servizio.

Violenta campagna d'intimidazione dell'opposizione 

Bobi Wine (a destra)  mentre parla con un avvocato. Immagine presa da Mbowasport, 8 agosto 2019, rilasciato su licenzare Wikimedia (CC BY-SA 4.0).

Bobi Wine, principale candidato presidenziale dell'opposizione in Uganda, è salito alla ribalta politica inseguendo la sua elezione [it] al parlamento nel 2017. Wine ha giocato un ruolo fondamentale nel resistere all'innalzamento del limite costituzionale dell’ età presidenziale che ha aperto la strada all'allungamento del mandato di Museveni.

Negli ultimi due mesi, le campagne politiche sono state intrise di violenze inasprite dall'esercito e dalla polizia ugandese che hanno trasformato in armi la COVID-19 per reprimere l'opposizione. Ai politici di quest'ultima è stato impedito l'accesso ai distretti e alle sedi delle campagne con il pretesto di violare i protocolli COVID-19 del Ministero della Salute che vietavano qualsiasi riunione con più di 200 persone.

L'opposizione ha continuato a sostenere che il tempo assegnato alle campagne non avrebbe permesso loro di attraversare tutte e quattro le regioni amministrative del paese. Ha anche affermato di aver  rispettato le restrizioni, ma di non poter controllare le azioni dei cittadini “affamati di cambiamento” e venuti a radunarsi in gran numero. Il 18 novembre Bobi Wine and Patrick Amuriat, del partito Forum For Democratic Change (FDC), sono stati arrestati, fatto che ha innescato rivolte che hanno causato la morte di più di 50 persone. Entrambi i politici, accusati di aver violato misure anti-coronavirus durante la campagna, sono stati rilasciati il 25 novembre del 2020.

A poche ore dall'elezione, la maggior parte dei membri della squadra della campagna di Bobi Wine, incluso il suo compagno di canto, Nubian Li, sono ancora detenuti in una prigione militare dopo il loro arresto il 4 gennaio nelle isole del Lago Vittoria di Kalangala, luogo di una campagna programmata.

Il 26 dicembre 2020, la Commissione elettorale ha anche vietato le campagne in 13 distretti, tra cui la capitale Kampala e i suoi distretti cuscinetto di Wakiso e Mukono, rendendo difficile per i politici dell'opposizione l'accesso ai cittadini in quelle aree. Hanno criticato il presidente per aver continuato a lanciare progetti di sviluppo come la costruzione di strade e ospedali negli stessi distretti dove i membri dell'opposizione non sono stati autorizzati a svolgere le loro attività.

In una dichiarazione rilasciata su Facebook, Bobi Wine ha detto: 

They have been surprised and scared to the teeth by the massive support we have received everywhere, including Museveni's backyard in Kiruhura and Kazo…Now, they have suspended campaigns in districts where they think people will show up in tens of thousands! Of course they had to add some other districts in order to sanitize their panicky actions.

Sono stati sorpresi e spaventati fino ai denti dal massiccio sostegno che abbiamo ricevuto ovunque, compreso il cortile di Museveni a Kiruhura e Kazo… Ora, hanno sospeso le campagne nei distretti dove pensano che la gente si presenterà in decine di migliaia! Naturalmente hanno dovuto aggiungere alcuni altri distretti per sanare le loro azioni in preda al panico.

 Escluso l'accesso agli elettori in quei distretti, Bobi Wine si è rivolto ai media digitali per raggiungere i cittadini registrando una canzone intitolata “Tulonde” che significa “Votiamo” in lingua luganda. Nella stessa canzone, racconta il viaggio di campagna caratterizzato da proiettili, gas lacrimogeni, morti e arresti, tra cui il suo arresto subito dopo la nomina.

Mancano due giorni alle elezioni in Uganda. L'ugandese-americano di Boston Herman Ainebyona, che organizza e guida la diaspora per la campagna di @Hebobiwine, è stato braccato e brutalmente arrestato da agenti in borghese al Sunciti Hotel di Lira, in Uganda.

La Commissione elettorale, inoltre, non ha confermato il programma della campagna elettorale di Bobi Wine per l'ultima settimana, impedendogli così di accedere all'elettorato.

Il 12 gennaio, Bobi Wine ha twittato che gli agenti di sicurezza ugandesi hanno fatto irruzione nella sua casa, arrestato il suo assistente personale e le guardie di sicurezza:

Abbiamo una crisi di dittatura in Africa. Il trattamento che il mio amico @Hebobiwine ha ricevuto insieme ad altri politici dell'opposizione in Uganda è spaventoso.

Ascoltando il suo discorso di oggi ero solo preoccupato per lo stato degli affari africani.

La violenza non era riservata solo ai politici dell'opposizione. 

Anche i giornalisti che hanno seguito le campagne sono stati aggrediti dalla polizia. Ma il capo della polizia, Martin Okoth Ochola è stato irremovibile affermando che “quando diciamo ad un giornalista, non andare lì e tu insisti ad andare dove c'è pericolo, dobbiamo colpirti  per la tua stessa sicurezza. Non devo scusarmi”, riferisce il Monitor, un quotidiano ugandese. 

L'ambasciata degli Stati Uniti in Uganda, il 13 gennaio, ha cancellato la missione dei suoi osservatori elettorali perché l'arbitro elettorale ugandese ha negato l'accreditamento per “più del 75 per cento” dei loro osservatori elettorali. Allo stesso modo, solo i giornalisti in “buoni rapporti di lavoro con il governo” sono stati accreditati per seguire le elezioni. 

C'è stato un evidente dispiegamento pesante dei soldati nella maggior parte del paese il 12 gennaio, con Museveni che ha detto che l'opposizione vuole creare il caos dopo le elezioni. 

I tre partiti di opposizione – il Bobi Wine's National Unity Platform (NUP), il Patrick Amuriat's Forum For Democratic Change e il Generale Mugisha Muntu's Alliance for National Transformation – il 12 gennaio avevano preso un impegno congiunto per spingere contro la frode elettorale ed i brogli elettorali .

L'evidenza schiacciante indica una concorrenza impari tra “milioni di giovani che chiedono riforme e una voce nel capitolo nel loro futuro” e “un piccolo gruppo di tiranni impegnati a mantenere il potere a tutti i costi”, afferma Wine in un editoriale di affari esteri. 

Ma “le repressioni del governo sull'opposizione, in molti casi violentemente o in altri attraverso arresti arbitrari, possono aiutare a far pendere la bilancia a favore di Museveni”, dice l'Istituto degli Stati Uniti per la Pace. 

Di conseguenza, molto dipende dalla comunità internazionale per convincere Museveni a tenere elezioni libere, eque e credibili.

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