La pulizia della spiaggia promossa da Nuh Dutty Up Jamaica e la necessità della consapevolezza sociale

Durante la pulizia della Sirgany Beach promossa dal Jamaica Environment Trust in occasione della Giornata della Terra 2023, l'Amministratore Delegato di ScotiaBank Jamaica Audrey Tugwell Henry ha dato la sua parola per ridurre la quantità di rifiuti che produce. Foto del Jamaica Environment Trust, utilizzata su autorizzazione

Il post è stato pubblicato per la prima volta sul blog di Petchary [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione], un adattamento esteso è fornito di seguito.

Quando la plastica si degrada sotto il sole cocente e in mare, come spesso accade sulle spiagge delle regioni caraibiche, rilascia notevoli quantità di metano, un gas serra che aggrava l'impatto negativo della crisi climatica sui piccoli Stati insulari in via di sviluppo (Small Island Developing States – SIDS ). Nei Caraibi, la pulizia di spiagge e paesi, insieme alla raccolta della plastica, avvengono con una certa regolarità. Sebbene aiutino a ridurre la quantità di plastica sulle spiagge e ad alimentare il livello di consapevolezza ambientale, sembrano non essere mai sufficienti.

Su quelle spiagge dove ogni centimetro è ricoperto di spazzatura (per lo più plastica), la portata del problema si fa particolarmente sentire. Le pulizie delle spiagge possono spronare i partecipanti ad una maggiore consapevolezza e azione personale. La pulizia promossa da Nuh Dutty Up Jamaica in occasione della Giornata della Terra è la dimostrazione che i giamaicani hanno deciso di agire contro queste plastiche dannose. Oltre alla suddetta iniziativa ci sono molti altri sforzi e programmi in corso, come il Progetto per la pulizia del Porto di Kingston e una partnership con The Ocean Cleanup, che sta procedendo a ritmo spedito.

Sforzi come questi sono sostenuti dal Ministro per l'ambiente e il cambiamento climatico della Giamaica Matthew Samuda, il quale ha indirizzato la discussione in Parlamento in modo da vietare l'importazione di buste di plastica (che ancora di tanto in tanto saltano fuori misteriosamente nelle gastronomie e nelle bancarelle dei venditori ambulanti), come così come di cannucce di plastica e polistirolo. Quest'ultimo, tuttavia, è stato sostituito con un tipo di plastica non riciclabile, con la conseguenza che il mercato locale si è ritrovato sommerso da portapranzo e posate di plastica.

A marzo, il Ministro Samuda aveva annunciato che la questione sarebbe stata affrontata nell'anno fiscale 2023/24 e che il veto sulla plastica sarebbe stato esteso a tipologie specifiche di microplastica contenute in alcuni prodotti per la cura della persona, come dentifrici, scrub per il viso e saponi . Tale categoria di prodotti è già vietata negli Stati Uniti.

Nel frattempo, le comunità e le ONG fanno quello che possono. La pulizia della spiaggia promossa dal Jamaica Environment Trust (JET) ha avuto luogo nella Sirgany Beach a East Kingston durante la Giornata della Terra. Si è svolta nell'ambito del progetto “Aumentare la consapevolezza sull'impatto dello smaltimento errato di rifiuti solidi sulla salute pubblica, i mezzi di sussistenza e l'ambiente marino” all'interno del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (United Nations Development Programme – UNDP), il quale riprende elementi della nota campagna di sensibilizzazione pubblica “Nuh Dutty up Jamaica”. All'incirca 150 volontari hanno rimosso un totale di 413 sacchi di immondizia, dal peso di circa 4,100 libbre (circa 1,860 kg). Nel loro bottino a farla da padrone è stata la plastica monouso.

Il ministro Samuda, che si è unito alla pulizia, ha applaudito gli sforzi del JET e si è detto “rincuorato nel vedere così tanti cittadini partecipare”. Allo stesso tempo, preoccupato per la quantità di immondizia presente in spiaggia, ha dichiarato: “Dovremo raddoppiare gli sforzi volti a ridurre i rifiuti e a proteggere il nostro ambiente marino”.

Lauren Creary, Direttrice del Programma JET,  ha aggiunto: “È stato fantastico vedere la partecipazione dei cittadini, ma, sfortunatamente, permane ancora un distacco tra queste pulizie e l'azione e la responsabilità personali. Investire nel nostro pianeta deve andare oltre la partecipazione a una pulizia in spiaggia, motivo per cui i volontari sono stati anche incoraggiati a impegnarsi a ridurre, riutilizzare, riciclare, compostare, mettere nel sacco e buttare [per] ‘non inquinare la Giamaica.'”

Nei prossimi mesi, nell'ambito del progetto UNDP, il team di JET continuerà a mobilitare comunità in tutta l'isola, promuovendo la pulizia di località più piccole e ospitando tre tour su strada nelle aree di Kingston, Portmore e Montego Bay.

Tuttavia, per tentare di ridurre l'impatto negativo dell'inquinamento da plastica nella regione, più nazioni caraibiche dovrebbero porre un veto assoluto sulla plastica monouso. Nonostante le promesse di sette territori regionali sull’istituzione di tale divieto [it] il 1° gennaio del 2020, la sua implementazione si è rivelata complicata e la plastica monouso continua ad essere utilizzata, a meno che, — come nel caso del Centro naturalistico Asa Wright di Trinidad recentemente riaperto —, imprese eco-consapevoli decidano di applicare tali divieti di propria iniziativa.

Nel caso di Trinidad e Tobago, il divieto riguardava in particolare l'importazione di polistirene espanso — nello specifico tazze, piatti e contenitori per alimenti conosciuti localmente come “clam shell”— ma la legislazione è ancora in fase di definizione. Inoltre, l'iniziativa non è guidata dalla Comunità dei Caraibi (Caribbean Community CARICOM) e senza una politica sulla plastica a livello regionale, ogni singolo territorio sta cercando di risolvere al meglio il problema in maniera autonoma.

Esiste, comunque, un regime internazionale, chiamato INC 2, negoziato tramite il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UN Environment Programme – UNEP), volto a porre fine alla “piaga globale” dell'inquinamento da plastica. Ben 175 nazioni, durante l’Assemblea delle Nazioni Unite per l'Ambiente svoltasi a Nairobi il 2 marzo 2022, hanno approvato quella che viene definita una risoluzione “storica”. Entro la fine del 2024, la risoluzione si prefigge di raggiungere un accordo internazionale legalmente vincolante per porre fine all'inquinamento da plastica .

La Seconda Sessione del Comitato Intergovernativo di Negoziazione sull'Inquinamento da Plastica si terrà a Parigi, in Francia, dal 29 maggio al 2 giugno 2023.

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