Truffatori si spacciano per il Presidente dell'Unione Africana sfruttando l'IA

Moussa Faki Mahamat, Presidente della Commissione dell'Unione Africana, pronuncia un discorso in occasione del lancio di Rays of Hopes (Raggi di Speranza) durante un evento parallelo al Summit dei Capi di Stato dell'Unione Africana, Addis Abeba, Etiopia, 4 Febbraio , 2022. Immagine di Dean Calma/IAEA Imagebank su Flickr (CC BY 4.0 DEED).

Moussa Faki Mahamat, Presidente della Commissione dell'Unione Africana, pronuncia un discorso in occasione del lancio di Rays of Hopes (Raggi di Speranza) durante un evento parallelo al Summit dei Capi di Stato dell'Unione Africana, Addis Abeba, Etiopia, 4 Febbraio , 2022. Immagine di Dean Calma/IAEA Imagebank su Flickr (CC BY 4.0 DEED).

Questo articolo è stato originariamente pubblicato [en, come i link seguenti] da Africa Feeds e una versione più estesa viene ripubblicata su Global Voices come parte di un accordo di partnership per la condivisione di contenuti.

I truffatori hanno utilizzato l'intelligenza artificiale (IA) per farsi passare per il Presidente della Commissione dell'Unione Africana, Moussa Faki Mahamat. La Commissione dell'Unione Africana (CUA) funge da organo esecutivo e amministrativo, rappresentando il segretariato dell’Unione Africana (UA), e può essere vagamente paragonata alla Commissione Europea.

Faki è recentemente stato vittima di un crimine informatico, in quanto i perpetratori hanno adoperato  strumenti dell'IA per riprodurre la sua identità e cercato di mettersi in contatto con altri leader sotto mentite spoglie.

In qualità di Presidente della CUA, Faki  di solito invia comunicazioni formali ai leader mondiali per organizzare dei meeting, un iter conosciuto come “nota verbale.” Queste note diplomatiche sono una procedura standard per programmare meeting tra i dirigenti dell'Unione Africana e i rappresentanti degli altri Paesi o le organizzazioni internazionali.

In un post su X (in precedenza Twitter), la portavoce del presidente della CUA, Ebba Kalondo, ha rivelato che i truffatori sono riusciti a imitare la voce di Faki, effettuando videochiamate nelle capitali europee, presumibilmente per organizzare incontri. Ha dichiarato:

I buontemponi hanno fatto delle videochiamate deepfake in diverse capitali europee fingendosi il Presidente @UAC_MoussaFaki. L’@_AfricanUnion ribadisce il suo rigoroso rispetto del protocollo e l'uso esclusivo della Nota Verbale per la richiesta di appuntamenti con contatti di alto livello. Di seguito la nostra dichiarazione: pic.twitter.com/zKkzTNMgYD

— Ebba Kalondo (@EbbaKalondo) 13 Ottobre, 2023

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Unione Africana

Dichiarazione sulle mail di phishing indirizzate alle capitali straniere

12 ottobre, Addis Abeba: L'Ufficio del presidente della Commissione dell'Unione africana è venuto a conoscenza del fatto che diverse capitali straniere sono state vittime di falsi indirizzi e-mail passate per e-mail ufficiali del Vice Capo di Gabinetto a nome del presidente della Commissione dell'Unione africana, con richieste di colloqui telefonici con leader stranieri.

La Commissione africana si rammarica per questi episodi e desidera ribadire che tutti gli indirizzi e-mail ufficiali della Commissione dell'UA iniziano con Nome@africa-union.org. Qualsiasi altra mail non è una mail legittima dell'UA.

L'Unione africana desidera inoltre ricordare che tutte le richieste di appuntamenti con contatti di alto livello vengono sistematicamente inoltrate attraverso i normali canali diplomatici tramite Nota Verbale indirizzata alle ambasciate accreditate coinvolte con sede ad Addis Abeba, all'attenzione delle capitali estere interessate.

Secondo una dichiarazione della CUA , i criminali informatici hanno utilizzato indirizzi e-mail falsi, fingendosi il Vice Capo di Gabinetto dell'Organizzazione per mettere in contatto telefonico i leader di Paesi esteri e Faki. Hanno anche condotto riunioni con vari leader europei, utilizzando alterazioni video deepfake per impersonare Faki.

La dichiarazione della CUA ha espresso rammarico per queste vicende, sottolineando che la Commissione utilizza esclusivamente canali diplomatici ufficiali per comunicare con i governi stranieri, in genere attraverso le loro ambasciate ad Addis Abeba, dove si trova la sede dell'UA.

“La Commissione dell'Unione Africana  ribadisce il suo  rigoroso rispetto del protocollo diplomatico e l'uso esclusivo della nota verbale per le richieste di appuntamenti con contatti di alto livello,” ha dichiarato Kalondo in un tweet.

La dichiarazione dell'UA fa riferimento a queste e-mail ingannevoli con il termine “phishing”, indicando l'intento degli autori probabilmente di rubare identità digitali per accedere senza autorizzazione a informazioni riservate.

Il Deepfake, la tecnologia sfruttata dai criminali informatici, sta prendendo sempre più piede in Africa e talvolta viene utilizzato da alcuni soggetti per diffondere disinformazione e propaganda nel continente. Queste tecniche prevedono l'utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale per creare video o audio convincenti di qualcuno che dice o fa cose che in realtà non ha fatto.

A gennaio di quest'anno, sui social media del Burkina Faso sono iniziati a circolare video, che esortano i cittadini burkinabé a sostenere la giunta militare. Questi video ingannevoli sono stati creati usando Synthesia, un software di intelligenza artificiale progettato per la generazione di video. Video simili sono stati diffusi in Mali lo scorso anno. Inoltre, in un noto caso in Gabon nel 2018, un video deepfake sospetto ha quasi rovesciato il governo, come riportato dalla rivista Africa Defense Forum(ADF).

Secondo una ricerca condotta dall'IFC e da Google, la e-economy africana è destinata a dare un contributo significativo di 180 miliardi di dollari all'economia complessiva entro il 2025. Tuttavia, la rapida digitalizzazione porta con sé anche potenziali minacce, con stime che suggeriscono che la sola criminalità informatica potrebbe costare all'Africa fino a 4 miliardi di dollari all'anno, come riportato dal sito web Investment Monitor.

Sebbene l'AUC abbia espresso rammarico per l'incidente informatico che ha preso di mira Moussa Faki Mahamat e abbia sottolineato il suo impegno a rispettare rigorosamente il protocollo diplomatico, l'Organizzazione non ha fornito alcun dettaglio sulle indagini e sull'arresto dei responsabili, né sulle misure che la CUA intende attuare per prevenire futuri attacchi deepfake.

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